Il cibo degli dei

"Pace a Tavola" è l'iniziativa targata Identità Golose e Menuale per il dialogo interreligioso

04-03-2016

"Pace a tavola" è l'iniziativa di Menuale e Identità Golose che, in questi giorni, coinvolge sei ristoranti di cucina kosher e araba, a favore del dialogo interreligioso. Qui il programma completo

A volte due lettere bastano per fare la differenza, due credi diversi a scavare un fossato. In altri casi, per fortuna, è sufficiente un sorriso, una parola per accorciare le distanze, magari sfruttando il legame poderoso della tavola, che è gran mezzo di convivialità. Miriam e Maryam sono due ragazze divise da altrettante lettere dell’alfabeto; potrebbero essere su fronti opposti, sentirsi nemiche l’un l’altra, senza motivo apparente, senza neanche (anzi: rigorosamente senza) conoscersi. Invece chiacchieravano cordiali e ciascuna curiosa dell’altra, ieri, davanti a noi e a un buon piatto di kibbi (vegetariano per la prima: ceci, spinaci avvolti in una panatura di grano e zucca; carnivoro per la seconda, uno sformato di carne e grano macinato con spezie, cotto nel forno e accompagnato da una crema di yogurt, cetrioli e una punta d’aglio). Pescavano entrambe il contorno dallo stesso piatto, un’insalata rahib (verdure crude miste, a pezzetti, e crema di melanzane, il tutto condito con olio, aglio e menta).

Da sinistra, Maryam Turrini, Ali Khalil, Angela Ferrario e Miriam Camerini

Da sinistra, Maryam Turrini, Ali Khalil, Angela Ferrario e Miriam Camerini

Eravamo al Dawali, semplice indirizzo di gustosa cucina libanese, un po’ sperso nella periferia Sud di Milano. Lo chef è Ali Khalil, 36 anni, musulmano; la proprietaria Angela Ferrario, cattolica. Miriam Camerini, 33 anni, regista teatrale, è ebrea nata a Gerusalemme. Maryam Turrini, 24 anni, studentessa in Giurisprudenza, è nata in una famiglia milanesissima ma convertita ad Allah anni fa; è responsabile del Coreis Giovani, l’organizzazione giovanile dell’associazione guidata da 'Abd al-Wahid Pallavicini, nato Felice di nome (e speriamo anche di fatto), convertitosi nel 1951, il cui figlio Yahya Sergio Yahe Pallavicini è imam della moschea al-Wahid di Milano. Sono conosciuti alle cronache come i rappresentanti dei musulmani moderati; una visita sul sito del Coreis lo conferma. Capeggia questa news: “Antiradicalismo nel mondo islamico: Marrakesh, Roma, Bruxelles. Tre eventi che rinnovano il nostro impegno per l’antiradicalismo in coordinamento con le istituzioni italiane, europee, la Nato e il mondo islamico internazionale”.

La tavola può essere divisiva, oppure uno straordinario ponte tra culture, chi scrive l’ha recentemente già raccontato per Treccani.it, qui e qui. E ci piace ricordare anche le parole di Hosam Eldin Abou Eleyoun, delegato Ais Milano, nell’articolo che ha voluto scrivere pochi mesi fa per identitagolose.it, “La tavola è fratellanza”. Perciò Identità Golose è orgogliosa di aver scelto di collaborare con la bella iniziativa intrapresa da Menuale, proprio durante i giorni del congresso Identità Milano (e che ha portato Miriam e Maryam a pranzare con noi): “Pace a Tavola”, ossia la libertà di mangiare insieme, a prescindere dalla religione dei commensali. Scegliendo certo locali milanesi significativi, ossia i migliori che propongano cucina kosher o araba: del Dawali abbiamo detto, ma poi, un giorno a testa, toccherà ad altri, oggi all’Accademia libanese, e poi Il Faraone, Re Salomone, Denzel e The Boidem (fino all’8 marzo, qui tutto il calendario). Ognuno di essi proporrà a pranzo e cena, a prezzo speciale, un piatto del loro menu rappresentativo dell’intera, comune tradizione mediorientale, peraltro rivisitato in maniera creativa.

Prelibatezze mediorientali al Dawali

Prelibatezze mediorientali al Dawali

Spiega Luca Poggiaroni, che con quattro soci nel 2013 ha fondato la start-up Menuale: « Il progetto è nato per mostrare attraverso il cibo come le differenze tra persone di diversa fede religiosa possano essere messe in secondo piano a vantaggio di ciò che li accomuna: la tradizione di alcune ricette, ad esempio».

Non è una novità assoluta: a Milano, a cavallo tra i mesi di novembre e dicembre 2015, quattro ristoranti di cucina kosher e araba avevano già proposto ai propri ospiti – sotto la regia di Menuale - un menu “Pace a Tavola”. Era sempre caratterizzato dalla presenza di piatti facenti parte della tradizione culinaria mediorientale. All’iniziativa avevano partecipato personalità di religione musulmana ed ebraica tra cui intellettuali, imprenditori ed esponenti delle rispettive comunità religiose. Giornalisti dei principali quotidiani e televisioni nazionali e internazionali avevano partecipato agli incontri, seduti a tavola insieme agli ospiti.

Maryam e Miriam

MaryamMiriam

Ora la replica, che ci auguriamo di anche maggior successo. Non è un caso che Identità Golose abbia voluto partecipare attivamente a “Pace a Tavola” 2016: il tema della 12° edizione del nostro congresso è “La Forza della Libertà”, una riflessione a 360° sul valore della creatività e della convivialità messe a dura prova dalle tensioni che attraversano il pianeta. La cucina, del resto, è sempre stata cultura, libertà di scambiarsi prodotti, cercare nuovi sapori, contaminarsi attraverso il meglio di civiltà e alimentazioni diverse. Va difesa la curiosità, la gioia davanti a una novità, il piacere di gustare un piatto della tradizione, all’insegna della convivialità. Quale miglior luogo per parlarne fuori dal congresso se non sulle tavole dei ristoranti? E in particolare di quelli che ricordano da vicino la difficile situazione mediorientale, dove questa libertà non è sempre garantita?

Scusatemi, per finire, una digressione personale: chi scrive rispetta ma non ama le religioni e la loro carica di dogmatismo che sfocia a volte nell’intolleranza. Ama però la tavola. Ed è felice di vedere come quest’ultima abbia addentellati culturali e sociali così profondi da riuscire, magari, a sconfiggere ogni pregiudizio, di qualsiasi origine e natura.


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