Lidia: «Ho cucinato per due papi»

La Bastianich ha raccontato a Chicago delle sue esperienze con Benedetto XVI e Francesco I

07-10-2015
Sfiziosa chiusura a margine della lezione di Heinz

Sfiziosa chiusura a margine della lezione di Heinz Beck e Andrew Zimmermann a Eataly Chicago. A grande richiesta, Lidia Bastianich, la cuoca italiana più celebre degli Stati Uniti, ha preso in mano il microfono e raccontato dei menu serviti pochi giorni fa a Papa Francesco I, in visita negli Stati Uniti. Sette anni fa aveva fatto lo stesso con Papa Benedetto XVI (foto Brambilla/Serrani)

C’è stata una succosa appendice a margine della lezione di Heinz Beck e Andrew Zimmermann a Chicago. Vista la presenza di Lidia Bastianich in platea, il pubblico ha voluto rivolgerle due domande sulla sua recente esperienza con Papa Francesco I: la cuoca italiana più nota Oltreoceano ha cucinato per il Pontefice in occasione del suo recente viaggio apostolico negli Stati Uniti. Ma è emerso che la Bastianich è forse l'unica cuoca al mondo ad aver cucinato per due volte e per due pontefici diversi nel corso della sua vita.

La prima volta è stata nell’aprile del 2008, al Nunzio Apostolico di New York (tra la Madison e la 72ma strada), nel corso del viaggio di Benedetto XVI negli Stati Uniti. «Papa Ratzinger», ha ripercorso con noi quella serata importante, «volle accertarsi prima che il menu fosse di suo gradimento. Ricordo di aver preparato degli Agnolini in brodo di cappone, col brodo fatto apposta e solo per lui. E dei Raviolini cacio e pere. Gli piaceva molto la pasta fresca. Rammento anche che alla fine gli preparammo un Apfelstrudel, lo strudel di mele viennese, molto diffuso anche in Baviera, la regione che gli ha dato i natali. Ma lo volle espressamente senza cannella, perché non gli piace». Avete avuto scambi durante la cena? «Non tanto perché era guardato a vista dal suo staff, che lo dirigeva come un robot. A tavola, parlava soprattutto di ‘lavoro’ con i suoi collaboratori. Mangiava e lavorava».

ACCLAMATO. Il recente viaggio apostolico di Papa Francesco I, dal 19 al 28 settembre, ha incluso Cuba e gli Stati Uniti

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Settimana scorsa, il bis, ancora a New York ma questa volta con Papa Francesco I: Lidia, lo chef di Felidia Fortunato Nicotra e tutto lo staff hanno passato 3 giorni ancora al Nunzio Apostolico, preparando due colazioni, un pranzo e due cene. Una cena all’insegna del massimo della semplicità. «Quando ho avuto l’incarico, ho pensato a un menu di un certo tipo: volevo omaggiare i suoi natali argentini con una bella bistecca ribeye - mima le dimensioni con le mani, ndr - e anche le sue origini piemontesi e la stagione attuale con un risotto coi funghi e i tartufi. Ma lui non ha voluto: ha chiesto solo un riso in bianco, chiedendo solo di mantecarlo un poco con del Grana Padano. Poi gli ho preparato un poco di vitello, del tonno alla griglia con verdure al vapore e una spigola striata al forno. E abbiamo chiuso con una torta di mele, che non ha finito per intero. È una persona che mangia qualsiasi cosa ma in versione molto semplice e senza alcuna elaborazione astratta. Ricordo anche che ha chiesto espressamente di non mangiare semi, di nessun genere». Coerenza alla Dottrina.

RICHIESTISSIMA. A fine lezione, Lidia Bastianich si è concessa ai numerosi fan, in fila per una foto

RICHIESTISSIMA. A fine lezione, Lidia Bastianich si è concessa ai numerosi fan, in fila per una foto

Come si è comportato con voi? «Splendidamente: era più tranquillo, parlava con la gente, non era per nulla formale. Alla fine della cena si è presentato in cucina. Gli abbiamo offerto una sedia ma è voluto rimanere in piedi. Noi eravamo spaventati perché temevamo che qualcosa fosse andato storto. Lui non ha chiesto nulla di particolare sulla cena, aveva solo piacere a prendere un caffè con noi. Nell’agitazione di servirglielo, mia figlia è inciampata e si è rotta il vestito. E' stata un’emozione incredibile per tutti».

Cosa pensa del corso che Bergoglio sta dando alla chiesa? «E’ un vero pontefice contemporaneo. Lo sento molto vicino perché tocca, in modo molto gentile, dei punti delicati in ognuno di noi. Non amministra il suo dogma da un pulpito, ma parla la lingua della gente comune. È un papa che invita e apre le porte. Ha un modo differente per connettersi coi fedeli, scende al loro livello. È come un amico».

Una solo cosa Francesco I ha avuto in comune con Benedetto XVI: il vino. «Hanno bevuto i nostri vini Bastianich, quelli che imbottigliamo in Friuli, ma anche quelli maremmani che facciamo a La Mozza. Giusto un goccio entrambi, però…».


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