Con Pasto Buono meno sprechi alimentari, più solidarietà

Così il cibo invenduto o avanzato nei ristoranti e nei bar viene messo a disposizione delle persone in difficoltà

11-06-2017
A Mantova, città East Lombardy, ma anche a Genov

A Mantova, città East Lombardy, ma anche a Genova, Milano, Firenze, Roma, Civitavecchia, Cagliari e Napoli, con Pasto Buono le eccedenze alimentari di ristoranti e bar finiscono a chi ha bisogno di aiuto

Nutrimento, benessere, vita. Il cibo rappresenta la prima e indispensabile forma attraverso cui ci prendiamo cura di noi stessi e della nostra salute. Forse però non ne siamo totalmente consapevoli, altrimenti 88 milioni di tonnellate ogni anno in Europa non finirebbero nella spazzatura (dati del Parlamento Europeo). Per diffondere maggior sensibilizzazione sul tema dello spreco alimentare, il Comune di Mantova con la collaborazione della Onlus Qui Foundation e la Camera di Commercio, ha introdotto Pasto Buono,  iniziativa volta a recuperare il cibo avanzato nei ristoranti e bar per metterlo a disposizione delle persone in difficoltà.

Un problema etico, economico e ambientale - Il paradosso del nostro tempo: una buona fetta della popolazione globale è denutrita, ma lo spreco alimentare esiste ancora. I prodotti alimentari vengono persi e sprecati lungo tutta la filiera: nelle aziende, nei negozi, nei ristoranti e in casa.  Con effetti importanti a livello ambientale ed economico; dallo spreco di risorse preziose e limitate (come l’acqua) al cambiamento climatico. Ogni giorno, i soggetti che hanno necessità di un sostegno per ragioni economiche, sociali, personali o di salute, possono ritirare un pranzo, una cena o entrambi presso gli esercizi convenzionati

Recuperare anziché eliminare - Ecco perché combattere lo spreco alimentare è prima di tutto un dovere morale. Per trasformare davvero l’abbondanza in benessere, di tutti. In quest’ottica è appunto nato Pasto Buono. Il progetto è attivo, oltre che a Mantova, città East Lombardy, anche in altre sette centri italiani (Genova, Milano, Firenze, Roma, Civitavecchia, Cagliari e Napoli); ha permesso di recuperare 500mila pasti solo nell'ultimo anno di attività.

Offrire un aiuto alle persone in difficoltà - Con l’arrivo di Pasto Buono, anche a Mantova le eccedenze alimentari della giornata, in buone condizioni, vengono destinate alle persone in difficoltà.  Ogni giorno, i soggetti che hanno necessità di un sostegno per ragioni economiche, sociali, personali o di salute, come ad esempio famiglie monoreddito, disoccupati, invalidi, anziani e senza fissa dimora, possono ritirare un pranzo, una cena o entrambi presso gli esercizi convenzionatiLa valutazione dei bisogni è a cura del Servizio Sociale del Comune di Mantova, previo colloquio con una delle assistenti sociali territoriali.

Nello scorso febbraio QUI Foundation, con il suo progetto contro gli sprechi alimentari Pasto Buono, è stata riconosciuta dalla Commissione europea tra le best practices contro gli sprechi alimentari. Si tratta di un ulteriore riconoscimento internazionale per la Onlus, che  nel 2015 è stata inserita da Fao nel programma mondiale contro la fame Save Food e che a dicembre ha firmato un accordo con City Harvest London, la più importante associazione per la ridistribuzione delle eccedenze alimentari di Londra

Nello scorso febbraio QUI Foundation, con il suo progetto contro gli sprechi alimentari Pasto Buono, è stata riconosciuta dalla Commissione europea tra le best practices contro gli sprechi alimentari. Si tratta di un ulteriore riconoscimento internazionale per la Onlus, che  nel 2015 è stata inserita da Fao nel programma mondiale contro la fame Save Food e che a dicembre ha firmato un accordo con City Harvest London, la più importante associazione per la ridistribuzione delle eccedenze alimentari di Londra

Preservare la dignità di ogni individuo - Pasto Buono intende prevenire lo spreco e sensibilizzare la società in tema di solidarietà e aiuto reciproco. Attraverso una card passe-partout, ovvero  la Mantova Card, la persona che necessita di aiuto economico può effettuare acquisti presso negozi e farmacie convenzionate, prelievi di somme di denaro, pagamenti di utenze domestiche autonomamente, secondo il piano di aiuto concordato con il Servizio Sociale. Un progetto di erogazione dell’assistenza in fase sperimentale, teso a rispettare la dignità della persona e a rendere autonomi i cittadini nell’accesso del sostegno economico costante e continuo.


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