16-05-2024

La Pista, Riva, Tetsu e Rear: quattro novità nella nostra Guida ai Ristoranti

Torino, Numana, Ascoli Piceno e Nola città protagoniste questa settimana. Sugli scudi, quattro chef con meno di 40 anni

Bottoni di cinghiale con estratto di bucce di par

Bottoni di cinghiale con estratto di bucce di parmigiano e pepe lungo, un piatto di Antonio Lerro, chef del ristorante Riva di Numana (Ancona) (foto instagram)

Quattro ristoranti novità nella Guida di Identità Golose 2024, presentata meno di un mese fa a Milano. Per l'esattezza, si tratta di due ristoranti che rientrano nella guida con due nuovi chef (La Pista a Torino e Rear a Nola, Napoli) e di due insegne che sono novità assolute, entrambe nelle Marche (Riva a Numana e Tetsu ad Ascoli)

La Pista, Torino
Il Lingotto, storico stabilimento della Fiat e per molti anni suo quartier generale, è certamente un simbolo poco visitato di Torino. La pista di prova ne è il tetto, il luogo che Renzo Piano ha scelto, in un progetto di riqualificazione degli anni Novanta, di costruire un ristorante i cui interni sono progettati con coerenza filologica, con oro e legno alle pareti e marmo nero sui tavoli e lampadari come carburatori. Riaperto nel 2021, da quest’anno a gestire le cucine sul tetto del Lingotto c’è Alessandro Scardina. Insieme a lui una squadra ben fornita nella quale spiccano il sous chef Daniele Lo Grasso e il maitre Davide Sterrantino. [...] Leggi l'intera recensione di Luca Milanetto

Raviolo ripieno di lactopatata, salsa al greencurry e verdurine croccanti, cotte, crude e acetate di Alessandro Scardina, La Pista, Torino

Raviolo ripieno di lactopatata, salsa al greencurry e verdurine croccanti, cotte, crude e acetate di Alessandro Scardina, La Pista, Torino


Riva, Numana (Ancona)
A picco sulla baia di Numana, all’interno del nuovissimo hotel 5 stelle, View Place, emerge Riva. Ristorante dagli ambienti eleganti in cui predomina il bianco delle pareti e le sfumature pastello del cielo e del mare riflesse attraverso le ampie vetrate. Sul tavolo, nessuna apparecchiatura, se non una tovaglia in cotone. Come la tela di un pittore che pian piano andrà tingendosi con le pennellate dell’artista. L’artista qui è Antonio Lerro, classe 1993. La sua è una cucina che presta tanta attenzione alla stagionalità prediligendo le materie prime locali di cui il territorio è ricco. La valorizzazione degli ingredienti di altissima qualità viene poi resa tale da una mano tanto tecnica quanto elegante. Ne conseguono piatti di grande estetica e gusto. Citiamo i Gamberi rosa nostrani, limone fermentato, aneto e salsa americaine, i Bombetti, patate ratte e paprika o il Risotto con burro affumicato, raguse e finocchietto marino. [...] Leggi l'intera recensione di Federica Lisi
Nigiri di orata con pelle e momiji oroshi di Giacomo Costantini, Tetsu, Ascoli 

Nigiri di orata con pelle e momiji oroshi di Giacomo Costantini, Tetsu, Ascoli 


Tetsu, Ascoli Piceno
Ascoli Piceno, per tutti Ascoli, è una perla incastonata tra i primi contrafforti dell’Appenino marchigiano, l’Adriatico a 28 chilometri, i monti meno. Città splendida, ha donato all’ossatura della Cucina italiana le sue olive ripiene e fritte ma con Giacomo Costantini siamo in tutt’altra sfera che non ti aspetti proprio: il Giappone. Il patron di Tetsu ha una cifra alta e originale. Il capoluogo non ha in pratica mai avuto una figura così aperta al mondo e questo porta pure a pensare che nemmeno gli interessi. Tetsu ha aperto nell’agosto 2022. Ascolano, classe 1986 e studi di ragioneria, Giacomo a un certo punto decise di cambiare votandosi alla cucina. All’età di 25/26 anni iniziò a credere di potercela fare a diventare chef e non bruciapadelle nelle stagioni estive. Potremmo scriverlo di tanti, però il suo percorso ha imboccato una via originale, difficile da immaginarsi: dai sushi alla completezza della cucina giapponese. Galeotto è stato l’incontro con cuochi nippo-brasiliani di San Paolo. [...] Leggi l'intera recensione di Paolo Marchi
Risotto cotto in brodo di olive nere, capperi di Pantelleria e carpaccio di tonno Balfegò, Salvatore Iazzetta, Rear, Nola (Napoli)

Risotto cotto in brodo di olive nere, capperi di Pantelleria e carpaccio di tonno Balfegò, Salvatore Iazzetta, Rear, Nola (Napoli)


Rear, Nola (Napoli)
Attuale e trasversale. Così è la cucina tradizionale campana di Salvatore Iazzetta, qui dal settembre 2023, chef giovane e sempre sorridente di Rear, insegna che a Nola vanta una stella Michelin dal 2020. Spezie, salse e materia prima presa in prestito dal resto del mondo passano tra le mani di Iazzetta, pronto a stupire il cliente con piatti di personalità, che uniscono memoria e viaggio, dal Ragù napoletano al King Crab. Il menu è ampio ed eclettico, con vari percorsi degustazione, cui si aggiungono opzioni alla carta più tradizionali. Roberto Tanzi e Michelangelo Raffa, rispettivamente direttore di sala e sommelier, chiudono il cerchio di un’esperienza enogastronomica come poche nella regione: la cantina conta circa mille etichette tra novità e grandi classici. [...] Leggi l'intera recensione di Francesca Feresin


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