Four Seasons a Firenze: una storia secolare e molte novità, in particolare per la proposta gastronomica

Servizi all'avanguardia ed eleganza rinascimentale: l'hotel ospitato dallo scenografico Giardino della Gherardesca riapre dopo due anni i suoi ristoranti estivi, guidati, come Il Palagio, da Paolo Lavezzini

05-03-2022
a cura di Elisabetta Canoro
La facciata, immersa nel verde, del Four Seasons

La facciata, immersa nel verde, del Four Seasons Hotel Firenze

È il parco botanico più ampio della città a racchiudere il Four Seasons Hotel Firenze, rifugio urbano a cinque stelle in un angolo nascosto e riparato, eppur centrale, a pochi passi dalla Galleria degli Uffizi e dal Duomo. Sono oltre 4,5 ettari di bosco e giardino privato a formare Il Giardino Della Gherardesca, uno dei più scenografi e inesplorati spazi verdi della capitale del Rinascimento italiano. È un mondo a parte, raffinato e riservato, tra le proprietà più iconiche di Four Seasons Hotels & Resorts, legato alla storia della Firenze rinascimentale, ma anche alla Firenze contemporanea. «La storia secolare di questo Palazzo e del suo giardino è unica ed è riflessa in tutti gli spazi della proprietà», racconta il general manager, Max Musto. Ex villa urbana del Primo Ministro di Lorenzo de’ Medici, in seguito è stato residenza papale, convento, sede della prima compagnia ferroviaria italiana, per cinque secoli residenza della nobiltà fiorentina e palazzo di un vicerè egiziano.

Una storia secolare, valorizzata da sette anni di meticoloso restauro, che hanno arricchito l’hotel di servizi all’avanguardia, dove si respira la serena atmosfera dell’accoglienza tipica di una grande casa nobiliare toscana. «Il Palazzo fu costruito alla fine del 1400 da Bartolomeo Scala, che lavorava per i Medici, negli anni ha avuto diversi proprietari illustri, ognuno dei quali ha lasciato la sua testimonianza sul Palazzo, tra cui Papa Leone XI, e la famiglia Della Gherardesca, da cui ancora oggi mantiene il nome», ci racconta il gm. L’hotel è infatti composto da due edifici, il Palazzo della Gherardesca del XV secolo, a cui si aggiunge La Villa, ex convento del XVI secolo.

Royal Suite

Royal Suite

Dietro la sua lineare facciata classica, frutto di un ampliamento dell’inizio del ‘700, svela oltre 758 metri quadrati di locali affrescati, fotografia della ricchezza artistica fiorentina: dipinti, decorazioni artigianali, affreschi originali, bassorilievi, stucchi e mura rivestite di carta da parati orientale in seta dipinta a mano, accuratamente restaurati per riportare alla luce i particolari oggi vividi come oltre cinque secoli fa. Vi trovano spazio 116 lussuose camere e suite dallo stile unico. La più esclusiva è la Royal Suite, 232 mq di bellezza, la stanza più antica del Palazzo della Gherardesca, un tempo dorato alloggio della nobiltà. È un tripudio di opere d’arte, pezzi unici e preziosi oggetti d’arredo, un sogno dove il tempo sembra essersi fermato: soffitti a volta, con affreschi che risalgono al 1600, mentre le antiche piastrelle dipinte del pavimento sono in autentica maiolica di Napoli, ad opera di Ignazio Chiaiese. Conta 37 camere e suites La Villa, della metà dell’800, voluta da Emilia d’Otremont, baronessa di Hoorgworst, e costruita su un preesistente insediamento di palazzetti, a soli 15 minuti dal Duomo di Firenze ed altri monumenti della città. Non manca un’attrezzata Spa con piscina all’aperto, sauna ed una palestra attrezzata. Tra le novità, «la pluripremiata tecnologia Hydrafacial, che abbiamo appena introdotto. Inoltre, ci focalizzeremo sulle famiglie, i grandi protagonisti della nostra stagione estiva, garantendo anche ai piccoli ospiti un soggiorno divertente e indimenticabile», racconta Musto. Indimenticabili le esperienze, come il giro in mongolfiera per atterrare nel Chianti per un picnic immersi nel silenzio e nella natura toscana; le cene sul Ponte Vecchio o i tour in barca sull’Arno per ammirare la città dall’acqua. E ancora, le cene romantiche sulla Terrazza Altana o nel secolare Faggio Pendulo, l’unico in città.

Paolo Lavezzini

Paolo Lavezzini

Le novità più attese riguardano l’offerta gastronomica. «La nostra idea è finalmente dopo due anni di chiusura a causa della pandemia riaprire anche i nostri due ristoranti estivi, Al Fresco, una trattoria pizzeria informale a bordo piscina, che offre specialità al josper e alla griglia, e Magnolia Bistrò, situato alla Villa, un Bistrò internazionale che si concentra su specialità di pesce e del Mediterraneo, con la sua meravigliosa veranda vista piscina», ci ha svelato. Sul Giardino della Gherardesca affaccia anche il Ristorante stellato Il Palagio, un’oasi di eleganza ricavato dalle antiche scuderie del Palazzo della Gharardesca, decorato nelle tonalità argento e lilla, che conserva ancora nella sala principale le originali colonne ed il soffitto a volta.

Risotto leggermente affumicato e cavoli di stagione

Risotto leggermente affumicato e cavoli di stagione

In cucina, coadiuvato da una brigata di 33 persone, il nuovo executive chef Paolo Lavezzini, emiliano di Salsomaggiore Terme, si definisce «dal cuore italiano e dall’anima brasiliana», terra a cui è molto legato. A riportarlo nel Belpaese è stata proprio la proposta di Four Seasons di seguire i 4 outlet dell’hotel fiorentino. «Un sogno che si realizza», per lui, una sfida che Lavezzini ha accolto con entusiasmo, forte di vent’anni di esperienza nell’alta ristorazione e nell’hôtellerie di lusso, che l’hanno portato dal ristorante Alain Ducasse del Plaza Athénée a Parigi all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, dove si è fermato sette anni, prima di guidare La Terrazza al Plaza e de Russie di Viareggio e il ristorante Neto del Four Seasons Hotel São Paulo.

Edoardo Sandri

Edoardo Sandri

Stagionalità, genuinità degli ingredienti, attenta selezione delle materie prime (per il 95% del territorio) sono i capisaldi della sua cucina, frutto del dialogo diretto con i produttori ‘etici’, per portare in tavola «tipicità e tradizioni toscane», dice. Sostenibilità e ricerca al centro, un approccio che si traduce in piatti come Carciofo, nepitella e brodo di patate grigliate e Uovo poché della Fattoria di Maiano, cime di rapa, latticello di vacca e tartufo nero. Tra i piatti signature, supera le aspettative il Risotto leggermente affumicato e cavoli di stagione, «non lo sceglieresti mai eppure è favoloso» sostiene lo chef. In abbinamento, più di 1.000 etichette. Dopo cena, tappa obbligata è l’Atrium Lounge & Bar, ovattato salotto nel cuore dell’hotel, regno di Edoardo Sandri, head mixologist, che conquista con cocktail d’autore come il Moulin Rouge (a base di liquore di sambuco, prosecco e frutti rossi) e il Negroni Vintage (Gin Beefeater, elisir di china, Antica Formula Carpano).


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