Marzolla il londinese

Dopo molti anni al Rossellinis di Ravello, per il maître è arrivata la chiamata dell'hotel Baglioni

04-04-2015
Donato Marzolla ha passato 16 anni al Rossellinis,

Donato Marzolla ha passato 16 anni al Rossellinis, il ristorante di Palazzo Avino, lussuoso albergo di Ravello. Grazie al suo lavoro, la guida 2014 di Identità Golose lo aveva premiato come miglior maître dell'anno. Questa era la motivazione: "Indossa la casacca e i modi del maitre come dovrebbe essere: una conoscenza enciclopedica dei vini (e non solo dei vini), il consiglio giusto mai imposto e l’ironia che in sala sbroglia le situazioni più intricate"

Ormai è chiaro a tutti che viviamo in un mondo dove tutto viene messo in discussione, dove per andare avanti devi farti valere e non si può vivere di rendita. Soprattutto in Italia bisogna sgomitare sempre, perché le cose non vanno per il meglio, e solo se riesci ad emergere dalla mediocrità puoi aspettarti un futuro migliore per te e per la tua famiglia. Ed è proprio quello che mi è successo poche settimane fa.

Un bel giorno squilla il telefono. Era un amico di Londra che mi contattava, presentandomi la possibilità di fare un colloquio per un prestigioso hotel di Londra, il Baglioni, che stava cercando un restaurant manager. Insomma, la classica notizia in grado di stravolgerti, moltiplicando i quesiti sulla tua vita.

Poco tempo dopo stavo facendo un vero colloquio telefonico in inglese con la responsabile delle risorse umane, ricevendo poi l’invito per trascorrere qualche giorno a Londra come loro ospite. Impossibile non pensare come una volta fosse così anche in Italia: quando ti invitavano a fare un colloquio ti spesavano di tutto. Un'esperienza che io ho avuto la fortuna di vivere, ma che non esiste più.

Donato Marzolla in veste di turista nella sua nuova città 

Donato Marzolla in veste di turista nella sua nuova città 

Mentre accadevano queste cose però, nella mia vita c'era anche un’assunzione alle porte in una delle strutture più belle del mondo come il Rossellinis, in un posto stupendo e con uno staff molto affiatato, che avevo creato nei sedici anni trascorsi insieme. Mi sono allora affidato alla persona che mi capisce di più al mondo: mia moglie. Parlandone insieme abbiamo deciso di partire e vedere dal vivo la realtà inglese, vissuta precedentemente solo da turisti.

Dopo due giorni intensi e diversi colloqui con proprietà e responsabili, superati di gran carriera, mi è stato detto che che la necessità era immediata, che se volevo quel lavoro avrei dovuto iniziare praticamente subito. Così, appena tornati a casa, con poche ore per decidere, ho indetto una riunione di famiglia, con i miei due figli di 11 e 8 anni. Guardandoli negli occhi ho capito che anche se sarebbe stata molto dura, dovevo prendere la decisione che poteva assicurare un futuro più roseo a tutta la famiglia.

Ho avvisato la mia precedente datrice di lavoro, e poi, con molti problemi, incertezze e ansie varie, ho comunicato al Baglioni di Londra di essere pronto ad accettare la loro proposta. Da qualche anno pensavo al mio futuro, a dove mi potesse portare il mio lavoro e la mia famiglia, ma essendo un “umile lavoratore” è sempre facile rimettersi in discussione e cercare di salire ancora un gradino nella scala della ristorazione.

Un londinese provetto

Un londinese provetto

Le soddisfazioni professionali non sono mai mancate nei miei 16 anni a Palazzo Avino: dalla stella con Anthony Genovese, alle due stelle Michelin conquistate con Pino Lavarra, fino alla nuova stella con De Leo. Come ciliegina sulla torta, il prestigioso premio come miglior Maître d’Italia per la guida di Identita Golose 2014.

Tutto questo potrebbe bastare per vivere sugli allori, ma io voglio sempre di più e visto che da bambino il mio sogno era diventare maître d’hotel, sono felice di averlo coronato. Ora la possibilità di diventare a tutti gli effetti un food and beverage manager è il mio obiettivo principale. Le scommesse mi piacciono e il tentativo di riportare a grandi livelli il Baglioni di Londra con tante mie idee mi stimola e mi aiuta a migliorarmi.


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