La riscossa di Suvereto

A due passi da Bolgheri, una serie di cantine biodinamiche si distingue per vini di personalità

07-07-2013
Particolare della barricaia de La Bulichella, azie

Particolare della barricaia de La Bulichella, azienda agricola di Suvereto (Livorno), +39.0565.829892: vini 100% bio come l'Aleatico o il Coldipietrerosse, riuscita combinazione di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc

Tra le colline metallifere della val di Cornia e il mare della Costa degli Etruschi, c’è una terra di frontiera dove si fa ricerca e sperimentazione per imbottigliare vini che abbiano un’identità forte. Siamo a Suvereto, piccolo borgo medievale del livornese circondato da uliveti e vigneti che proliferano grazie ad un microclima eccellente, ad un terreno ricco di minerali e alla passione di tanti viticoltori, in molti casi provenienti da diverse zone d’Italia.

Carlo Parenti, titolare della cantina Macchion dei Lupi, +39.0565.845100

Carlo Parenti, titolare della cantina Macchion dei Lupi, +39.0565.845100

E’ qui che è nata Petra, famosa cantina di design opera di Mario Botta di proprietà della famiglia Moretti, o l’altrettanto conosciuta Tenuta di Rubbia al Colle dei fratelli Muratori. Realtà importanti che commercializzano le loro etichette in tutto il mondo a cui, tuttavia, si affianca una costellazione di piccoli produttori capaci di realizzare vini altrettanto validi. In queste terre, infatti, sono tanti i giovani imprenditori che hanno investito risorse, energie e passione per creare dal nulla dei rossi che stanno già facendo parlare di sé. Come il Ciparisso, Sangiovese in purezza dell’azienda La Fralluca, e Coldipietrerosse, 75% Cabernet Sauvignon e Franc con leggero apporto di Petit Verdot, de La Bulichella.

Il tratto distintivo dei vini della zona è senza dubbio l’eleganza. Una morbidezza e un equilibrio che seduce il palato diversificandosi volutamente dai potenti supertuscan della vicina Bolgheri. Perché i vini di Suvereto hanno un’identità che è frutto di un terroir diverso, anche se molto vicino a quello che ha generato miti come il Sassicaia o il Masseto di Ornellaia, e del duro lavoro di tante piccole cantine biologiche e biodinamiche. E se i vini de La Bulichella sono già da anni molto apprezzati, ci sono etichette di cantine minuscole come Esperienze di Macchion dei Lupi (80% Cabernet Sauvignon e 20% Sangiovese), prodotto in 5mila bottiglie, che risultano piacevoli e sorprendentemente intriganti nonostante il processo di vinificazione sia semplificato al massimo: niente solfiti, niente lieviti, niente prodotti enologici, solo quello che di buono offre la vigna.

Suvereto, provincia di Livorno, 3mila abitanti circa

Suvereto, provincia di Livorno, 3mila abitanti circa

E poi c’è il Cabernet Sauvignon in purezza Pian del Rosso dell’azienda La Piana del Rosso, un vino pulito, equilibrato e con un ottimo prezzo (solo 10 euro) prodotto da questa piccola cantina biologica gestita da giovani. Un altro ottimo Sangiovese in purezza è Okenio di Terradonnà che restituisce le note dei minerali presenti nel terreno, mentre la cantina Petricci e Del Pianta si è fatta apprezzare grazie al suo Nubio (100% Cabernet Sauvignon). Gualdo del Re con I’Rennero (100% Merlot) s'è addirittura intascata il titolo di “migliore Merlot d’Italia 2013”.

La Docg sarà senza dubbio un trampolino di lancio per i vini di Suvereto che finalmente potranno ottenere quella visibilità spesso offuscata dalla vicinanza ingombrante della Doc di Bolgheri. Per le piccole cantine della zona, considerate fra le realtà imprenditoriali più interessanti e dinamiche della costa toscana, sarà uno stimolo in più per cimentarsi con coraggio nella produzione che coniugando l’alta qualità a naturalaità dei processi.


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