Sfumature di Borgogna

Racconti e assaggi da un territorio mitico e complesso, grazie alla articolata degustazione organizzata da Pietro Pellegrini

20-12-2019

Chiunque pensi alla Borgogna immagina vini da sogno e un’area geografica che, dal 1936, per legge, è stata protetta per evitare frodi sull’origine dei prodotti. Una materia davvero complessa fatta di denominazioni, vigne comunali che vanno dai Grand Cru ai Premier Cru senza scordare le “parcelles Villages”.

Consiglio a tutti di acquistare la “bibbia” della Borgogna, Borgogna Le Vigne della Côte d’Or, scritta magistralmente da Armando Castagno, autore che conosce, in maniera infinita, ogni angolo di questa regione francese (ecco la nostra intervista d’archivio).

Cercheremo di semplificare, per quanto possibile, il racconto di questa singolare degustazione organizzata dal distributore italiano Pietro Pellegrini. Nella Côte d’ Or si producono vini rossi e bianchi, i primi ottenuti da pinot nero e gli altri da chardonnay e, in alcuni casi, aligoté.

Ogni vigna ha un nome, una classificazione (Grand Cru, Premier Cru, Village e Bourgogne generici), e ci sono una quantità considerevole di produttori. Il tasting milanese ci ha permesso un viaggio, attraverso i calici, di alcune realtà borgognone, molto diverse tra loro con un denominatore comune: l’eleganza.

Domaine Bernard Defaix

Domaine Bernard Defaix

Domaine Bernard Defaix e il suo Chablis (100% Chardonnay), vini con una marcata nota legnosa nonostante dichiarino di non utilizzare legni nuovi, un elemento caratteristico del loro terroir. Interessante lo Chablis Premier Cru Côte de Lechet 2000, servito in grande formato, dove le note di miele si alternano a gelsomino, buona acidità per un sorso perfetto.

Ci spostiamo a Morey-Saint-Denis con il Domaine Lignier Michelot, tenuta di 13 ettari. Siamo in una zona dove i vini non si presentano facilissimi per approccio ma, a nostro avviso, possono celare le maggiori caratteristiche evolutive. Proprio il Morey Saint Denis Premier Cru Les Chenevery 2017 cattura il naso e il palato per una dolcezza avvolgente, equilibrio e freschezza all’unisono. Vigne di 47 anni dove il terreno calcareo è generatore di note fresche ricorrenti.

Domaine Bertagna

Domaine Bertagna

Proseguiamo nel Vougeot con i vini di Domaine Bertagna e il Vougeot Premier Cru Clos de La Perriere 2017, vino profondo, esaltazione della ciliegia e note stemperate di vaniglia alternate a liquirizia, setosi tannini con un’acidità affilatissima.

Domaine Arnoux

Domaine Arnoux

Degustiamo i vini di Domaine Arnoux a Chorey-Lès- Beaune, ci spostiamo in un villaggio a pochi chilometri da Beaune, quarta generazione in cantina con 22 ettari vitati. Il bianco Chorey Lès Beaune Blanc Les Confrelîns 2018 è un vino giovane, al naso prevale una mandorla tostata mentre all’assaggio le note agrumate si distendono, arrotondandolo con lieve sapidità sul finale. Vini da apprezzare in età giovanile.

Domaine Amiot Guy & Fils

Domaine Amiot Guy & Fils

Arrivando più a Sud c’è Domaine Amiot Guy & Fils, 12 ettari vitati, quattro generazioni di vignerons e una produzione complessiva di sessantamila bottiglie l’anno. Uno stile che privilegia i lunghi invecchiamenti (almeno 24 mesi per i rossi e 18 peri bianchi) al fine di presentare vini più complessi, salati, persistenti proprio come il terroir de Chassagne-Montrachet. Caratteristiche che troviamo nel Chassagne-Montrachet Premier Cru Les Marcherelles 2017, equilibrio, eleganza per un vino che offre una struttura davvero complessa e proporzionata. Stesso millesimo per Les Vergers, al naso spezie e crema pasticciera mentre al sorso le note fruttate si fondono in maniera equilibrata e generosa. Tutti questi vini, e non solo, sono distribuiti dalla Pellegrini Spa: per informazioni https://pellegrinispa.net.


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