14-07-2026
La strana coppia Gianfranco Pascucci-Ivano Veccia e due rutielli da ricordare
Lo chef e il pizzaiolo sono amici nella vita e concordi nell'intendere la tavola come condivisione continua di idee, prodotti e identità. Così han collaborato a due assaggi di gran valore, prima all'Incontro dei Mari a Fiumicino e poi al Bob Fest in Calabria...
Gianfranco Pascucci e Ivano Veccia fotografati al Bob Fest. Foto Carlo Passera
A volte le collaborazioni gastronomiche funzionano davvero quando smettono di sembrare semplici “guest dinner” e diventano incontri tra persone che condividono la stessa idea di cucina. Così capita ad esempio per lo chef Gianfranco Pascucci e per il pizzaiolo Ivano Veccia, nuova strana coppia della ristorazione italiana che ci è capitato d'incontrare due volte in poche settimane. La prima è stata da Pascucci al Porticciolo, a Fiumicino, dove il padrone di casa con la sua Vanessa Melis ha ospitato Nino Di Costanzo, del Daní Maison, e appunto Veccia de Lisola di Forio per il secondo appuntamento di Incontro dei Mari. Una serata costruita sulla sinergia, sull’amicizia e su quel modo molto mediterraneo di intendere la tavola come condivisione continua di idee, prodotti e identità.
Il dialogo tra Ischia e Fiumicino è partito subito dalla pizza, elemento popolare ma profondamente artigianale, diventato il simbolo perfetto. Tra i piatti più riusciti della serata c’è stato infatti il Rutiello di Veccia, servito in condivisione al tavolo e capace di raccontare immediatamente la filosofia del gruppo. Una pizza che parte dalla tradizione campana ma si apre a un linguaggio contemporaneo, giocato su sapidità, consistenze e grande qualità della materia prima. Sopra, ventresca di tonno, arachidi, germogli di rovo e ricotta costruivano un equilibrio continuo tra mare, parte lattica e componente vegetale. La vera intuizione del piatto è stata soprattutto nell’abbinamento tra la ventresca di tonno e le arachidi: un gioco quasi provocatorio di “grasso su grasso” che però ha funzionato perfettamente grazie alle consistenze diverse e alla precisione degli equilibri. La parte morbida, profonda e quasi burrosa della ventresca ha incontrato infatti la tostatura secca e croccante dell’arachide, creando un contrasto continuo che ha reso il boccone dinamico e sorprendentemente elegante. A dare ulteriore complessità sono arrivati poi i germogli di rovo, elemento decisamente inusuale, capace di aggiungere una nota vegetale, fresca e leggermente selvatica che ha spezzato la grassezza e allungato il finale gustativo.

Rutiello con ventresca di tonno, arachidi, germogli di rovo e ricotta, presentato all'Incontro dei Mari a Fiumicino. Foto Slevin

Rutiello all'ischitana con cuore di tonno, presentato al Bob Fest. Foto Carlotta Lacopo
Più recentemente,
Pascucci e
Veccia sono tornati alla ribalta al
Bob Fest, in Calabria. Lì han presentato una variazione sul tema già visto a Fiumicino:
Rutiello all'ischitana con cuore di tonno, il cuore di tonno e il limone candito (invecchiato tre mesi) by
Pascucci, l'inconfondibile rutiello di
Veccia, con piennolo e aglio orsino. «Ci piace questa cosa. In cucina si mischia tutto, ci si confronta, sulla base dell'amicizia, di ottimi ingredienti e della grande tecnica di
Ivano», ha chiosato lo chef con un sorriso.
di
Francesca Feresin e Carlo Passera
Francesca Feresin, romana di Trastevere, classe ’99, sin da piccola mangia fuori, ricercando tavole sempre più fuori dagli schemi. Si è laureata in Medicina al Policlinico Umberto I con l’obiettivo futuro di riuscire a coniugare le sue più grandi passioni: la cucina e la medicina.
Carlo Passera, classe 1974, milanese orgoglioso di esserlo, giornalista professionista dal 1999, ossia un millennio fa, si è a lungo occupato di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta su viaggi e buona tavola. Coordinatore della redazione di identitagolose.it e curatore della Guida di Identità Golose alle Pizzerie e Cocktail Bar d'autore. Instagram: carlopassera