Joxe Mari Aizega: ecco come sarà GOe, il Gastronomy Open ecosystem

Il direttore generale del Basque Culinary Center ha raccontato dal palco di Identità Milano 2022 il nuovo progetto, per un polo della ricerca alimentare che sia un punto di riferimento internazionale

27-04-2022
a cura di Andrea Cuomo
Joxe Mari Aizega, classe 1970, è direttore del 

Joxe Mari Aizega, classe 1970, è direttore del Basque culinary center e anima del Basque Culinary World Prize
(Tutte le foto sono di Brambilla/Serrani)

Si può non aver mai tenuto una padella in mano e aver fatto tantissimo per la cultura gastronomica mondiale. Si può essere Joxe Mari Aizega, un giurista e cattedratico dall’aria così anti-modaiola che solo un genio può portare con tanta naturale eleganza. Aizega è l’uomo che ha immaginato il Basque Culinary Center, l’istituzione che ha messo al centro del mondo la cucina di una piccola regione del Nord della Spagna, che a un certo punto si accorse di essere un unico incubatore di pensieri, idee, creatività.

Aizega sul palco con Paolo Marchi e Gabriele Zanatta

Aizega sul palco con Paolo Marchi e Gabriele Zanatta

Che il BCC ha messo a terra, trasformando un nugolo di gangli neuronali in disordinato scoppio in una centrale elettrica capace di rifornire di energia creativa tutto il pianeta. Aizega sul palco dell’Auditorium di Identità Milano 2022, dialogando in un buon italiano con Paolo Marchi e Gabriele Zanatta, riassume la sua idea di gastronomia a trecentosessanta gradi, ad alta vocazione sociale, e racconta l’unicità dell’istituzione da lui diretta, rappresentandola in una slide come una galassia che ruota attorno ai tre pianeti della formazione (la facoltà di Scienze gastronomiche), della promozione della gastronomia (perno ne è il Basque Culinary World Prize, il premio che ogni anno assegna 100mila euro allo chef che contribuisce a migliorare il mondo, ma c’è anche la lista dei 100 giovani talenti della gastronomia) e della innovazione.

Innovazione che presto avrà la sua nuova scatola nera nel GOe, il Gastronomy Open ecosystem, la cittadella che si candida a diventare il polo di riferimento della ricerca alimentare non solo a San Sebastian, dove avrà la sede fisica, ma in tutto il mondo, a cui sarà connesso in un enorme network senza fili.

Se il GOe è il «prossimo passo» del BCC, come lo definisce Aizega, ebbene è un salto triplo, un balzo in avanti enorme. L’edificio sarà inevitabilmente iconico come già lo è quello vagamente wrightiano del BCC disegnato da VAUMM, per segnare il paesaggio urbano e mentale in modo netto. Cinque i progetti finalisti, i danesi di 3xn e quelli di BIG, gli olandesi di OMA, i norvegesi di Snøhetta e i giapponesi di Toyo Ito & Associates.

Tra essi entro qualche settimana sarà scelto il vincitore che darà forma all’hub all’interno del parco tecnologico di San Sebastian. Forma e sostanza, contenitore e contenuti: dentro si farà ricerca, sviluppo, tecnologia, formazione, sperimentazione. Un luogo aperto alla collaborazione della vibrante comunità locale, ma anche un inevitabile nodo della rete globale di imprese e istituzioni impegnate nel rendere l’ecosistema gastronomico sempre più etico e consapevole.

Nella mappa mondiale di queste connessioni, che Aizega mostra alla fine del suo intervento, c’è anche Identità Milano, ciò che commuove Marchi: «Vedere il nostro marchio accanto a Oxford mi fa capire quanta strada abbiamo fatto». E quanta ancora c’è da farne.