La prima di Martina con gli chef

Oggi a Roma, al ministero delle politiche agricole, si parlerà del futuro della ristorazione italiana

02-03-2015
Carlo Cracco e Massimo Bottura spiegano il tricolo

Carlo Cracco e Massimo Bottura spiegano il tricolore alla fine del superpranzo tenutosi il 28 aprile 2013 da Harrods a Londra quando sette chef italiani diedero vita a quello che gli inglese chiamarono The Lunch of a Lifetime

Senza andare troppo indietro nel tempo, a quando Identità Golose si teneva ancora in piazza degli Affari a Milano e i fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo, tre locali in Veneto per un totale di 5 stelle Michelin, lanciarono un appello alle autorità perché prestassero attenzione alla ristorazione italiana, il momento è arrivato. Oggi, lunedì 2 marzo, il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina “ha convocato, presso il Mipaaf, 25 tra i più importanti chef italiani per il primo Forum della cucina italiana coordinato da Paolo Marchi”, come recita il comunicato stampa del ministero stesso. Si parlerà di ristorazione, dei problemi che penalizzano il settore e delle proposte di come si può andare con successo nel mondo, sguardi e pensieri rivolti al futuro. E’ un primo passo e grazie all’Expo ne seguiranno altri.

Venticinque risposte affermative, in numero scontatamente inferiore agli inviti partiti perché più si allarga un cerchio e più è facile trovare qualcuno impegnato altrove. C’è chi proprio ora riapre il locale dopo la pausa invernale, chi ha un appuntamento dallo specialista per un ginocchio logoro, chi è lontano da Roma e non ha modo di raggiungerla in tempo, tutto secondo copione e tutti rammaricati, da Enrico Bartolini a Raffaele Alajmo e Antonino Cannavacciuolo, da Mauro Uliassi a Enrico Crippa, da Giancarlo Perbellini a Ciccio Sultano. Heinz Beck invece, a Tokyo per seguire le sue realtà, si collegherà via skype.

In un Paese che conta ben più di 300 ristoranti stellati, una trentina abbondante di inviti possono apparire una cifra risicata ma chi conosce bene il settore coglie al volo, scorrendo la lista, l’intenzione di fare una fotografia più completa possibile della ristorazione tricolore. Questo ben sapendo che, per uno che solleciti, ve ne sono diversi altri che meriterebbero di esserci al suo posto. Hanno confermato Massimo Bottura; Carlo Cracco; Franco Pepe; Davide Oldani; Antonia Klugmann; Pietro Zito; Claudio Liu; Marco Reitano; Ugo Alciati; Davide Scabin; Cesare Battisti; Moreno Cedroni; Pietro Leemann; Chicco Cerea; Antonio Santini; Norbert Niederkofler; Niko Romito; Gennaro Esposito; Corrado Assenza; Pino Cuttaia; Cristina Bowerman; Simone Padoan; Gianfranco Vissani; Antonello Colonna e Fulvio Pierangelini.

Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali

Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali

Cuochi stellati a parte, Antonio Santini e Marco Reitano sono maestri della sala, tasto dolente della ristorazione verde bianca e rossa; Pietro Leemann tiene alta da 25 anni a Milano la bandiera della cucina naturale e vegetariana; Franco Pepe e Simone Padoan sono pizzaioli provetti in due regioni ben diverse dell'Italia, Campania e Veneto; Cesare Battisti e Pietro Zito sono maestri nel condurre una moderna trattoria, tra l'altro in maniera sostenibile anche a livello di fatturato; Niko Romito coniuga l’alta cucina stellata, in Abruzzo, e posti golosi a buon prezzo, a Roma e Milano; i Cerea non sono solo un locale di lusso in provincia di Bergamo ma hanno voce anche a livello di mense ospedaliere; il siciliano Corrado Assenza è la natura sotto forma dolce; Claudio Liu è il primo ristoratore di cucina giapponese, lui cinese, a fregiarsi della stella, a Milano, un esempio per tanti stranieri che lavorano in Italia e pagano le tasse in Italia.

Moreno Cedroni durante l'incontro del giugno 2013 a Roma tra una decina di chef italiani e l'allora ministro della cultura Massimo Bray

Moreno Cedroni durante l'incontro del giugno 2013 a Roma tra una decina di chef italiani e l'allora ministro della cultura Massimo Bray

Non solo, svariati tra loro erano presenti nel giugno del 2013 all’incontro, sempre a Roma, con l’allora ministro della cultura Massimo Bray che ci mise la faccia dopo le avvilenti dichiarazioni della sua sottosegretaria, Ilaria Buitoni Borletti, ignara dell’argomento cucina italiana di qualità ma lo stesso pronta a bocciarla. Tutto senza coglierne gli aspetti economici e culturali (quelli legati al gusto possono essere opinabili). E poche settimane prima l’incontro alla Festa a Vico di Gennaro Esposito, presente un secondo sottosegretario alla cultura del governo Letta, Simonetta Giordani, il tutto promosso da Max Bergami. Titolo dell’appuntamento: Cucina, enogastronomia e turismo, come attivare un circuito virtuoso. Parafrasando Matteo Renzi e i suoi tweet: speriamo sia #lavoltabuona.

Questo incontro con il ministro Martina segue di tre settimane l’Expo delle Idee all’Hangar Bicocca a Milano, quando il 7 febbraio vennero formati 42 tavoli tematici e uno aveva per tema la ristorazione del futuro. E il futuro è di per sé un qualcosa che va costruito.


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