Vico e la festa della qualità italiana

Da domenica a domani grandi chef e grandi idee in Campania nel segno dell'alta cucina tricolore

04-06-2013

Come si dice che il successo per un pittore arriva quando gli rubano il primo quadro ormai troppo caro per essere alla portata dei più, così per pesare un evento basta calcolare invidie (in questo caso per Gennaro Esposito, il padrone di casa) e momenti collaterali che da soli non starebbero in piedi. In tal senso la Festa a Vico ha vinto. In corso da domenica l’edizione numero dieci, tra il centro di Vico Equense in alto sulla roccia sorrentina e le sponde e le spiagge, giù in basso, di Marina Equa, oggi celebrerà la terza giornata, quella dei superbig, domani la quarta e conclusiva nel segno della pizza.

Paolo Teverini, lunedì 3 giugno alla Festa a Vico

Paolo Teverini, lunedì 3 giugno alla Festa a Vico

Rispetto al passato un’ottima nuova idea domenica, che andava valorizzata ancora di più, e ieri mattina un incontro a porte chiuse con l’altro sottosegretario alla cultura e turismo, l’altro rispetto alla Borletti Dell’Acqua in Buitoni. Tanto la signora Tre Cognomi è la cattiva a cui l’alta cucina sta indigesta, tanto Simonetta Giordani si è posta come la bella e buona che si presenta a Vico, ascolta cuochi, docenti universitari e critici, prende appunti, risponde, propone e riparte con la promessa che farà quanto possibile. Siamo ancora al “meglio che niente”, ma il “nulla, proprio nulla” sarebbe peggio.

Alcuni dati sono da brividi e già noti ma a risentirli fanno sempre male. Trent’anni fa eravamo la seconda meta turistica al mondo. Oggi che i turisti per la prima volta hanno superato il miliardo di unità annue (dato 2012), un miliardo e 35 milioni, il Bel Paese è scivolato al quinto dietro dietro Stati Uniti, Spagna, Francia e Cina, che ci ha sorpassati due anni fa. E non è siamo stati fermi. Con 76,7 milioni di stranieri che sono venuti a far vacanza da noi portandoci 32 miliardi di dollari, abbiamo stabilito un nuovo primato azzerando il pessimo dato del 2008 quando scoppiò quella crisi economica che stiamo ancora vivendo.

Il problema è che gli altri corrono mentre noi camminiamo e sovente capita, in qual si voglia settore, fissare un record nazionale e poi scoprire che si è comunque ultimi perché altri si sono migliorati ancora di più. Metafora sportiva ma chiara. Titolo dell’appuntamento: Cucina, enogastronomia e turismo, come attivare un circuito virtuoso? Organizzatore l’Alma Graduate School di Bologna, relazione introduttiva di Max Bergami, professore all’ateneo bolognese. Bei pensieri e belle parole, però io ho trovato imbarazzante che nel 2013 si debba ancora spiegare a un esponente del governo, peraltro (e per fortuna) pieno di buona volontà, cosa sia l’alta ristorazione italiana. In una nazione che, con la Francia, è guida storica in Europa e nel mondo, come India, Cina e Giappone lo sono partendo dall’Asia, tanti ancora pensano siano solo piatti astrusi, fatti strani per giustificare prezzi alti.

Valeria Piccini (da Caino a Montemerano in Toscana) e Gennaro Esposito

Valeria Piccini (da Caino a Montemerano in Toscana) e Gennaro Esposito

Fermo restando che puoi trovare mediocri e truffatori in qualsiasi locale, indipendentemente dal tipo di cucina, cantina e servizio, dalla bettola allo stellato passando per osterie e trattorie, è scontato che la cucina popolare e quotidiana sarà in eterno la più gradita e consumata. Durante l’incontro, c’è chi ha ricordato come la bocciatura su Panorama dell’alta cucina tricolore da parte del sottosegretario Borletti Buitoni (il solo stellato dove mangia bene, per sua dichiarazione, è l'Hotel Tosco-Romagnolo di Paolo Teverini a Bagno di Romagna) ha trovato d’accordo tanti lettori e ascoltatori, ovvio. Da sempre la torta è più appetita della ciliegina che ha sopra, però quel tocco in più, quando c’è, ha un suo perché e va rispettato. Sono i fuoriclasse e i capolavori le realtà che superano il tran tran giornaliero e fanno testo e alla lunga storia. Massimo Bottura oggi nel mondo vale la pizza, su due livelli diversi e cin numneri diversi. Sono però entrambi Grande Italia e a non capirlo ci si fa del male, come Paese.

1. continua