Faby la sognatrice

La giovane chef Fabiana Scarica quest'hanno ha coronato la sua ambizione aprendo Villa Chiara

18-05-2015
Faby Scarica con Carlo Cracco e il fotografo Giova

Faby Scarica con Carlo Cracco e il fotografo Giovanni Gastel. Lo chef veneto l'ha recentemente invitata a fare parte dell'Ambasciata del gusto (di cui abbiamo parlato qui), che ha esordito con la mostra fotografica “Gli ambasciatori del gusto”, ospitata dal complesso dell'Annunciata di Abbiategrasso e curata proprio da Gastel. La cuoca campana nel 2015 è riuscita a realizzare il proprio sogno, con l'apertura di Villa Chiara Orto&Cucina, sulle colline di Vico Equense

Per iniziare questo articolo, credo sia giusto presentarmi. Mi chiamo Fabiana, ma gli amici mi chiamano Faby: più semplice ed essenziale! Un po' come me, per questo mi piace di più. Ho 26 anni e sono mamma di Chiara, una signorina di ormai 11 anni. Mi capita di definirmi una bimba mamma. Questo 2015 ha segnato un'importante svolta nella mia vita, in quanto, un po' per caso, un po' per sogno, oggi posso parlarvi di Villa Chiara Orto&Cucina.

Sono entrata nel mondo della cucina solamente dopo aver compiuto 19 anni: una volta ottenuta la maturità classica, mi sono catapultata con fame di conoscenza tra fuochi e pentole. Forse proprio grazie alla mia bimba e a ciò che mi ha trasmesso. Soprattutto la capacità di sognare, con cui ho cambiato così radicalmente strada! Con lei ho imparato che se riesci a credere e a lottare per ciò che si sogna, potrai vedere i tuoi sogni diventare realtà. 

Bisogna mettere a stendardo dei propri passi questo motto: sogno e sacrificio per il sorriso. Questa è la mia teoria, potremmo anche chiamarla la teoria delle 3 esse! Così, nonostante il mio metro e poco per una cinquantina di chili, ho deciso di inseguire il mio di sogno, che ormai è diventato progetto. Ho frequentato l'ALMA, che mi ha dettato le basi per poi entrare nelle cucine di Gennaro Esposito, dove sono rimasta per due anni sotto la guida di Fumiko Sakai occupandomi degli antipasti, per poi andare al Quisisana dallo chef Stefano Mazzone, dove invece ho rinforzato le basi di pasticceria, e al Don Alfonso dove invece mi occupavo dei primi.

Faby Scarica nella sua cucina con, a sinistra, Arturo Scarfato e Michele Maresca

Faby Scarica nella sua cucina con, a sinistra, Arturo Scarfato e Michele Maresca

Tra un'esperienza e l'altra ho arricchito il mio bagaglio con alcuni stage anche lontani dal mio territorio: come da Enrico Crippa o da Cristina Bowerman, o ancora mi sono divertita ad accompagnare il Maestro Pasticciere Gianluca Fusto durante i corsi di cioccolato e pasticceria.

L'ultima esperienza invece, si è risolta presso il Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento, dove sono stata la responsabile di pasticceria del ristorante, con una stella Michelin, Terrazza Bosquet. Sono da poco entrata a far parte dell'Ambasciata del gusto, il gruppo di giovani cuochi, capitanati dallo chef Carlo Cracco, con cui rappresenteremo i prodotti d'eccellenza del panorama agroalimentare lombardo. É un mondo che mi ha accolto a braccia aperte, regalandomi tante piccole soddisfazioni, tra cui il partecipare al programma televisivo La Prova del cuoco o vincere due anni fa il contest Saranno famose, organizzato da Le donne del vino al Vinitaly.

Villa Chiara oggi è il mio presente: un casale immerso tra ettari di vigne, orto e campi, dove regnano il verso degli animali nelle stalle e il cinguettio degli uccellini. Siamo nel cuore della valle di Seiano e piacevolmente ci lasciamo coccolare dalle pendici dei monti e dalla vista di uno spicchio di golfo, col blu del mare e la maestosità del Vesuvio. Qui, grazie ad Arturo Scarfato, con cui mi sono lanciata in questa avventura, riusciamo a proporre una cucina semplice, anche se non banale. 

Entrambi veniamo da esperienze che ci hanno trasmesso il rispetto per la materia prima, l'utilizzo di essa nel suo periodo di massima espressione, manipolandola senza deturparne le peculiarità. Arturo in particolare dedica molto impegno al suo orticello di erbette e germogli, cui io non mi accosto proprio, appunto per evitare di far danni. Da esperto e conoscitore del terreno, Arturo acquista le piantine, le semina, le cura, le raccoglie: più che un chilometro zero, noi puntiamo al centimetro zero! 

La nostra resta comunque una cucina essenziale. Ricerchiamo e testiamo ogni prodotto al fine di garantire una proposta territoriale, che sappia sorprendere, in cui l'orto passi il testimone ora al pesce locale, ora alle carni del cortile. Si osa ma sempre ricordando il nostro passato, perché è proprio ieri che ci fa essere chi siamo oggi e ci fa andare avanti, per diventare chi vogliamo essere domani.


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