L'azienda vinicola Librandi e il vigneto circolare in Calabria: sperimentazione e tradizione nella tenuta di Rosaneti

«Questa regione vanta un potenziale ampelografico tra i più ricchi del mondo. Con gli studi e la ricerca vogliamo valorizzare il patrimonio vitivinicolo regionale calabrese»

04-11-2021
a cura di Salvo Ognibene
La tenuta di Rosaneti dell'azienda vitivinicol

La tenuta di Rosaneti dell'azienda vitivinicola (e agricola dal momento che Librandi produce anche olio EVO) Librandi, in provincia di Crotone, tra i comuni di Rocca di Neto e Casabona. Nella tenuta, il giardino varietale ha una caratteristica forma a spirale

Tradizione, territorio ed un pensiero continuo per innovare: siamo in Calabria, in un mondo di incomparabile bellezza, racchiuso fra due mari che virano dall’azzurro trasparente al blu profondo. I suoi monti alternano paesaggi mutevoli e senza confronto: cime impervie che l’inverno imbianca di neve, dirupi scoscesi che si tuffano nel mare, conche che accolgono laghetti e pascoli. Dalla tenuta di Rosaneti di Librandi, (in provincia di Crotone, tra i comuni di Rocca di Neto e Casabona) é possibile godere della bellezza calabrese: 155 ettari di vigneto (232 in totale quelli di proprietà dell’azienda simbolo della regione) messi a dimora con varietà differenti, ma con un’attenzione particolare a quelle autoctone.

Nella tenuta di Rosaneti prende vita il progetto di Librandi, il giardino varietale, che promuove la salvaguardia e la coltivazione delle varietà autoctone calabresi

Nella tenuta di Rosaneti prende vita il progetto di Librandi, il giardino varietale, che promuove la salvaguardia e la coltivazione delle varietà autoctone calabresi

Nasce così il giardino varietale con la caratteristica forma a spirale dove raccogliere e studiare in modo analitico il germoplasma viticolo calabrese, un patrimonio ricchissimo e al tempo stesso sconosciuto: «L’acquisizione e la trasformazione dei vigneti di Rosaneti rappresentano la voglia di puntare decisi anche e soprattutto sulle produzioni autoctone – racconta Paolo Librandi - l’investimento ha rappresentato un punto di svolta per la vita aziendale attraverso la creazione di una base produttiva consistente, a supporto della crescita di cui l’azienda è stata oggetto negli anni ’80 e ’90». Per comprendere fino in fondo la realtà di Librandi basti pensare che fino agli anni ‘70 si producevano soltanto vini base della tradizione vinicola della zona, ottenuti da Gaglioppo e Greco Bianco. Poi, la nascita del Cirò Riserva da offrire alla ristorazione e l’introduzione dei vitigni internazionali che generò una grande crescita commerciale, utile all’azienda per concentrare le proprie forze sulle varietà tradizionali: è da questa idea che, nel 1993, nasce la prima vigna sperimentale in cui vengono innestate, inizialmente, Arvino, Pecorello e poi Magliocco e Mantonico Bianco, oggi vinificati entrambi in purezza, e che hanno dato vita, grazie al lavoro dell’enologo Donato Lanati e del professore Attilio Scienza, a due vini simbolo dell’azienda, Megonio ed  Efeso.

Quando gli antichi Greci colonizzarono la Calabria la chiamarono Enotria: la terra ove si coltiva la vite e si produce il vino

Quando gli antichi Greci colonizzarono la Calabria la chiamarono Enotria: la terra ove si coltiva la vite e si produce il vino

I lavori di impianto stesso sono stati fatti a partire da un minuzioso lavoro di zonazione che hanno permesso di scoprire una grande varietà di micro zone ben definite, sia in termini di suolo che di microclima.

In cime alle colline di Rosaneti si gode della prospettiva perfetta per cogliere al meglio la ricchezza della Calabria: «Nasce proprio qui il simbolico giardino a spirale, inaugurato nel 2003, che conta circa 200 varietà uniche regionali - sottolinea Raffaele Librandi - la Calabria vanta un potenziale ampelografico tra i più ricchi del mondo e l’intento della ricerca operata dall’azienda di famiglia parte proprio da qui, dalla consapevolezza della grande ricchezza di cui si dispone e dalla volontà di portarla a conoscenza, valorizzando il patrimonio vitivinicolo regionale in Italia e nel mondo».

Un patrimonio straordinario che sottolinea ancora una volta la singolare ricchezza dell’ampelografia italiana e dell’importanza che la Calabria può avere. Non a caso gli antichi Greci colonizzarono questa terra rigogliosa e fertile e la chiamarono Enotria: la terra ove si coltiva la vite e si produce il vino.


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