Ospite nel ristorante di Floriano Pellegrino e Isabella Potì a Martina Franca, lo chef di Trippa ha sposato la propria cucina con la Puglia attraverso i prodotti locali. Con esiti entusiasmanti, come dimostra il piatto con le municedde, le locali lumache di terra
Mettere insieme alcuni dei protagonisti più interessanti della gastronomia contemporanea e lasciare che, per una sera, sia uno di loro a prendere il controllo della cucina. È questa l'idea alla base di The Impossible Dinners, il progetto ideato nel 2016 da Floriano Pellegrino e Isabella Potì e che negli anni ha portato al Bros' alcuni dei nomi più autorevoli della ristorazione internazionale, a partire da Martín Berasategui, primo ospite assoluto del format.
Il 2026 rappresenta una nuova fase del format, oggi ospitato da Bros' Trattoria, all'interno del Relais Villa San Martino di Martina Franca (Taranto). Dopo le prime due Cene Impossibili dell'anno (con Francesco Martucci e Sarah Cicolini), il terzo appuntamento ha visto protagonista Diego Rossi, chef di Trippa a Milano. Un cuoco che ha costruito la propria identità partendo dalla cucina popolare, dal quinto quarto e da una lettura contemporanea della tradizione italiana, con uno stile essenziale e diretto.
Pur seguendo percorsi differenti, Rossi e il mondo di Bros' condividono un tratto comune: utilizzare linguaggi e tecniche diverse per rileggere la tradizione, i ricordi e i sapori della cucina italiana attraverso uno sguardo personale e contemporaneo.

Floriano Pellegrino, Diego Rossi, Isabella Potì
Diego Rossi ha portato integralmente la cucina di
Trippa a Martina Franca, interpretando il format secondo la propria identità. Un approccio che ha permesso agli ospiti di entrare nel suo mondo gastronomico, senza mediazioni, lasciando però che fosse il territorio pugliese a suggerire alcuni degli ingredienti protagonisti del menu. Ha scelto infatti di far dialogare la propria cucina con la Puglia attraverso i suoi prodotti, lo si è colto fin dalle prime portate: il
Carpaccio di pomodoro con fichi, maionese alla ricotta scante e olio di foglie di fico, i
Fagioli e cotiche con erbe aromatiche, fino ad arrivare al piatto che più di tutti ha sintetizzato questo incontro, il
Guazzetto di cozze, municedde e polmoni.
L'idea nasce dal suggerimento di Pietro Caroli, pugliese e da anni partner in crime di Rossi, che ha voluto inserire nel menu le municedde, le tradizionali lumache di terra della cucina pugliese. Prendono questo nome dal colore marrone scuro del guscio, che ricorda il saio dei frati, e dalla sottile patina bianca con cui si sigillano durante il letargo, simile a una cuffia monacale. Un ingrediente profondamente legato alla cucina contadina e alla memoria gastronomica del territorio.
Nel piatto convivono la sapidità marina delle cozze, il carattere più rustico e selvatico delle municedde e la profondità dei polmoni, in un equilibrio che rimane pienamente riconoscibile come cucina di Diego Rossi, ma che allo stesso tempo parla il linguaggio della Puglia.
Questo è stato il filo conduttore della serata: non adattare la propria cucina al territorio, ma trovare negli ingredienti locali un modo per raccontarla nel modo più autentico possibile.