14-09-2026

Nel nuovo lusso di Anacapri si gustano i piatti poveri dei vicoli di Napoli

Al ristorante a-Ma-Re, lo chef Nicola Maiello porta in tavola la memoria più povera della cucina partenopea. E così, ad esempio, gli scarti del maiale finiscono in un’insalata di mare davvero tutta speciale...

Un'insalata di mare davvero speciale, all'

Un'insalata di mare davvero speciale, all'a-Ma-Re di capri

«Vogliamo risvegliare un ricordo», dice Nicola Maiello, chef campano alla guida di a-Ma-Re, il ristorante del Jumeirah Capri Palace - lussuoso hotel 5 stelle di Anacapri, parte del gruppo internazionale Jumeirah. Poco distante, a ridosso della visitatissima Grotta Azzurra, tra l’approdo incessante di star del jet set internazionale e una delle scogliere più iconiche dell’isola, a-Ma-Re potrebbe facilmente scegliere la strada più prevedibile: quella dei grandi classici di Capri e dell’Italia delle cartoline. Maiello, invece, guarda altrove e porta in tavola uno spaccato di Napoli più reale che mai, soprattutto nella sua anima più povera. Ed ecco che la sua idea si fa subito chiara: lupini, sedano, calamari, olive verdi, finocchio marino, limone, polpo e ‘o pere e ‘o musso. Un’insalata di mare che, a prima vista, ha tutta la freschezza dell’estate, ma che dentro custodisce una memoria molto più antica. Quella dei vicoli di Napoli dove gli scarti del maiale e del vitello, bolliti e serviti per strada, sono divenuti negli anni street food identitario della città.

L'a-Ma-Re, ristorante del Jumeirah Capri Palace - lussuoso hotel 5 stelle di Anacapri

L'a-Ma-Re, ristorante del Jumeirah Capri Palace - lussuoso hotel 5 stelle di Anacapri

È proprio da quella cucina di necessità che Maiello parte per costruire il piatto. Una cucina che ha saputo trasformare ciò che restava in qualcosa di profondamente sentito, fino a farne una parte riconoscibile della cultura gastronomica napoletana. A completare, una spolverata di sale che scende direttamente da un corno, proprio come accadeva nei carretti in strada. Il risultato è un piatto fresco, dalla grande masticabilità e dalla notevole forza di sapore. Il polpo richiama il suo brodo, altra espressione della cucina povera partenopea, quello che un tempo si beveva per strada per scaldarsi; il finocchio di mare, invece, appartiene al paesaggio stesso dell’isola: da pianta infestante che cresce tra le rocce della scogliera a frammento di Capri in un piatto. Poi c’è ‘o pere e ‘o musso, che dà tenacia e profondità a un’insalata altrimenti leggera, estiva, marina. È un incontro di geografie e memorie: Napoli nei gesti e negli ingredienti più poveri, Capri nel paesaggio e nella vegetazione spontanea. E forse è proprio la vista sul mare, da questo angolo esclusivo di Anacapri, a rendere ancora più potente il contrasto. Perché qui il lusso passa anche dalla possibilità di riassaporare una cucina nata dalla necessità, e scoprire che certi sapori possono (e devono) raccontare la loro storia in ogni dove.


a-Ma-Re
Via Gradola 2, Isola di Capri (Napoli)
Tel. +39 081 9780900
sito


Assaggi

di

Serena Curto

pugliese classe 1992, da sempre curiosa a tavola, dopo la Laurea in Giurisprudenza consegue un Master in critica enogastronomica all’Academy del Gambero Rosso a Roma. Oggi scrive su diverse testate nazionali