Simone Lezzerini a Bracciano: al suo Saporie una cucina che conquista per creatività

Eleganza e coerenza stilistica, maestria nei lievitati, sostanziale e concreta, molto appagante nei sapori e dotata di personalità. Un indirizzo che vale la pena provare

07-08-2022
a cura di Andrea Radic

Una piacevole passeggiata nel centro storico e si raggiungono le mura del castello, dall’altro lato una vista spettacolare sul lago di Bracciano. Dopo esserci riempiti gli occhi di questa naturale bellezza, eccoci di fronte all’entrata di Saporie, il nome richiama le botteghe ricche di bontà locali.

Una manciata di tavoli all’esterno, di sera romantici e intimi e, scendendo quattro gradini, la sala di bel tono contemporaneo, con pezzi di arredamento vintage molto indovinato. Questo luogo rappresenta un sogno realizzato quello di Simone e Denise. Ventiquattro anni lui, chef e figlio d’arte, il padre ha un ristorante di cucina tradizionale a Roma dove ha imparato le prime misure della cucina, e ventitre lei, passione sfrenata per questo lavoro, cura dei dettagli nel gestire la sala, competenza e curiosità nel proporre una carta dei vini originale e identitaria.

 

Simone Lezzerini propone una cucina che si compone di eleganza e coerenza stilistica, sostanziale e concreta, molto appagante nei sapori e dotata di personalità. Ha avuto in due diverse fasi professionali una guida importante, il talento e la grande professionalità di Domenico Stile di Enoteca La Torre, poi altre diverse esperienze, fino a decidere di mollare gli ormeggi e navigare, non da solo , bensì con accanto Denise e, da poco meno di un mese, anche il piccolo Mattia.

Nei piatti di Lezzerini si legge passione e intelligenza gastronomica, come nell’utilizzo del crudo di anatra al vino che accompagna i pennoni insieme alla crema di cannellini alla brace. Davvero notevole Anguilla affumicata, erbe e amare e salsa teriaky dove la cottura del pesce è perfetta. E poi cervo, piccione, Fassona, un delizioso polpo in due cotture.

 

Tra un piatto e l’altro si scoprono altri due mondi quasi paralleli che sono parte della qualità del menu. Il primo è quello delle erbe, degli ortaggi e di una misticanza che si ha il privilegio di “sgranocchiare” davvero raramente. Si trova la tenerezza, la croccantezza, l’identità di ciascuna delle foglie e dei loro gambi. Gioia per il palato.

Merito di Lorenzo Maggi che, a poca distanza, ha creato Orto dei Clapi. Un ettaro di superficie ai margini del Parco Naturale di Martignano dove pratica un’agricoltura rigenerativa producendo ortaggi, erbe, fiori e radici, rari e comuni.

Denise Ranalletta

Denise Ranalletta

Il secondo mondo che arricchisce la cucina di Simone Lezzerini è quello dei fermentati, dei sotto spirito e dei macerati. Qui la capacità artigianale dello chef sviluppa veri e propri gioiellini: nespole, fragole, prugne, ciliegie macerate a regola d’arte vanno ad arricchire i piatti a volte spingendo, a volte arrotondando gli equilibri sapido/acidi. Oppure sambuco macerato e un goloso pomodorino che troviamo nel benvenuto dalla cucina. Infine, ma non ultimi, gli aceti, anche questi fatti in casa, come quello di mele bio da vaporizzare sulla misticanza.

I dessert seguono per talento la declinazione del menu e lo chef li realizza per la maggior parte a vista ad un dedicato piccolo banco pasticceria. In sala Denise Ranalletta, cura ed eleganza, simpatia e passione. Sue le scelte di stile del locale con tavoli in legno senza tovaglia e sedie vintage, belle e comode.

Sempre lei cura la carta dei vini con scelte ingegnose dal territorio e particolari selezioni italiane e non solo. Una selezione che sa far divertire. In cucina con Simone troviamo Alessio Martella, ottima spalla, dotato di talento e mano precisa.

Creatività, identità, declinazione sapiente delle conoscenze raccolte, rispetto per le materie prime e le loro lavorazioni e divertimento e passione nel macerare e fermentare. Questa la sintesi che vale un gustoso viaggio a Bracciano.


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