Agricoltura di precisione e impresa rigenerativa: le innovazioni che possono salvare il pianeta

L'apertura di Identità Milano ha ribadito una certezza: economia e agricoltura non possono più procedere con le logiche di sempre. Gli interventi di Luigi Scordamaglia e Eric Ezechieli, manager virtuosi

21-04-2022
a cura di Gabriele Zanatta
Luigi Scordamaglia, Federico Quaranta e Paolo Marc

Luigi Scordamaglia, Federico Quaranta e Paolo Marchi, protagonisti della mattinata d'apertura di Identità Milano

«Salire su questo palco dopo Davide Rampello è dura ma ci provo». Il conduttore radio-televisivo Federico Quaranta è il secondo relatore in Auditorium a Identità Milano. La trend topic che introduce il suo discorso è Sostenibilità.

«Che significato ha il sostantivo che oggi leggiamo da tutte le parti? Credo significhi innanzitutto rispetto, verso la natura, l’economia, gli altri esseri umani. In ultimi analisi, rispetto verso se stessi. Re-spectare cioè riconoscere le proprie radici, ciò che è profondamente radicato. La nostra identità. Né troppo lenti, né troppo veloci. In armonia. Ma porta con sé anche il significato di cura, di mantenimento. Un antidoto al narcisismo, all’individualismo, i vizi della nostra comunità. Che deve basarsi sulla condivisione e sul confronto. Sulla forza del gruppo che genera conforto e consenso. Il senso delle cose. L’esserci di Martin Heidegger».

Un preambolo che introduce il senso dei due relatori successivi. Il primo è Luigi Scordamaglia «L’ad di un sacco di cose» lo introduce Quaranta (leggi il profilo qui). «Se non conti su un’intera filiera, oggi non conti nulla», va subito giù tosto il manager, «Vorrei cominciare con un dato: il nostro comparto agroalimentare genera un valore di 536 miliardi di euro e dà lavoro 4 milioni di persone». Cifre preliminare importanti per scendere nel dettaglio del concetto di sostenibilità, «Che ha principalmente tre significati: sostenibilità economica, sociale e ambientale». «Economica: a febbraio questo comparto ha fatto un +18% di esportazione alimentare. Va tutto bene? No perché il costo dei materiali di consumo è aumentato tantissimo. L’impossibilità di produrre tanto a prezzi bassi: è la prima sfida economica di oggi», avverte.

Eric Ezechieli, co-fondatore di Nativa

Eric Ezechieli, co-fondatore di Nativa

Sostenibilità sociale: «Se i prezzi di materie prime come il grano continueranno a lievitare così, ne faranno le spese soprattutto le famiglie povere. Il food social gap rischia di lievitare. Lo shortage di materie prime comincia a profilare una situazione in cui, se non hai, fai ricorso a materie prima proibite. L’Ucraina sta generando la più grave crisi alimentare degli ultimi 10 anni. Tutti effetti che non possiamo più permetterci di trascurare».

Sostenibilità ambientale: «Se abbandoni la produzione di qualcosa, sei costretto ad andare altrove a prendere quello che ti serve. Ma se fai così, inquini. La globalizzazione non può essere senza regole; non puoi comprare quello che vuoi, in ogni momento che vuoi, da ovunque. Una possibile soluzione viene dalla precision farm, l’agricoltura di precisione: spiega bene che ogni singolo mq di terra è un organismo vivente diverso dall’altro». La sostenibilità non è raggiunta ma è tutt’altro che raggiungibile «se utilizzi l’innovazione nel rispetto di quello che hai già, nel rispetto della tradizione».

Terzo relatore, Eric Ezechieli, un imprenditore rigenerativo, co-fondatore di Nativa, un progetto che associa economia e agricoltura. «Fare attività economica rigenerativa significa fare impresa chiedendosi costantemente: come faccio a dare più di quello che prendo? Non una domanda scontata in un mondo in cui il 97% delle aziende prendono più di quello che danno».

«Il business», prosegue Ezechieli, «mette sempre in ultimo piano le persone e il pianeta. Ma è una trascuratezza che genefra pesanti effetti collaterali perché stiamo depauperando le une e l’altro. Occorre ripensare l’intero modello economico. Nativa si occupa di questo, alimenta imprese che spingono all’unisono in questa direzione, dal 2012, quando questi temi non erano sul tavolo degli amministratori delegati di tutte le aziende più importanti del mondo.

Il seme di un nuovo paradigma economico sta germogliando? «Deve germogliare: il 18 marzo al polo sud c’erano 40 gradi centigradi in più di quelli che avrebbe dovuto avere. Immaginate lo stesso sbalzo a Milano tra pochi decenni». Un'angoscia, frenata da una certezza: «Se messo alle strette, il genere umano è capace di realizzare imprese impossibili».