Valentina De Santis: per i nostri ospiti il Grand Hotel Tremezzo sarà una seconda casa

Sul Lago di Como, il 26 giugno riapre il cinque stelle lusso che quest’anno compie 110 anni, ma la festa più attesa era per i 90 anni dalla nascita di Gualtiero Marchesi

02-06-2020
Il Grand Hotel Tremezzo in un'immagine notturn

Il Grand Hotel Tremezzo in un'immagine notturna

«Il nostro è l’unico ristorante al mondo che vanta una carta interamente firmata Gualtiero Marchesi», racconta con orgoglio Valentina De Santis, Ceo del Grand Hotel Tremezzo (e dello Sheraton Lake Como), «Ho conosciuto il Maestro quando aveva 80 anni, ma uno spirito e una luce negli occhi che non ho mai visto a nessuno, con una cultura e una passione per l’arte, la musica, la bellezza, la vita non comuni. Un genio in cucina, un’umanità straordinaria», ci confida.

Valentina De Santis

Valentina De Santis

L’incontro con lo storico albergo della famiglia De Santis era stato casuale, lo chef ne era rimasto subito colpito, nacque così una lunga collaborazione, l’idea de La Terrazza Gualtiero Marchesi, dove l’executive chef Osvaldo Presazzi ha raccolto l’eredità Marchesi. Per celebrarne i 90 anni dalla nascita, il 19 marzo era in programma una festa, che avrebbe preceduto quella dei 110 anni dell’hotel, attesa il 10 luglio. Intanto, il 26 giugno, si festeggia la riapertura dell’elegante albergo affacciato su Bellagio, la Riviera delle Azalee e le vette rocciose delle Grigne, a ridosso del Lago di Como. Sarà un rifugio di puro relax, una seconda casa, proprio come nel romantico film Un mese al Lago diretto da John Irvin e interpretato da Uma Thurman.

La Terrazza Gualtiero Marchesi

La Terrazza Gualtiero Marchesi

Quale responsabilità sente in questo delicato momento storico?
Dal 2014 sono Ceo dell’azienda, ma il Grand Hotel Tremezzo è sempre stato l’albergo di famiglia, per cui è come se fossi qui da sempre, anche se il mio approccio è cambiato quando ho avuto un ruolo di responsabilità. Oggi, per quello che stiamo vivendo sento ancor più questa responsabilità. In primis nei confronti dei miei collaboratori, soprattutto perché per me non sono dipendenti, siamo tutti parte di una grande famiglia, la "Grand Hotel Tremezzo family", come la chiamiamo noi. Gran parte dello staff è formato da giovani pieni di volontà e di entusiasmo, che hanno dimostrato tantissimo anche in questa circostanza, è questa la nostra forza.

Come avete gestito le cancellazioni? Come avete tenuto vivo il rapporto con i vostri ospiti di sempre?
Siamo stati estremamente disponibili e flessibili, abbiamo sempre preferito tutelare le relazioni costruite negli anni, a fronte di accettare delle cancellazioni. Anche se in gran parte hanno scelto di spostare il soggiorno. Inoltre abbiamo cambiato la strategia di comunicazione: non potendo condividere con gli ospiti la ‘vita in hotel’, abbiamo cominciato a raccontare sui profili social le nostre vite personali. Tenendo conto che gran parte dei nostri clienti è internazionale, per lo più di matrice anglofona (americani, inglesi, australiani), è stato il modo migliore per restare in qualche modo vicini.

Quando riaprirete ufficialmente? Attiverete tutti i servizi o ci saranno dei cambiamenti?
Riapriremo il 26 giugno, sarà un’apertura intima, con 30 delle 90 camere totali, questo ci consentirà di offrire alla nostra clientela un servizio cinque stelle lusso, nonostante le regole che dobbiamo seguire per garantire sicurezza a tutti, ospiti e staff. Per il resto la nostra proposta rimarrà invariata: i nostri cinque ristoranti e bar, che le tre piscine, la T Spa e il T Beach. Abbiamo la fortuna di avere ampi spazi, un giardino vasto e rigoglioso, dove ci si può spostare senza incontrare gli altri ospiti.

T Spa Infinity pool

T Spa Infinity pool

Ci saranno delle novità per venire incontro alle nuove esigenze di questo particolare momento?
Sì, proprio pensando al turismo di prossimità, che ci permetterà di ospitare una clientela italiana, abbiamo pensato di introdurre il servizio baby-sitting per chi vuole evadere dalla città dopo il lungo periodo di lockdown e continuare a lavorare in smart-working. Desideriamo che il nostro albergo sia un buen retiro per gli italiani, come il Lago di Como lo è stato per l’élite inglese nel ‘700.

Quali misure state seguendo per garantire una vacanza in sicurezza?
Garantiremo i massimi livelli di igiene e di sicurezza. Oltre alle misure previste dai decreti ministeriali, le attenzioni e le iniziative che abbiamo studiato, già a partire dall’arrivo in hotel, saranno moltissime, senza naturalmente snaturare lo stile di accoglienza che ci contraddistingue da oltre un secolo. Assicureremo un soggiorno sereno e i nostri clienti si sentiranno come in una seconda casa, come è sempre stato. Quando usciremo da questa emergenza, avremo maggior consapevolezza e continueremo a tener vive le regole necessarie perché pulizia, prevenzione e controllo siano sempre prioritari.

Condivisione, esperienza, interazione, come si potranno accogliere i clienti tenendo la distanza di sicurezza?
Penso che le persone abbiano il desiderio di tornare alla normalità, alle loro vite, un soggiorno lontano da casa li aiuterà a lasciarsi alle spalle questi mesi. Cercheremo di creare un clima di leggerezza e di spensieratezza, anche dando un tocco di eleganza per esempio alle mascherine e stando attenti in generale a non far sentire ovviamente in un ambiente ospedaliero ma estremamente caldo e accogliente. Non avremo i livelli di occupazione di sempre, questo ci permetterà di offrire un servizio ancor più attento e dedicato.


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