Le infinite gioie della cucina

La giovane pasticcera Sara Simionato racconta se stessa e la vocazione per la gastronomia e i dolci

06-03-2015
Sara Simionato è la pasticcera dell'Antica Osteri

Sara Simionato è la pasticcera dell'Antica Osteria Cera di Lughetto di Campagna Lupia (Venezia). Dopo averci regalato un dolce per San Valentino, torna a scrivere per il sito di Identità

Ma chi te lo fa fare? È la domanda che molti miei amici mi fanno. Questa solitamente è la mia risposta: passione! È la voglia alla mattina di andare in cucina, di lavorare con i colleghi che, ormai, sono più che altro una seconda famiglia. Il piacere di partire dalla materia prima e vedere il piatto che piano piano prende forma sotto i tuoi occhi, fino a raggiungere il prodotto finale. Il lavoro del cuoco è un lavoro fatto di sacrifici e molta dedizione, ma al tempo stesso ti sa regalare soddisfazioni infinite.

La mia passione nasce senza dubbio durante il periodo dell’infanzia. Sono cresciuta in una piccola fattoria a conduzione familiare gestita da mio padre e dai suoi fratelli. I ricordi che accompagnano questo periodo sono più che altro momenti scanditi dal ritmo della natura: gli uomini impegnati nei campi, mentre tutto attorno si può assaporare il profumo dell’uva appena vendemmiata, le donne riunite nel rito dell’uccisione delle galline, mentre io assieme ai miei cuginetti vagavamo in giochi spensierati per la fattoria.

È solo durante il periodo delle scuole medie che la mia vocazione inizia a prendere forma; in particolare, se dovessi ricondurlo a un momento specifico, direi che è stato quando ho scelto l’indirizzo superiore: decisi per la scuola alberghiera di Castelfranco. Fui immediatamente stregata da come si potesse partire da materie prime semplici come la farina, il lievito, e l’acqua per, mescolandole nelle giuste quantità, trasformarle in pane. Una magia.

Un primo piano di Sara

Un primo piano di Sara

Ormai la strada era tracciata, ora stava a me seguirla. Mi iscrissi all’università di "Scienze e cultura della gastronomia e della ristorazione" di Padova, dove riuscii a rispondere ad alcune delle molte domande che avevo.
Durante questi anni, oltre a saziare le mie curiosità teoriche cercavo di mantenere la manualità del lavoro, e così trascorrevo le mie vacanze estive lavorando. Trovai lavoro come cameriera in un ristorante a Calafell (Barcellona).

In particolare ricordo le giornate passate al mercato su “La Rambla”: mille colori, forme disparate, frutta e verdura che non conoscevo. Bellissimo. È in questo ambiente così eccentrico e variopinto che si accentua ancor di più la voglia di conoscere nuove culture e le tradizioni di altri paesi.

Nonostante il mio desiderio di girovagare, forse anche per la mia giovane età, decisi di tornare in Italia in un ambiente a me un po’ più familiare. Trovai lavoro presso il ristorante Colonda. La lezione principale che appresi in questo periodo fu l’importanza del lavoro di squadra, e di come un luogo di lavoro dinamico e sereno ti faccia affrontare le sfide lavorative con maggiore fiducia. 

Pur imparando tutte queste importanti nozioni, avevo ancora alcuni desideri da soddisfare e si chiamavano foie gras e champagne. La destinazione da impostare sul navigatore era quindi solo una: la Francia. Partii quindi con Sara Caccin, inseparabile compagna di mille avventure (enogastronomiche, ma non solo) alla volta di Avignone. In quest’occasione ebbi la possibilità di lavorare presso L’Atelier de Jean Luis Rabanel, ristorante con due stelle Michelin.

La squadra dell'Antica Osteria Cera fotografata nell'orto

La squadra dell'Antica Osteria Cera fotografata nell'orto

Dopo lo shock iniziale per la mole di lavoro e l’attenzione maniacale che veniva dedicata ad ogni singolo particolare di ogni singolo piatto, iniziai a scoprire quale settore della cucina appagasse la mia creatività: la pasticceria. Inoltre c’era lo zucchero. Qui capii come per raggiungere un obiettivo in questo lavoro sia fondamentale la dedizione, la passione e anche una buona dose di sacrificio. 

A oggi mi trovo all’Antica Osteria da Cera, a Lughetto di Campagna Lupia, dove ogni giorno ho la possibilità di esprimermi, tra dolcezza e acidità e notti passate a sognare nuove ricette.


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