27-09-2026

Bollicine dell'altro mondo: alla scoperta del Cap Classique, eccellenza sudafricana

Dal 1992 la Cap Classique Producers Association codifica e regolamenta, attraverso rigorosi criteri produttivi e qualitativi, il Méthode Cap Classique. Garantendo così agli spumanti made in Sudafrica di regalare esperienze di gran ricchezza e finezza

Andiamo in Sudafrica alla scoperta della sorprende

Andiamo in Sudafrica alla scoperta della sorprendente denominazione Cap Classique

È il 1971 quando Frans Malan di Simonsig Family Vineyards, ispirandosi al savoir-fair champenoise, realizza il Kaapse Vonkel, primo spumante Metodo Classico del Sud Africa. Nei decenni successivi, altri produttori seguiranno la sua intuizione e adotteranno quella stessa tecnica contribuendo sia a migliorare costantemente la qualità che a creare uno stile peculiare per questa categoria di vini. E per valorizzare tale produzione e distinguerla dagli spumanti ottenuti con metodi differenti da quello della rifermentazione in bottiglia, nel 1992 nasce la Cap Classique Producers Association che da allora codifica e regolamenta, attraverso rigorosi criteri produttivi e qualitativi, il Méthode Cap Classique, la cui etimologia rende omaggio al Capo di Buona Speranza e alla presa di spuma secondo i dettami di quello che è il metodo tradizionale.

Come in Champagne, i principali vitigni utilizzati sono Chardonnay e Pinot Noir, che garantiscono freschezza ed eleganza, ma in alcune zone della Rainbow Nation si impiegano anche Pinot Meunier, Chenin Blanc, Sauvignon Blanc e, addirittura, lo Shiraz, per conferire più rotondità e maggiori sfumature aromatiche. Per queste uve atte alla spumantizzazione, il terroir ideale si trova nelle regioni di Stellenbosch, Franschhoek, Paarl e Robertson, dove un clima caratterizzato da estati calde e secche beneficia delle correnti fresche dell’Oceano Atlantico e dell’Oceano Indiano, che rallentano la maturazione dell’uva, preservandone l’acidità naturale ed esaltandone l’eleganza.

La mappa del Cap Classique in Sudafrica

La mappa del Cap Classique in Sudafrica

Una tenuta vinicola che fa parte della Cap Classique Producers Association

Una tenuta vinicola che fa parte della Cap Classique Producers Association

I suoli sono variegati, con una predominanza di argilla, scisti e calcare che contribuiscono a conferire struttura e verticalità ai vini. Dal punto di vista organolettico, il Cap Classique si caratterizza per un’effervescenza fine e persistente, una vibrante acidità e un bouquet che spazia da agrumi, fiori bianchi, frutta bianca fino a note, sviluppate grazie all’affinamento sui lieviti, di nocciole, pasticceria e miele. Il dosaggio varia dal secco Brut Nature al dolce Nectar, permettendo ampia versatilità negli abbinamenti gastronomici.

 

Il Cap Classique si caratterizza per un’effervescenza fine e persistente, una vibrante acidità e un bouquet che spazia da agrumi, fiori bianchi, frutta bianca fino a note, sviluppate grazie all’affinamento sui lieviti, di nocciole, pasticceria e miele

 

Oggi il Cap Classique è sinonimo di eccellenza spumantistica sudafricana - ma anche internazionale - dimostrandosi sempre più frequentemente un degno concorrente di denominazioni, almeno sulla carta, ben più blasonate. È capace di coniugare terroir, artigianalità e innovazione - con vinificazioni che spaziano dalle botti in legno, alle anfore di terracotta - regalando un’esperienza sensoriale di grande ricchezza e finezza.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Luca Torretta

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Luca Torretta

Millesimo 1974, una laurea in Ingegneria civile e un’innata passione per cocktails, distillati e vini, che non si stanca mai di scoprire, conoscere e degustare. Instagram luca.torretta

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