20-09-2026

Dalla DOC alle Rive fino a Cartizze: come si legge la piramide qualitativa del Prosecco

Suoli, esposizioni ed escursioni termiche separano gli spumanti immediati dai vini più complessi: una guida per orientarsi tra denominazioni che condividono nome e vitigno Glera

Vigneti di Prosecco DOC

Vigneti di Prosecco DOC

Se solo una ventina di anni fa il Prosecco – col suo vitigno principe Glera – risultava perlopiù ignoto al di fuori dei confini nazionali, oggigiorno questo vino gode di eccezionale popolarità a livello mondiale dove, piaccia o meno, è spesso sinonimo di bollicina italiana tout court, con una produzione attuale di quasi 800 milioni di bottiglie.

Un successo correlato a svariati fattori: dalla semplicità di beva al prezzo, dall'eclettismo gastronomico (partendo dall'aperitivo fino al dopocena, in purezza o – con lo Spritz in primis – in miscelazione) al nome (tanto eufonico, quanto semplice da ricordare e pronunciare, soprattutto per chi italiano non è).

Ai Consorzi che tutelano le rispettive denominazioni va quindi un meritato plauso per i risultati raggiunti, ma anche una doverosa esortazione a sempre più educare alla qualità tanto i consumatori, quanto i produttori associati, la cui pluralità può essere ben idealizzata attraverso una semplice struttura piramidale.

Alla base la DOC Prosecco, istituita nel 2009 in nove province tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, che comprende aree quasi esclusivamente pianeggianti dove il clima mite e i suoli argillosi alluvionali danno vita a spumanti semplici e immediati.

Al di sopra di questa ampia fascia si colloca la DOCG Asolo Prosecco, situata in quella zona geografica che fa da spartiacque tra lo stupendo comprensorio delle Dolomiti, ai piedi del massiccio del Monte Grappa, e quella parte della Pianura Padana che dalla destra del fiume Piave porta a Venezia: qui i vini si distinguono per note di fiori bianchi, frutta fresca e accenni erbacei, oltre che per sapidità, freschezza e sorso intenso.

Scalando ulteriormente la piramide, troviamo la DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco che comprende solo quindici comuni trevigiani adagiati su quelle meravigliose colline dichiarate Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Qui, i suoli variegati (marne, arenarie, depositi glaciali) e il clima fresco, con ampie escursioni termiche, esaltano acidità e complessità aromatica degli spumanti.

Una menzione speciale va alla tipologia Rive (43 in tutto e ciascuna espressione peculiare di suolo, esposizione e microclima), che identifica i vigneti più ripidi e vocati di un unico Comune o frazione di esso.

Infine, al vertice qualitativo della denominazione, il Superiore di Cartizze: una sottozona di soli 107 ettari tra le colline più scoscese di Valdobbiadene, dove si producono i Prosecchi più complessi, intensi, fini e armonici.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Luca Torretta

di

Luca Torretta

Millesimo 1974, una laurea in Ingegneria civile e un’innata passione per cocktails, distillati e vini, che non si stanca mai di scoprire, conoscere e degustare. Instagram luca.torretta

Consulta tutti gli articoli dell'autore