03-09-2026

Lungarotti, batte forte il cuore dell’Umbria. E non solo

Chiara Lungarotti: «A Torgiano le nostre radici, ma c’è anche la tenuta a Montefalco. Cerchiamo equilibrio nei vini. L’accoglienza? Sempre più fondamentale»

Lungarotti è una delle cantine simbolo dell'U

Lungarotti è una delle cantine simbolo dell'Umbria

Il sorriso di Chiara Lungarotti è sincero e accogliente. E sembra quasi rispecchiare la realtà dei vini della Lungarotti: solari, appaganti e piacevoli.

L’azienda è diventata negli anni uno dei riferimenti per la zona. «Lungarotti è un'azienda profondamente radicata nel territorio umbro – spiega Chiara Lungarotti – La nostra è una famiglia che ha cominciato a coltivare la vite e a produrre vino nella zona che va tra Perugia e Assisi, cioè l’area di Torgiano».

Chiara Lungarotti

Chiara Lungarotti

«Torgiano è un piccolo borgo fortificato che costituiva parte del Contado di Perugia da cui provenivano tutti i prodotti che si vendevano poi sui mercati cittadini. Ed era molto legata al capoluogo. Tradizionalmente il confine tra Umbria ed Etruria era il Tevere. Torgiano è proprio alla confluenza del Tevere con il Chiascio, quindi è stata nel corso dei millenni una zona di confine».

Da qui nasce la storia di Lungarotti, che negli anni si è concentrata sul vino. «La nostra famiglia ha creato a Torgiano un piccolo mondo che ruota attorno al vino– ribadisce Chiara Lungarotti – Quindi non soltanto i vigneti delle diverse tenute, ma anche un museo in cui viene ripercorsa la storia del vino e di tutti quelli che sono i suoi rapporti con l'immaginario collettivo delle civiltà che si sono nel corso dei millenni affacciate sulle sponde del Mediterraneo».

Una veduta dall'alto del borgo di Torgiano

Una veduta dall'alto del borgo di Torgiano

Ma l’esperienza è ha tuttotondo. «Oggi l'enoturismo è una parola di gran moda, ma negli anni Settanta ancora non lo era, quando fu aperto a Torgiano un piccolo boutique hotel, subito a cinque stelle, che oggi è diventato una struttura che ha 52 camere. A Torgiano Lungarotti offre un'ospitalità molto più legata alla campagna con il suo agriturismo Poggio alle Vigne, circondato dai vigneti del Rubesco».

«È proprio il Rubesco il vino che rappresenta la spina dorsale dell'azienda e che più di ogni altro la personifica».

Rubesco 1962 e Torre di Giano 1962

Rubesco 1962 e Torre di Giano 1962

Un vino fondamentale, come dimostrato anche dal Progetto 1962, lanciato nel 2025, con il quale sono state prodotte due rivisitazioni di Rubesco (Sangiovese in purezza) e Torre di Giano (Trebbiano e Grechetto), i due vini storici di Lungarotti. Il 1962 è l’anno di nascita di questi vini.

«Oggi Lungarotti ha una superficie di circa 165 ettari di vigneto a Torgiano e 16 a Montefalco. A Torgiano la proprietà è divisa in diverse tenute, come per esempio Tenuta Pometo da dove provengono le uve per vini freschi, giovani. E poi c'è la Tenuta del Rubesco, appunto, da dove arrivano anche le uve per il Vigna Monticchio, che è il nostro vino emblema dell'azienda, che oggi è sul mercato con l'annata 2020, di grande struttura ma di grande freschezza».

Il vigneto del Vigna Monticchio

Il vigneto del Vigna Monticchio

La principale caratteristica dei vini di Lungarotti, da sempre, è la ricerca di equilibrio in ogni prodotto messo in commercio: «L’equilibrio è fondamentale – sottolinea Chiara Lungarotti –è la dimostrazione di quello che può esprimere la nostra terra. Oltre alla freschezza che cerchiamo di mantenere nei nostri vini, che talvolta risulta quasi inusuale per le colline del Centro Italia».

«Siamo anche in altitudine in diverse zone. Soprattutto quello che caratterizza per esempio la zona di Torgiano è la sua orografia: la maggior parte dei vigneti di rosso si trovano lungo la collina di Brufa, che separa le due valli, quella del Tevere da quella del Chiascio. Il Chiascio si immette nel Tevere proprio dopo Torgiano. E la collina di Brufa ha sempre costituito nel corso dei millenni un ponte tra la parte destra e la parte sinistra della Valle del Tevere. I pellegrini e i viandanti che risalivano da Roma verso Perugia, salivano sulla destra della parte della Valle del Tevere, arrivavano a Torgiano».

La cantina a Montefalco

La cantina a Montefalco

Un aspetto fondamentale per capire anche come ci sia un influenza diretta anche sui vini. «L'orografia è quella che maggiormente influenza il clima di un territorio e Torgiano in questo ha un clima unico. Così come a Montefalco, soprattutto dove si trova la nostra Tenuta Brancalupo. Ci troviamo proprio di fronte agli Appennini: è una zona, da un certo punto di vista, anche più fresca, soprattutto durante l'inverno e nei primi mesi dell'anno. Ma è anche una zona dove riusciamo ad avere, come a Torgiano, delle bellissime escursioni notte-giorno, specialmente nel mese di agosto».


In cantina

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Raffaele Foglia

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Raffaele Foglia

giornalista de La Provincia di Como, sommelier e appassionato di birra artigianale. Crede che ogni bicchiere di vino possa contenere una storia da raccontare. Fa parte della redazione vino di Identità Golose

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