18-08-2026

Bollicine estive: le nuove scelte dei nostri esperti per i brindisi di agosto

Francia, Italia, ma anche Repubblica Ceca e Croazia in questa ulteriore selezione dal team di Bollicine del Mondo, con undici etichette da tenere in fresco

In un’estate che spesso confonde il rumore con l’intensità, un calice ben scelto ricorda che il vero privilegio è sottrarre, non aggiungere. Rallentare i ritmi lavorativi e assaporare il valore della lentezza: è questo il modo perfetto per degustare la selezione di agosto di Bollicine del Mondo. Un viaggio attraverso i calici esplorando l’Italia per poi andare in Repubblica Ceca, Croazia e Francia... 



Spumante Metodo Classico Rosé Pas Dosé Balo - Augusta Bargilli, Friuli

Prima di tutto, Augusta Bargilli è un’artista. Toscana d’origine, ha attraversato il teatro, il cinema, il disegno e, infine, il vino, portando con sé uno sguardo profondamente culturale e umano. Il suo approdo al mondo vitivinicolo nasce da una visione precisa: «Per me il vino non è semplicemente un prodotto agricolo. È una forma di racconto, una testimonianza culturale e umana». Nel 2018 arriva a Prepotto e, insieme al compagno Pierpaolo Sirch - friulano, tra i più autorevoli esperti di potatura - e alla figlia Aloisa, dà vita a una piccola realtà condotta con autentico spirito artigianale. Proprio ad Aloisa è dedicata questa cuvée che unisce Pinot Nero, Chardonnay e Ribolla Gialla. Lo spumante Balo è creato con uve provenienti da vecchie vigne; viene vinificato in anfora e affinato per 48 mesi sui lieviti. Solo 600 bottiglie per uno spumante che rifugge ogni eccesso e punta all’essenza: preciso, verticale, profondamente territoriale. Nel calice si presenta con un delicato colore buccia di cipolla, luminoso e raffinato. Il perlage accompagna un sorso cremoso e insieme teso, attraversato da una vibrante sapidità che ne firma la personalità. Al naso emergono note di crosta di pane, scorza d’arancia e mandorla fresca regalando profondità e complessità a una bollicina di rara autenticità.
Cinzia Benzi


Spumante Senator Metodo Martinotti - Cattunar, Croazia

C’è un punto dell’Istria dove il tempo si stratifica come il terreno. Un luogo in cui la vite, piantata tra marne calcaree e ciottoli bianchi, affonda le sue radici nella memoria geologica del Mediterraneo. È qui che nasce la Senator Malvasia della famiglia Cattunar, una delle interpretazioni più eleganti e consapevoli della Malvasia Istriana, vitigno simbolo di questa regione. La Malvasia Istriana è un vitigno dalla voce ampia e solare, capace di parlare con accenti sempre diversi a seconda del suolo che la ospita. Nella linea SenatorCattunar eleva questa varietà a un linguaggio maturo, denso di sfumature, ma sempre coerente. Un prodotto vinificato con attenzione quasi sartoriale: fermentazione controllata, riposo prolungato sulle fecce fini e un affinamento che predilige l’equilibrio tra ricchezza ed eleganza. Il risultato è un bianco strutturato, con note che spaziano dal pompelmo candito alla pera gialla, dai fiori bianchi al sottile respiro minerale tipico della terra bianca. Il cuore della Senator è il terroir. Le vigne di Cattunar si estendono in una delle zone più studiate dell’Istria, con una sorprendente varietà di suoli: rossa, grigia, nera e soprattutto bianca. In questo terreno calcareo, la vite fatica. E nella fatica, esprime il meglio. Il Senator Malvasia è il frutto di questa dialettica tra severità del suolo e generosità del vitigno. Nel bicchiere, il vino è verticale, elegante, con una spalla salina che sostiene il corpo e allunga il sorso.
Stefania Oggioni


Mormora Metodo Classico Pas Dosé - PaoloLeo, Puglia

Un tuffo dove l’acqua è più blu. E dove il vino si trasforma dolcemente cullato dalle correnti del mare. Da qualche anno la Cantina PaoloLeo ha cercato di dare una nuova immagine alla Puglia del vino, andando alla ricerca di una produzione sempre più identitaria del territorio. Anche sulla base di questa idea nasce Mormora, uno spumante metodo classico che unisce terra e mare della Puglia. «La volontà era di fare un prodotto unico per vari motivi - sottolinea Francesco Leo -. Unico non solo perché affina in mare, ma soprattutto perché abbiamo selezionato delle varietà autoctone molto poche conosciute, come la Verdeca e il Maresco. Questo spumante è realizzato con l’80% di Verdeca e il 20% di Maresco: quest’ultima è una varietà autoctona che si caratterizza per una spiccata acidità, e così noi abbiamo pensato che fosse ideale per la spumantizzazione». Un vino che nasce dalla terra, ma che poi passa dal mare. «È stato 24 mesi sui lieviti, 12 di questi a 35 metri di profondità nella riserva marina protetta di Porto Cesareo. Perché Porto Cesareo? È banalmente il mare a cui noi siamo più legati e affezionati, perché li ci portavano i nostri nonni». Indubbiamente acidità e sapidità sono le armi vincenti di questo vino, che ha un bouquet aromatico di frutta ed erbe aromatiche. La produzione è di sole mille bottiglie per l’annata 2021, ma l’obiettivo è salire a seimila nei prossimi anni.
Raffaele Foglia
 

Champagne Blanc de Noirs Grand Cru Extra Brut - Rousseaux-Batteux, Champagne | Francia

Verzenay, prestigioso Grand Cru della Champagne e regno del Pinot Nero, è la casa fatta vigna della famiglia Rousseaux sin dal XVIII secolo, portando avanti sino ai nostri giorni una tradizione vitivinicola di primaria importanza. Fu grazie a Paul Rousseaux che la maison iniziò la produzione vera e propria nel 1920, sfruttando le cantine scavate nella roccia precedentemente utilizzate come rifugio durante la prima guerra mondiale; fu poi nel 1976 che la famiglia si allargò: il matrimonio tra Denis Rousseaux e Laurence Batteux diede la conformazione attuale all’azienda, guidata dal 2012 dal figlio Adrien. Quest’ultimo, sensibile alle tematiche ambientali, decise di eliminare erbicidi e pesticidi dai 2,5 ettari delle vigne di proprietà, cercando di estrarre il meglio dai preziosi filari di Pinot Nero. Il Blanc de Noir Extra Brut, proveniente da tre villaggi Grand Cru di Verzenay, Verzy e Louvois, è un blend paritario dei millesimi 2020 e 2021 di grande personalità: l’olfatto di spezie e erbe amare ha cenni agrumati di pompelmo e lime, tratti balsamici di resina e menta. Il sorso, ammorbidito dalla componente affinata in legno, ha i giusti contrappunti amari e acidi per risultare coinvolgente e di buon equilibrio. Potenza sotto controllo.
Alessio Pietrobattista


Crémant de Bourgogne Brut - Domaine Larue, Borgogna | Francia

Nel cuore meno battuto della Côte de Beaune, a Saint-Aubin, in Borgogna, il Domaine Larue custodisce un segreto di precisione e artigianalità. Guidata dai fratelli Didier Denis insieme ai figli Bruno Vivien, la cantina ha fatto del rispetto assoluto per il terroir la propria stella cometa. Una filosofia che brilla non solo nei loro celebri vini fermi, ma anche nel gioioso Crémant de Bourgogne Brut, una gemma nascosta che unisce un'ottima qualità a un prezzo ancora accessibile. Questo spumante Metodo Classico, da uve Chardonnay e Pinot Noir, è la prova tangibile della sensibilità tecnica della famiglia. I Larue riescono a trasferire nel calice la freschezza e la mineralità tipiche dei loro suoli calcarei, preservando la spalla acida della base avviata alla spumantizzazione. Con un perlage fine e persistente offre un naso semplice ma vario con note di mela verde, agrumi e fiori bianchi, arricchite da cenni di crosta di pane e mandorla. Al palato è cremoso, bilanciato e vibrante, con un finale pulito e di grande tensione. Perfetto come aperitivo fuori dal coro, esalta cruditè di pesce, tempura e piatti vegetariani. Il Crémant del Domaine Larue non è semplicemente una bollicina alternativa, ma una ulteriore testimonianza per l' AOC regionale, ancora non valorizzata a dovere e quasi sconosciuta fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori e degli appassionati.
Monica Coluccia


Champagne Jolie Promenade - Champagne Julien Henin, Champagne | Francia

Tra le novità più interessanti della giovane generazione champenoise, Jolie Promenade di Julien Hénin, rappresenta una cuvée che unisce sensibilità contemporanea e precisione artigianale. Uno Champagne che nasce dal desiderio di raccontare il territorio di Cerseuil, nella Vallée de la Marne, attraverso il solo Chardonnay. Figlio della storica famiglia Hénin-DelouvinJulien ha intrapreso un percorso fondato su una viticoltura rispettosa dell’ambiente, con vigneti in conversione biologica e una filosofia produttiva orientata all’espressione del luogo d’origine. La cuvée è composta da Chardonnay, proveniente dai suoli argillosi di Cerseuil, per il 65% della vendemmia 2022 con l’aggiunta del 35% di vini di riserva. Parte della vinificazione avviene in barrique e parte in acciaio. Dopo un affinamento sui lieviti di 2 anni il dégorgement è avvenuto nel giugno 2025 con un dosaggio di 2,5 g/l. All’olfattiva emergono note di agrumi maturi, mela bianca, scorza di limone, leggere sfumature di boulangerie e delicati richiami tostati. Affiorano anche sensazioni gessose e iodate che conferiscono ulteriore complessità. Al palato colpisce per verticalità e precisione. La freschezza attraversa il sorso con energia, sostenuta da una trama cremosa e da una marcata impronta minerale che accompagna la lunga persistenza finale. Uno Champagne di grande personalità, capace di interpretare con autenticità il volto più contemporaneo della Vallée de la Marne.
Manlio Giustiniani


Château Radyne Metodo Classico Extra Brut- Bohemia Sekt, Repubblica Ceca

La curiosità questa volta è nata da un ascolto radiofonico mentre in auto mi accingevo a percorrere qualche centinaio di chilometri. Un racconto sulla storia ricca di singolarità, un intreccio tra vino e la Repubblica Ceca, a partire dalla fine della seconda Grande guerra. Come diceva Hobsbawm, il secolo è breve, ma gli eventi sono innumerevoli e qui citiamo solo quelli principali che hanno portato l’azienda Bohemia Sekt, in questo caso con il suo prodotto iconico e primo in ordine con metodo tradizionale classico, alla ribalta. Château Radyne è conosciuto come il capostipite dei metodi Champenoise in questa nazione. Anche il dosaggio, extra brut 5 g/l, è un abbraccio al nuovo gusto che, se combinato con un vitigno Riesling, dona ancora più valore al prodotto che senza dubbio va alla ricerca di palati esperti, esigenti e raffinati. Riesling più della Moravia che della Boemia, regione vitivinicola da diversi secoli. Difatti, Bohemia Sekt in origine era un birrificio, poi trasformato in azienda atta a produrre ottimo vino. E dopo l’avvento del comunismo, l’esperto enologo Louis Girardot contribuì alla qualità di questi spumanti andando a selezionare prima di tutto i migliori grappoli della nazione.
Luca Turner


Champagne Bisseuil Premier Cru La Crayère 2021 - Champagne Hèlene Charbaut, Champagne | Francia

Dal 2020, a Mareuil-sur-Aÿ, nella Vallée de la Marne, Hélène Charbaut conduce la piccola realtà champenoise di famiglia, giunta con lei alla quarta generazione, con una visione produttiva fortemente legata alle vivificazioni parcellari a alla loro valorizzazione. Dopo diverse esperienze nel mondo del vino, non solo in Champagne, ma anche in Borgogna, Hélène ha scelto di sviluppare un progetto indipendente e orientato a una interpretazione precisa e contemporanea del territorio. Le vigne di proprietà sono distribuite in vari villaggi della denominazione e poggiano su terreni a prevalenza calcareo-argillosa che contribuiscono a definire vini tesi e lineari, ma le prime etichette di questa stella emergente della nouvelle vague di vigneron contemporanei provengono esclusivamente da Bisseuil. In vigna, si persegue lo sviluppo naturale delle uve, con rese contenute e lavorazioni mirate a preservare vitalità e identità dei suoli. In cantina, le vinificazioni, esclusivamente in legno, sono poco interventiste e godono di affinamenti calibrati per mantenere nei vini purezza espressiva e riconoscibilità territoriale. Ne emerge uno stile essenziale, energico e centrato sulla purezza del frutto e sulla precisione del sorso, come nel Premier Cru La Crayère: verticale, vibrante, fine e armonico.
Luca Torretta


Champagne Extra Brut La Montre - Champagne Paul Gosset, Champagne | Francia

Ad Aÿ, cuore storico della Vallée de la Marne, Paul Gosset firma una viticoltura di grande sensibilità artigianale, radicata tra parcelle di Aÿ, Mareuil-sur-Aÿ e Dizy, con una lettura molto personale e uno stile unico. La Montre (l’orologio) nasce proprio da questo approccio: uno champagne Extra Brut costruito secondo il principio della riserva perpetua, in cui l’ora indicata dalla “montre” in etichetta richiama il numero di vendemmie entrate progressivamente nell’assemblaggio. La base 2021 rappresenta il 40% della cuvée ed è integrata da un 60% di vins de réserve dal 2016 al 2020, conservati in bottiglia a bassa pressione. L’assemblaggio è 90% Pinot Noir e 10% Chardonnay, con uve provenienti dai terroir di Aÿ, Mareuil-sur-Aÿ e Dizy. La vinificazione avviene in fûts ed è almeno di 24 mesi l’affinamento sui lieviti dopo il tirage con dosaggio di 2 g/l. Nel calice La Montre esprime una trama matura e profonda, con frutta gialla, mela caramellata, pera, agrumi canditi, spezie dolci, nocciola e leggere sfumature boisé. Il sorso è ampio, vinoso, teso da una freschezza ancora viva e da una chiusura sapida, precisa, quasi gessosa. Uno champagne di memoria, capace di trasformare il tempo in energia gustativa.
Bruno Petronilli


Spumante Brut "Peak Nat" Puntay - Erste+Neue, Altto Adige

Fondata nel 1986 dalla fusione delle storiche cooperative Erste Kellerei Neue KellereiErste+Neue è diventata nel tempo una delle realtà più rappresentative del panorama vitivinicolo altoatesino, distinguendosi per una produzione profondamente legata al territorio. La cantina ha sede a Caldaro, area considerata tra le più vocate dell’Alto Adige per la coltivazione della vite. Qui vengono valorizzati vitigni simbolo della tradizione locale, tra cui il Pinot Bianco, interpretato con eleganza e precisione. Fiore all’occhiello della produzione è la linea Puntay, espressione più raffinata della cantina, nata da una selezione accurata delle migliori uve. I vini vengono elaborati attraverso vinificazioni attente e misurate, orientate a preservare finezza, identità varietale e carattere territoriale. Lo Spumante Brut Peak Nat è una bollicina di montagna prodotta da uve Pinot Bianco. Un rifermentato in bottiglia il cui nome nasce proprio dalla storpiatura del termine Pet-Nat con la parola inglese peak, che significa “picco”, a sottolineare l’elevata altitudine a cui crescono le uve. Al naso emergono profumi di mela matura e albicocca, intrecciati a delicate sfumature di biancospino e salvia. Il sorso è sostenuto da una freschezza vivace e croccante, resa ancora più dinamica da un’effervescenza fine e ben integrata.
Adele Granieri


Metodo ancestrale N7 - VNA Wine, Lombardia

VNA Wine, il progetto di Federico Fiori che ha preso forma nel 2015 in una suggestiva cascina immersa tra i vigneti di Torrazza Coste, nell’Oltrepò Pavese, prende le mosse da quella che era una piccola produzione familiare per evolvere in un’azienda agricola che ha scelto la strada dell’agricoltura sostenibile e della vinificazione naturale, restituendo a questo storico distretto vitivinicolo una voce fresca e distintiva. La cantina propone vini ottenuti sia da uve autoctone (Croatina, Riesling, Uva Rara), sia internazionali (Chardonnay e Pinot Nero). Data la prossimità con il Piemonte, siamo proprio al confine, non mancano varietà tipiche piemontesi come Barbera e soprattutto Cortese, preponderante nei vigneti storici della cantina. Gli etichettati VNA veicolano con coerenza una filosofia assolutamente a fuoco: rispetto estremo della natura, enologia minimale, fermentazioni spontanee e una ricerca costante dell’espressione più limpida del terroir portata avanti con curiosità e costante voglia di sperimentare. Un modello produttivo di cui lo Spumante metodo ancestrale N7, da uve a bacca rossa, è archetipo; naturale al 100%, senza solfiti aggiunti, dopo 36 mesi di affinamento sui lieviti si presenta di un bel rosa delicato, il perlage fine e persistente; profuma di frutta matura a polpa bianca, note floreali leggermente passite, suggestioni olfattive che si declinano anche nel sorso piacevolmente setoso.
Andrea Grignaffini


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è il gruppo di giornalisti e collaboratori che racconta per Identità Golose le storie dal mondo del vino (e che realizza ogni mese l'omonima newsletter)

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