18-09-2026

La visione di Casanova di Neri: così il Brunello viaggia nel mondo

Esperienza, interpretazione e stile sono le tre parole che caratterizzano la celebre cantina di Montalcino. «Contro il cambiamento climatico servono boschi e vigne vecchie»

Casanova di Neri, la famiglia: Giacomo Neri con i

Casanova di Neri, la famiglia: Giacomo Neri con i figli Giovanni, Marianna e Gianlorenzo e la moglie Enrichetta

Esperienza, interpretazione e stile. Sono tre parole che riescono a racchiudere una filosofia ben più ampia, quella di Casanova di Neri, che dal 1971 a oggi è diventata una delle cantine di riferimento per la produzione del Brunello di Montalcino.

Sono tre parole fortemente legate tra loro: l’esperienza nasce da Giovanni Neri, che la tramanda al figlio Giacomo, il quale negli anni diventa uno degli interpreti più apprezzati al mondo del Brunello di Montalcino. Siamo già alla seconda parola: perché se è vero che l’esperienza fornisce tutte le informazioni a riguardo di un terroir, di un vigneto e di tutto quello che può essere considerato il microclima, dall’altra bisogna riportare tutte queste conoscenze nel prodotto finale, nel vino. E qui subentra il terzo aspetto: lo stile. Perché è fondamentale, in un bicchiere, ritrovare non solo l’identità di un territorio, ma anche quella del produttore. Uno stile fortemente voluto da Giacomo Neri, improntato su eleganza e profondità, e che ha conquistato i mercati internazionali.

Giovanni, Marianna e Gianlorenzo Neri in cantina

Giovanni, Marianna e Gianlorenzo Neri in cantina

La strada, come detto, era stata avviata da Giovanni Neri: nel 1971 il figlio Giacomo ha solo 6 anni ma “respira” il mondo del vino. Ora, a distanza di più di 50 anni, sono i tre fratelli Giovanni, Gianlorenzo e Marianna che stanno seguendo le orme del padre.

Il nostro viaggio nel mondo di Casanova di Neri segue il percorso dei vini, partendo dal Rosso di Montalcino. «Abbiamo 18 ettari dedicati al Rosso di Montalcino – racconta Gianlorenzo Neri – prevalentemente nel versante nord–est. Questo ci consente di avere vini molto freschi, eleganti e piacevoli».

Un'immagine di un vigneto dell'azienda

Un'immagine di un vigneto dell'azienda

Il Rosso di Montalcino 2024 riesce a essere piuttosto immediato e rispettoso del Sangiovese, con un frutto rosso netto, ma anche con note floreali, con un’ottima beva e una bella sapidità.

Più particolare è il Rosso di Montalcino Giovanni Neri, sempre annata 2024. «Proviene da un vigneto di oltre 50 anni di età nel versante sud-est di Montalcino – ribadisce ancora Gianlorenzo Neri – E questa è una vigna che abbiamo preso nel 2018 da un vecchio amico di nostro nonno. Lo abbiamo dedicato proprio a nostro nonno Giovanni, come anche il Brunello che ricaviamo da questa zona». Un Rosso più strutturato, ma non per questo eccessivo, con un naso che va su note un po’ più scure, con una maggiore austerità, ma che poi in bocca riprende lo stile di eleganza e bevibilità.

La mappa dei vigneti di Casanova di Neri all'interno dei confini di Montalcino

La mappa dei vigneti di Casanova di Neri all'interno dei confini di Montalcino

Il segreto? «Il bosco – interviene Giacomo Neri – Sia in Tenuta Nuova che in Giovanni Neri i vigneti sono circondati dal bosco. E anche d'estate il bosco, durante la notte dà umidità e freschezza. Sono fattori fondamentali per i nostri vini, ma anche per tutta la zona. Bisogna considerare che dei 26.000 ettari di terreno a Montalcino, 16.000 sono a bosco».

Il Brunello Etichetta Bianca 2021 ci porta in un’altra dimensione: difficile considerarlo un semplice “entry level”, perché è un vino dalla grande complessità, che riesce a unire al naso intensità e finezza, partendo da note di ciliegia e di mora, con un tocco di agrumato di arancia sanguinella, con un passaggio anche di fiori e un accenno di spezie dolci. Al sorso coniuga una bella bevibilità a un buon equilibrio, lasciando ancora un piacevole velo di tannino che negli anni andrà a smussarsi.

La gamma dei vini

La gamma dei vini

Il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova è uno dei vini simbolo dell’azienda. Ed è forse quello che denota maggiormente lo stile di Casanova di Neri, con eleganza e complessità, ma anche e soprattutto profondità. Assaggiare la 2021 ora, nonostante la già ottima piacevolezza, è quasi un peccato, visto che i segnali che indicano la strada della longevità e dell’evoluzione sono chiari e netti.

Il Brunello di Montalcino Giovanni Neri è arrivato alla sua quarta annata: «Il vigneto si trova a un’altitudine superiore rispetto a Tenuta Nuova – sottolinea Gianlorenzo Neri – siamo tra i 380 e i 450 metri.  C'è anche un po' di tufo, di argilla, sempre è comunque ricca di scheletro».

Il vino è una terza interpretazione del Brunello di Montalcino, in una sorta di mosaico artistico dove, alla fine, tutte le tessere vanno a formare il disegno finale. In questo caso la nota che ci piace rimarcare è l’equilibrio, in un vino dal positivo presente ben definito e da un futuro tutto da scoprire.

La cantina di affinamento

La cantina di affinamento

Riuscire a mantenere queste caratteristiche di eleganza e freschezza in un periodo di cambiamenti climatici non è certo facile. «Noi abbiamo la fortuna, che è stata anche cercata, di avere vigneti con età molto importante – spiega Giacomo Neri – perché le radici scendono fino ai 2 metri, anche tre metri e mezzo di profondità. Cerchiamo con gli inerbimenti, con le lavorazioni minime, di far sì che l'umidità che è nel terreno venga preservata nei mesi estivi più asciutti. E posso dire di più: nella mia esperienza, l'età delle piante e anche la loro tipologia, così come la varietà del terreno, oggi sono fondamentale. Le piante che hanno un apparato radicale molto profondo e hanno un'età avanzata reggono molto meglio rispetto ai vigneti nuovi, che soffrono di stress».

Esperienza, dicevamo. «E nella mia esperienza personale – ribadisce Giacomo Neri – posso anche dire che nelle annate più calde e aride ha sofferto molto il vigneto Cerretalto, che è una vigna fresca per i canoni Montalcino. Hanno sofferto meno Tenuta Nuova o Giovanni Neri, che sono a sud. Mi sono dato questa spiegazione: queste vigne sono abituate a vivere in un ambiente semi–arido».

La degustazione insieme a Gianlorenzo Neri

La degustazione insieme a Gianlorenzo Neri

Il Brunello di Montalcino Cerretalto, appunto. Sul mercato è presente l’annata 2019, mentre la 2020 non è stata prodotta, e infine la 2021 in uscita a gennaio celebrerà i 40 anni di questo vino, uscito per la prima volta nel 1981. Al naso la complessità diventa la parola d’ordine, dove gli immancabili frutti rossi, in particolare la mora, trovano un intrigante ampliamento dettato da spezie dolci, cioccolato, tabacco, una piccola nota pepata quasi piccante, e un leggero cuoio. In bocca regna l’armonia, con un sorso pieno e piacevole, e un finale lungo e vellutato.

Il viaggio nel mondo di Casanova di Neri si conclude nel segno dello stile. «Il Pietradonice Toscana Igt è un Cabernet Sauvignon in purezza – conclude Gianlorenzo Neri – Qui abbiamo piantato sotto una vecchia cava d'onice sotto Castelnuovo dell'Abate, quindi verso sud, e da qui prende il nome. Questa un vino diverso dal resto, ne facciamo poche bottiglie. Ma l'intenzione nostra è di era di “piegare” il vitigno internazionale allo stile di Casanova di Neri e di far sentire Montalcino anche qui». Il risultato è da provare perché l’obiettivo è stato raggiunto.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Raffaele Foglia

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Raffaele Foglia

giornalista de La Provincia di Como, sommelier e appassionato di birra artigianale. Crede che ogni bicchiere di vino possa contenere una storia da raccontare. Fa parte della redazione vino di Identità Golose

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