Il primo American sparkling wine risale all'Ohio e al 1842, quando per una casualità, come spesso accade nella storia delle innovazioni, l'avvocato Nicholas Longworth, alla ricerca di un'alterativa al whiskey, produsse del vino che rifermentò spontaneamente in bottiglia con risultati tanto incoraggianti da spingerlo a rivolgersi a viticoltori francesi per affinarne le tecniche produttive attraverso quel Metodo Champenoise di cui erano maestri e custodi. Ai giorni nostri l'associazione tra il mondo delle bollicine e gli Stati Uniti d'America ci conduce però alla California e a due sue contee ormai universalmente note per una produzione enologica di altissima qualità: Napa e Sonoma.
La prima - più glamour e sofisticata - è una striscia di terra, posta a Nord della San Francisco Bay Area, lunga circa quarantotto chilometri e larga meno di dieci, che conta circa diciottomila ettari vitati distribuiti in sedici American Viticultural Areas, oltre alla stessa Napa Valley istituita nel 1981, a testimonianza di una rimarchevole varietà di microclimi, suoli e stili che le permettono di eccellere nonostante una produzione che quantitativamente si attesta solo al 4% a livello statale e allo 0,4% a livello mondiale.

La seconda - più bucolica e rurale - estendendosi dalle montagne Mayacamas al Pacifico, su cui si affaccia con un centinaio di chilometri di coste, di ettari vitati ne conta invece oltre ventitremila distribuiti in diciannove AVAs. Unitamente alla molteplicità dei terreni (da alluvionali, a calcarei, a vulcanici), la quasi assenza di piogge da maggio a settembre e l'influenza dell'oceano creano anche qui condizioni di crescita ideali per ottenere dalle uve necessaria acidità e adeguato equilibrio.
Sia Napa che Sonoma sono incluse nella grande regione vitivinicola North Coast condividendo anche una delle AVA maggiormente vocate per la produzione delle basi spumante e la prima ad avere ricevuto, nel 1983, tale status sulla base delle proprie caratteristiche pedoclimatiche piuttosto che in base ai confini politici:
Los Carneros.

Mappa di Napa Valley e Sonoma
Qui, oltre tremilacinquecento ettari di vigneti poggiano su colline dolcemente ondulate, caratterizzate da terreni prevalentemente sabbioso-argillosi, beneficiando di nebbie mattutine, giornate soleggiate e fresche brezze provenienti sia dall'Oceano Pacifico, attraverso la vicina baia di San Pablo, che dal Petaluma Gap, in un terroir ideale per uve Chardonnay di elevata freschezza e Pinot Noir di ottima struttura.