La scomparsa prematura di Silvia Maestrelli, gran signora del vino di Tenuta di Fessina

Il nostro addio a una straordinaria donna imprenditrice, viaggiatrice errante e capace di grandi progetti. Come quello di creare a contrada Rovitello quella che oggi è a tutti gli effetti una delle grandi cantine dell’Etna

30-01-2022
a cura di Cinzia Benzi
Silvia Maestrelli

Silvia Maestrelli

Il sorriso, l’eleganza, l’azzurro magnetico dei suoi bellissimi occhi, la solarità nel suo modo di raccontarsi: è Silvia Maestrelli, una signora del vino che lascia un grande vuoto nel mondo enoico e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla.

Le sue origini toscane le fecero muovere i primi passi nella tenuta di famiglia, Villa Petriolo, in Chianti. Seppur dedicandosi a temi immobiliari e finanziari, era proprio il vino la sua stella polare. Con maestria e lungimiranza riuscì a portare un po’ del suo savoir-faire sull'Etna, insediandosi nel 2007 in contrada Rovitello. Milanese d’adozione, sposatasi con Roberto Silva, a sua volta prematuramente scomparso pochi anni orsono, Silvia abitava con la figlia Lavinia a due passi dal Duomo, dove aveva creato il proprio quartier generale. La sua dimensione di viaggiatrice errante la portava spesso a spostarsi in Chianti e in Sicilia, nella zona del vulcano appunto, oltre che in giro per il mondo.

I suoi vini sono sempre stati una suprema sintesi della “Montagna di Fuoco” ed esprimono nei calici l’eleganza, senza tempo, di un luogo magico. Ricordo perfettamente la descrizione che lei mi fece di Fessina. Visitai l'azienda e pensai che mai parole fossero più appropriate: «Quando arrivai qui - mi disse Silvia - vidi una tavolozza di colori che ritrovo costantemente, vendemmia dopo vendemmia: colori primari, forti, assoluti, dai contrasti che scatenano vibranti emozioni. Indimenticabili il nero delle rocce basaltiche, il verde brillante delle vigne in quota, il bianco radioso delle nevi sul vulcano, senza scordare i rossi pompeiani delle antiche case patrizie che si intravvedono tra i boschi e i filari, e per finire quel giallo vivido, al debutto dell’estate, omaggio singolare della fioritura delle ginestre».

Oggi la Tenuta di Fessina si è trasformata in un wine resort di rara bellezza. Ciò grazie alla decisione di Silvia, imprenditrice lungimirante, che decise di continuare a puntare su giovani aiuti: nel presente sono il perno di questa meravigliosa realtà vitivinicola siciliana.

Silvia Maestrelli con Cinzia Benzi

Silvia Maestrelli con Cinzia Benzi

La morte tragica e prematura del marito l’aveva provata e resa più riflessiva. Come sempre era riuscita a trovare il lato positivo del destino: creare una fondazione, Ciao Robi, con la finalità di sostenere lo sport in sicurezza e soprattutto i ragazzi privi di mezzi, che fossero capaci e meritevoli, contribuendo ad aiutarli affinché potessero accedere agli studi e alla formazione sportiva. Proprio il nostro hub di via Romagnosi 3 a Milano sarebbe stato nella prossima primavera la sede di una serata di raccolta fondi.

La tenacia di Silvia era incredibile, il suo motto era "non mollare mai". Nonostante la malattia, la sua progettualità lucida e precisa era spiazzante. Indimenticabile, per me, la presentazione il 10 giugno 2017 a casa Maestrelli del mio libro Vino: femminile, plurale, dove Silvia rappresenta un capitolo del volume. Mi disse: «Il vino mi ha trasmesso un modo di vivere più paziente, mitigando la mia parte istintiva e facendomi maturare. Il rigore che la natura ti impone si allinea al rispetto, elemento essenziale per ottenere il meglio e fare un grande vino. Questa storia è nata con me e che mi auguro di riuscire a tramandarla a mia figlia Lavinia. È la mia lezione di vita, tutta al femminile, il mio messaggio di donna e mamma di oggi che, con coraggio e spirito d’iniziativa, ha accolto e sviluppato una passione travolgente».

Silvia ci mancherà, anche se continuerà a sorriderci dal paradiso.