Roberto Conterno: «Vi racconto le mie Cantine Nervi a Gattinara»

Il celebre vigneron di Langa: «Abbiamo belle potenzialità, un cuoco valoroso e il Molsino non è il nuovo Monfortino»

16-07-2021
Gabriele e Roberto Conterno, figlio e padre, dal 2

Gabriele e Roberto Conterno, figlio e padre, dal 2018 al timone di Cantine Nervi a Gattinara (Vercelli)

Nel 2018 le Cantine Nervi di Gattinara, fondate nel 1906, diventano di proprietà di Roberto Conterno, vignaiolo al timone in Langa della cantina Giacomo Conterno. La rileva dal norvegese Erling Astrup, ex proprietario dal 2011, che ha mantenuto un 10% dell’azienda del Vercellese.

Cantine Nervi è la più antica realtà enoica del Gattinara Docg: 27 ettari vitati piantati su terreni ricchi di porfidi vulcanici e particolarmente vocati alla produzione del Nebbiolo. Un microclima fresco e asciutto con alle spalle il Monte Rosa, 4.634 metri d’altezza che proteggono i vigneti dai venti freddi del nord, un perfetto intreccio di ventilazione e piovosità. Un terroir d’eccellenza che non è passato inosservato nel quartier generale di Monforte d’ Alba.

Il simbolo di Nervi è il cru Molsino, vigneti distesi su un vero e proprio anfiteatro naturale, ai piedi della catena alpina. Dà origine a vini dall’eleganza senza tempo che la mente acuta di Roberto Conterno ha arricchito progettando una cantina in cui architettura e tecnologia d’avanguardia si sono allineate perfettamente al know how di casa Conterno.

«Qualità, ricerca e miglioramento continuo sono il nostro credo», ci spiega Conterno, «Conosco molto bene quest’ area vinicola. Gattinara vanta un terroir unico molto diverso dalle Langhe. Il mio arrivo a Cantine Nervi è figlio di una scelta ponderata: il desiderio preciso di valorizzare un territorio».

Il vigneto Molsino

Il vigneto Molsino

Le grandi botti di Cantine Nervi

Le grandi botti di Cantine Nervi

Pensando al cru Molsino, come degno erede del mitico Barolo Monfortino, siamo smentiti da Conterno: «A nessuno può venire il dubbio che Molsino sia il nuovo Monfortino. Concettualmente non può essere la stessa cosa: l’unicità del Monfortino ci permette di produrlo con una selezione di uve che non si può avere in ogni millesimo; mentre il Molsino è più corretto paragonarlo a cru come Francia, Cerretta o Arione, prodotti teoricamente ogni anno. Spero di non essere smentito con il 2021 perché siamo reduci da una terribile grandinata che potrebbe compromettere, seriamente, parte della vendemmia 2021. Mi dicono che un episodio così devastante ricorda il 1971».

«A Cantine Nervi», aggiunge Roberto Conterno, «abbiamo una squadra di validi collaboratori coordinati da me e da mio figlio Gabriele. Almeno uno di noi è sempre presente in vendemmia e durante le fasi d’imbottigliamento». L’architetto Primatesta ha creato una cantina spettacolare dimostrando, con le linea guida di Conterno, che il futuro non potrà mai prescindere dal rispetto della storia: legno, trasparenze, sale degustazioni sospese e locale di affinamenti di sole botti grandi.

Non ultimo, Cucine Nervi: «All'interno della vecchia cantina, i locali che erano adibiti a negozio e uffici sono stati riqualificati per il nuovo ristorante. Abbiamo reclutato il giovane talentuoso Alberto Quadrio, originario di Gattinara, con un percorso formativo allineato a quello che vogliamo offrire (leggi qui: È nata una stella: Alberto Quadrio da Gattinara, ndr). A lui ho lasciato l’incarico operativo di formare una valida brigata di cucina e sala. Io mi sono limitato a colloquiare, in maniera definitiva, con tutti i ragazzi del gruppo di lavoro. Dovevo sincerarmi ci fosse una perfetta sintonia. Ho la convinzione che lavorare tra simili con un preciso modo di pensare, abituale per casa Conterno, sia la quadratura di un cerchio. Spazio ai giovani».