La Grola 2016 di Allegrini: l'anteprima a Identità Golose Milano

L'edizione limitata di questo leggendario Amarone è stata arricchita dall'etichetta firmata da Hiroyuki Masuyama

24-04-2019
L'annata 2016 de La Grola di Allegrini viene c

L'annata 2016 de La Grola di Allegrini viene celebrata da una limited edition con una speciale etichetta, firmata da Hiroyuki Masuyama

La Valpolicella dell’Hub di Identità Golose Milano in via Romagnosi 3 è targata Allegrini fin dal primo giorno dell’ inaugurazione e non solo: infatti, per chi conosce questa straordinaria famiglia dell’Amarone sa che la Toscana e, da poco, il Lugana, hanno allargato i loro orizzonti del vino.

Marilisa Allegrini e la figlia Caterina Mastella, appena varcarono il portone, a cantieri ancora aperti, ci trasmisero la loro passione e la voglia sostenere Identità Golose Milano, non solo con le loro eccellenze enoiche, ma interpretando il luogo come la loro casa “milanese” per poter narrare i bellissimi progetti che sostengono da molti anni.  

Marilisa Allegrini e Caterina Mastella sulla soglia di Identità Golose Milano

Marilisa Allegrini Caterina Mastella sulla soglia di Identità Golose Milano

Ogni settimana alcuni piatti ideati dagli chef ospiti di Identità Golose Milano sono abbinati a un vino Allegrini, spaziando dalla Valpolicella fino alle tenute Toscane di San Polo e Poggio al Tesoro. Una famiglia che, da sempre, rappresenta un faro nella Valpolicella, esporta vino in oltre 80 paesi nel mondo e si pone continuamente nuovi obiettivi, non si ferma mai.

Oggi ci sono anche i giovanissimi millennials, rispettosi del passato, ma con gli occhi puntati al futuro dei loro vini. Proprio il 2019 è l’anno della “contaminazione”. Non a caso l’edizione limitata de La Grola 2016, presentata in anteprima nazionale a Milano presso l’Hub omaggia l’artista nipponico Hiroyuki Masuyama, creatore dell’etichetta d’autore realizzata rimanendo per 24 ore nel vigneto di questo vino rosso leggendario.

L'artista nipponico Hiroyuki Masuyama

L'artista nipponico Hiroyuki Masuyama

Gli scatti di una giornata intera per riportare in vita una nuova immagine, la “summa” di tutte le fotografie usate, un procedimento a dir poco innovativo per vestire una bottiglia con il vigneto icona della Valpolicella Classica. L’etichetta ha dei contorni sfumati ma ben riconoscibili.

Il 2016 è stato degustato, in via Romagnosi, con un menu inedito ideato dal ristorante Iyo per una reale esaltazione di questo Cru, mentre a Fumane lo chef Carlo Cracco ha permesso di accostare i vini Allegrini alle sue creazioni gastronomiche durante tutte le giornate di Vinitaly 2019.  

E proprio a Verona, quest’anno, il padiglione Veneto era in parte addobbato con una fotografia identificativa de La Grola. Una celebrazione continuata in terra scaligera proprio con una verticale che ha avuto come protagoniste le annate 2016, 2012, 2008, 2005, 2004, 2000 e 1997.

Un 2016 che si presenta con perfezione di frutto, equilibrio e grande ampiezza aromatica, olfattiva e gustativa. Dominante la cilliegia marasca, il mirtillo e sul finale la mora. Lievi note balsamiche. Le stesse che si ritrovano nel 2012 e, in parte, nel 2008. Il 2005 esalta una caratterisca dell’uva Corvina con note eleganti di caffè, tipica di questo vitigno.

Michele Biassoni, chef di Iyo, con Marilisa Allegrini

Michele Biassoni, chef di Iyo, con Marilisa Allegrini

Le note erbacee esaltano un 2000 maturo e il 1997 consacra la balsamicità totale al naso e all’assaggio. Visto che il 2016 si annuncia come una delle migliori annate di sempre il consiglio di Franco Allegrini, ideatore dei propri vini, propone di scordarne qualche bottiglia in cantina per riassaggiarlo fra qualche decennio.

Gli fa eco la sorella Marilisa: «Il vino è un simbolo di incontro perché esprime condivisione, dialogo e mai come per questa edizione limitata de La Grola abbiamo guardato al Giappone proprio per fondere occidente con oriente. Spesso il mondo ci appare divisivo, ma noi crediamo nell’amicizia, io ho viaggiato molto, continuo a farlo e l’ho trasmesso alle mie figlie e proprio andare oltre i confini permette di fare rete e sviluppare progetti».

Carlo Cracco tra Franco e Marilisa Allegrini

Carlo Cracco tra Franco e Marilisa Allegrini

Prosegue Caterina Mastella Allegrini: «Il nostro progetto delle etichette d’artista è nato con il millesimo 2010 che coinvolse Milo Manara, dopo di che, ogni anno, la creazione dell’etichetta è stata affidata a diversi artisti. Nell'ordine: Arthur Duff, Athos Faccicani, un omaggio al grande Kandinskij per il millesimo 2013 con una concessione del Museo Hermitage di San Pietroburgo, seguirono Nazareno Rodrigues Alves e Leonardo Ulian. Oggi con il 2016 ci siamo vocati all’affascinante sintesi delle immagini sovrapposte di un artista che dal Giappone si è trasferito in Germania, ma ama la città di Verona, con cui collabora attraverso la galleria d’arte Studio La Città. L’artista ci ha fatto immergere nel suo concetto di tempo e spazio, tratto distintivo del suo lavoro e siamo orgogliosi di vestire un grande millesimo de La Grola». 


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