Il racconto del Vinitaly, il nostro viaggio in 12 bicchieri

Gli assaggi più significativi di Benzi, Foglia, De Francesco, Tortorelli, Trezzi e Fadda di ritorno da Verona

13-04-2019

Non è facile raccontare il Vinitaly. Perché sono 4 giorni intensi, pieni di incontri, degustazioni, convegni: c’è davvero di tutto. Noi abbiamo pensato semplicemente a raccontarvelo con i vini: non si tratta delle migliori bottiglie in assoluto, si intenda, ma semplicemente quelle che hanno trasmesso a noi di Identità Golose le maggiori emozioni, che hanno una storia da raccontare, senza dilungarci eccessivamente su schede tecniche. Un nostro viaggio in 12 calici, scelti da Cinzia Benzi, Raffaele FogliaAmelia De Francesco, Fosca Tortorelli, Maurizio Trezzi e Francesco B. Fadda.

 

Diego Bosoni presenta il Vermentino Nero

Diego Bosoni presenta il Vermentino Nero

Vermentino Nero 2015 – Toscana Igt – Cantine Lunae

Per Diego Bosoni è un sogno che si realizza. Il Vermentino Nero sui Colli di Luni ora può esprimersi con un vino completamente dedicato a questo vitigno autoctono ormai dimenticato. La famiglia Bosoni, Cantine Lunae, ci ha creduto ed ora esce questo vino, in edizione “numero zero” in quanto assoluta anteprima, solo 2.400 bottiglie, di grande profondità e complessità. Non solo uno dei migliori vini rossi di questo Vinitaly, ma anche nella top ten di quelli assaggiati nell’ultimo anno. Vino dall’anima ligure, ma in realtà è un Toscana Igt in quanto le vigne sono appena oltre il confine regionale. (Raffaele Foglia)

 

Tutto dipende da dove vuoi andare 2012 – Langhe Rosso Doc – Gabriele Scaglione

Parafrasando la fiaba “Alice nel paese delle meraviglie”, Gabriele Scaglione, canellese, ha deciso di fare vino in età matura e partii con il millesimo 2007 con Tutto dipende da dove vuoi andare, 50% di Barbera e altrettanto Nebbiolo: un vino in bilico tra Monferrato e Langa che fa riflettere, emozionare e comprendere quanto i grandi vitigni possano convivere magnificamente nel calice. L’andata 2012 lo conferma in pieno. (Cinzia Benzi)

 

Valvolpara - Vespaiolo Breganze Doc 2018 - Maculan

Valvolpara è il nuovo nato in casa Maculan, si tratta di un Vespaiolo, vino prodotto dalla varietà autoctona di Breganze, nato dalla vendemmia 2018 e realizzato in sole 639 bottiglie. Nasce da un progetto di recupero di vecchie viti di Vespaiola, varietà con cui si produce il Torcolato, dando vita a un bianco dal profumo floreale mandorla e fruttato di pera. Dalla invidiabile freschezza al palato e di buona complessità aromatica. (Fosca Tortorelli)

 

Gloria 2013, Nusserhof

Un Lagrein ottenuto da piante selezionate, le più vecchie dei 4 ettari di proprietà dell'azienda Nusserhof, da uve pigiate a grappolo intero con raspi. Potente senza perdere finezza, la prima annata è del 2010. In bocca è di una lunghezza impressionante, con note di tabacco e affumicate. Prende il nome dalla giovane Gloria, la nuova generazione che continuerà la tradizione vinicola di qualità di famiglia. (Amelia De Francesco)

 

Metharmophisis – Project XXX – Kaltern Kellerei

E' uno degli esperimenti di Kaltern - cantina di Caldaro da quest'anno certificata bio e sostenibile con la tedesca Fair 'n Green - raccolti sotto il nome di Progetto XXX che sta per Exclusive, Experiment ed Explore. Il vitigno è Sauvignon, l'annata 2016. La macerazione sulle bucce per 10 giorni rilascia un liquido spigoloso e difficile da dominare che viene addomesticato da 12 mesi in tonneau. Il prodotto si trasforma e subisce appunto una metamorfosi che lo rende, stupendamente sapido e fresco con una complessità che si rivela nella persistenza molto verticale. Vino kafkiano da collezione. (Maurizio Trezzi)

 

Fiorfiore 2017 - Umbria Grechetto di Todi - Roccafiore

Su quello scoglio in maggio è nato un fiore… canta Fabio Concato dedicando uno dei sui pezzi più belli alla primogenita,  e con lo stesso amore e con la stessa delicatezza che l’enologo Hartmann Donà e il patron di Roccafiore Luca Baccarelli, firmano ancora una volta un Grechetto di Todi 100% orgogliosa espressione di un’Umbria unica e travolgente.  Fiorfiore 2017, dodici mesi in grandi botti di rovere di Slavonia, si presenta immediatamente in tutta la sua grandiosa abbondanza. Ananas, mela golden e vaniglia nei profumi chiari e precisi. Caldo, morbido, freschezza e mineralità quasi ostentate, è un vino di inattesa eleganza, ancora giovane e per niente docile, pronto a difendere con i denti la sua dichiarata tendenza alla longevità. (Francesco B. Fadda)

 

Crizia 2017 – Vermentino di Gallura Superiore – Atlantis

Atlantis è una cantina emergente della Sardegna, ma in questi anni i suoi Vermentino sono diventati una certezza per gli amanti di questo vino. Questo grazie alle idee di Francesco Sannitu che, con il fratello Andrea, porta avanti la cantina con la volontà di fare vini puliti, freschi, identitari. Il Crizia 2017 rappresenta questa filosofia di produzione, ma il consiglio è di assaggiare anche le annate precedenti fino al 2014: c’è da divertirsi. E poi c’è il Cannonau, ma questa è un’altra storia. (Raffaele Foglia)

 

Diego Rossi e Riccardo Pasqua

Diego Rossi e Riccardo Pasqua

Brasa Coèrta 2018 – Valpolicella Doc - Pasqua

Un vino naturale per Diego Rossi, chef del ristorante Trippa di Milano, è la sfida che Pasqua ha presentato a Vinitaly. Brasa Coèrta (Brace Coperta, ossia acqua cheta) 2018 è un rosso della Valpolicella orientale, vigneto Mizzole che uscirà entro fine anno: frutto setoso con tannini vellutati, da tenere d’occhio. (Cinzia Benzi)

 

Campi Flegrei Falanghina Doc 2003 - Cantine del Mare

Vecchie "pergole puteolane" hanno dato vita nel 2003 alle prime bottiglie di Falanghina Flegrea di Cantine del Mare, azienda flegrea situata a Monte di Procida. Annata non facile la 2003, che ha saputo sfidare il tempo, rivelando un colore integro e un profilo olfattivo dinamico ed emozionante. Note balsamiche di eucalipto lasciano spazio a una sottile affumicatura, cui seguono profumi fruttati di pesca sciroppata; snello, avvolgente e appagante al sorso. (Fosca Tortorelli)

 

Sassocarlo Bianco 2016, Terre a mano - Fattoria di Bacchereto

Parrebbe il classico assemblaggio di Trebbiano e Malvasia (da vigne di quarant'anni coltivate in biodinamica) eppure alla Fattoria di Bacchereto tirano fuori di anno in anno bottiglie felicemente spiazzanti e tutt'altro che tradizionali. Si tratta di un vino sempre emozionante nella sua eleganza e personalità decisa, un vino gastronomico, complesso, grasso e lungo. Ma non lasciatevi ingannare: nonostante la struttura importante lo troverete piacevolmente beverino. (Amelia De Francesco)

 

Appianum Rosso 2017 – Spiriti Ebbri

Mezzo ettaro scarso. Vigne vecchie di almeno 25 anni. Antichi vitigni calabri come Maglioppo, Greco Nero, Magliocco Canino, Magliocco Dolce e altre vigne non meglio identificate in modo certo. E' un vino del mistero questo Appianum prodotto da Spiriti Ebbri a Lappano in provincia di Cosenza a 400 metri di altitudine. Ne esce un rosso intenso, possente ma allo stesso tempo elegante soprattutto dopo aver aperto tannini all'inizio spigolosi ma poi capaci di stupire. Una piacevole sorpresa. (Maurizio Trezzi)

 

Brunello di Montalcino 2014 - Cava d’Onice

A raccontare comincia tu, il ritorno di Raffaella Carrà in tv, ma anche l’invito che Simone Nannetti, giovane produttore ilcinese di Cava d’Onice, rivolge al suo Brunello di Montalcino annata 2014, tentazione al quale quest’ultimo ha risposto con fierezza, forte della consapevolezza di essere uno dei pochi ad aver “superato” egregiamente la contrastante vendemmia. Ecco quindi le prime “parole”, con un naso pulito, diretto, dove fragranze fruttate si alternano ad armoniose “stoccate” di speziatura. In bocca “racconta” tutta la sua potenza e il suo corpo “croccante”, da masticare, forse non una “fiorentina”, ma un più fine “filetto ai ferri”. Ciliegia e prugna la firma principale, cioccolato e tabacco a seguire, per un gusto pieno ed equilibrato, dove freschezza e morbidezza si supportano molto bene, offrendo un sorso non lunghissimo, ma piacevole e di facile appeal. Un vino, che non lascia spazio per l’amore folle, seppure prova di coraggio che offre una grandiosa interpretazione di un’annata poco convincente. (Francesco B. Fadda)


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