Antica nobiltà del vino

Il primo principato di Sicilia è oggi una cantina di prestigio a Butera, che esalta i vitigni locali

05-11-2016
La Tenuta di questa azienda si trova a Butera, in

La Tenuta di questa azienda si trova a Butera, in provincia di Caltanissetta, nel cuore della Sicilia (tel. +39.0934.347726). La Famiglia Zonin ne è proprietaria dal 1997

La Sicilia è una di quelle regioni che rappresentano ancora la vera autenticità italiana, dove la terra polverosa si mischia al sudore e al sorriso di chi lavora la vigna; l'hanno chiamata "la California d'Italia" per lo stile di vita rilassato, per il clima mite e per il forte legame che perdura nei secoli tra terra e uomo. 

In quella terra equidistante tra la montagna e il mare e tra le città di Catania, Siracusa e Agrigento, nella provincia di Caltanissetta, a Deliella nella frazione di Butera, si staglia fiero contro un cielo azzurro e mai nuvoloso il feudo, arcaico termine terriero per designare la moderna fattoria, 340 ettari di storia.

Qui è nato il primo principato siciliano: nel 1565 Filippo II concede ai Branciforte, originari di Piacenza, il titolo di Principi di Butera, 240 anni di dominazione per una delle famiglie più importanti dell'isola.

Eppure qui i principi lasciavano il titolo nobiliare alla vite, la vera regina: il suolo bianco e calcareo, gli inverni rigidi e le estati aride, la brezza che spira dal mare che rende gli acini "marini", la forte escursione termica e la lunga esposizione solare; questa terra è fortemente vocata a regalare all'uomo i suoi frutti e nel '97 la famiglia Zonin si fa custode della tenuta, dando modernità ed efficienza al vigneto: il più grande investimento vitivinicolo della famiglia. 

«Il feudo è la mia isola, un luogo che si è fatto amare dal primo istante, la mia oasi di bellezza, forza e pace. In poco tempo diventò il mio rifugio tra le vigne, dove percepivo il fascino millenario del crogiolo di culture che qui hanno vissuto e coltivato la terra. La vigna mi ha chiamato e ho solo seguito il mio istinto, per portarla a una seconda vita, occupandomi di lei come di un'antica signora» rivela Domenico Zonin.

Dopo cinque anni dall'acquisizione viene costruita la moderna cantina, il museo della tradizione vinicola e il wine-shop, mentre è stato ristrutturato l'imponente feudo, residenza dei nobili, dal cui torrione normanno si ha la stessa visuale degli antichi dominatori normanni che la eressero.

Se il Nero D'Avola sta vivendo una seconda giovinezza tra i vitigni autoctoni, (la superficie vitata è cresciuta del 30% negli ultimi  sette anni), sono molti i vini "riscoperti" nel vigneto dei Butera: tra i gioielli di famiglia il Serò spicca tra i bianchi. Facile provare un' incondizionata passione per il vino che significa "ti amo" in greco, autoctono tra i più antichi già citato da Plinio il Vecchio come l’”irziola” ora chiamata insolia (qui in purezza).

Come ogni grande amore anche questo vino ha richiesto cura, attenzioni e tempo: 12 anni di sperimentazioni che si sono trasformate in note floreali di ginestra, frutti tropicali e spezie, gradevolemente persistente e armonico. Amore passionale ma maturo e pieno di voluttuose riscoperte può essere senza ombra di dubbio il Syrah, rosso rubino molto intenso al colore, piacevolmente fruttato, di grande struttura e carezzevole al palato.

Al contrario il candido amore platonico del Symposio (65% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot e 5% Petit Verdot), prodotto da uve raccolte ben mature e sottoposte a pressatura soffice a bassa temperatura è elegante, con note floreali di ginestra, fruttate di pera e frutti tropicali e un insieme di spezie (vaniglia, cannella) e pepe bianco che rispecchiano una carezza sulla gota marmorea dell’amata, senza il solo pensiero di sfiorarla.

Un amore bello e dannato, quello che solo un focoso siciliano doc può regalare lo si trova nella sfrontata passione del Deliella, Nero d'Avola in purezza, evocativo della Trinacria del vino con sentori di noce e di pietra, al palato è austero e rotondo insieme, grazie all’affilatura di 18 mesi in legni di diversa caratura. 

Chi ha ideato le sfumature d’amore, in gocce alcoliche di mosto, per trasformarle nei vini che ora conosciamo è il nuovo direttore ed enologo della Cantina Principi di Butera, Antonio Paolo Froio che dopo diverse esperienze in Australia e California ha saputo mettere a frutto le proprie competenze dando amore ai propri vini.


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