Il miracolo di San Gennarino

Come sono stati utilizzati i fondi di Festa a Vico: strutture e apparecchi medici per i bimbi del Santobono di Napoli. E uno struggente effetto a catena... Da domenica lĺedizione 2017

02-06-2017

La Festa a Vico è festa anche per il piccolo Lorenzo, qui con mamma Fortuna. La svolta solidale della kermesse voluta da Gennaro Esposito è cominciata da loro

Lorenzo ha dieci anni, è cintura gialla di judo, tifa Napoli più forte che può e ha una maglia firmata da Pepe Reina che tiene più grande degli occhi suoi. Da grande sogna di diventare portiere. A parare colpi ha cominciato a sette mesi e mezzo, quando mamma Fortuna lo portò in ospedale in fin di vita. Un intervento d'urgenza al Santobono di Napoli lo rimise al mondo. Per tre anni Lorenzo ha fronteggiato i sintomi di una disfunzione genetica dell'intestino, al fianco di quel chirurgo pediatra che per primo gli diagnosticò la malattia di Hirschsprung. Acqua passata, quasi del tutto.

Gennaro Esposito

Gennaro Esposito

Fortuna Rapesta, la mamma di Lorenzo, è nata a Vico Equense e cresciuta con Gennaro Esposito e Vittoria Aiello, quando Torre del Saracino non era ancora nemmeno un progetto. «Quando mio figlio si è ammalato ho ricevuto una telefonata da Gennaro e Vittoria, mi dissero che volevano fare qualcosa di serio per aiutarci», correva l'anno 2010, Festa a Vico era un raduno gaudente per alfieri dell'alta ristorazione. La svolta solidale è arrivata con Lorenzo: da sette anni in qua tutto il ricavato della festa più felice della cucina italiana viene devoluto in beneficenza. Fra i destinatari storici dell'evento c'è l'associazione Sos Santobono di Napoli, fondata dal chirurgo pediatra Antonino Tramontano, il primo ad operare Lorenzo. Di bambini al Santobono ne passano 100mila all'anno. L'ospedale conta 430 posti letto e due reparti nuovi di zecca costruiti in otto anni: grazie ai 418.916 euro raccolti da Festa a Vico, una parte della somma a molti zeri destinata alle onlus.

Il chirurgo pediatra Antonino Tramontano

Il chirurgo pediatra Antonino Tramontano

Gennarino, Vittoria e l'ospedale. Questo Antonino Tramontano è un omone lungo un metro e ottantaquattro centimetri, 66 anni, 41 dei quali trascorsi nel Santobono, l'ospedaletto del Vomero che ha saputo conquistarsi la fama di presidio all'avanguardia in chirurgia pediatrica non solo per il Centro-Sud. «Fondammo l'associazione nel 2003, non avevamo gli strumenti per affrontare tutte le emergenze e capimmo che un ospedale pubblico, da solo, non ce la può fare». Lorenzo è il trait d'union fra il mondo dell'alta ristorazione e la onlus partenopea: «Gennaro Esposito, Vittoria Aiello e Festa a Vico hanno gettato sulla nostra associazione un faro di visibilità straordinario, innescando un circolo virtuoso a catena che non finisce più».

I fondi raccolti da Festa a Vico

I fondi raccolti da Festa a Vico

Otto edizioni di Festa a Vico, 418.916 euro al Santobono. «Se il Santobono chiede un albero di Natale, adesso ne arrivano dieci d'un botto: basta un post sui social - spiega Emanuela Capuano, fund rising per l'associazione Santobono - Nel 2010 da Festa a Vico sono arrivati 30mila euro, abbiamo realizzato una Syncope unit per il reparto di Cardiologia, che consente di individuare le sincopi e prevenire le morti bianche dei bimbi», il primo apparecchio del genere a varcare la soglia di un ospedale italiano. Dal 2011 al 2015 con i fondi in arrivo da Festa a Vico il Santobono ha realizzato la cosiddetta Piastra Neonatale: l'ospedale si è dotato di una Terapia intensiva con 12 postazioni per gli interventi d'urgenza e 23 per la patologia neonatale. Nel 2016 viene acquistata una colonna endoscopica: per estrarre corpi estranei di quelli che i bambini ingoiano per accidente. Ma anche i tumori.

Il reparto di terapia intensiva neonatale costruito con i fondi di Festa a Vico

Il reparto di terapia intensiva neonatale costruito con i fondi di Festa a Vico

Stelle, cene e colori ad acqua. Mentre i venti chef apparecchiano la Cena delle Stelle al Bikini per la notte più glamour della costiera, la Sos Santobono assolda la sceneggiatrice Barbara Simonetti che ridipinge con colori ad acqua le mura del reparto dove compaiono personaggi e storie concepite per accompagnare le degenze dei bambini, possibilmente fino alla guarigione. Quando l'armata di chef prende posto fra i negozi di Vico Equense mettendo in scena la Repubblica del cibo, nell'ospedale del Vomero vengono acquistati i “comodoni”: armadietti di giorno, letti apribili di notte, destinati alla mamme finalmente emancipate dalla costrizione di accudire i figli malati sopportando lunghe veglie notturne su sedie e sdraio di fortuna. «Con i 74.811 euro arrivati da Vico nel 2015 abbiamo realizzato il progetto Uta – spiega Tramontano – Lo abbiamo chiamato il respiro della vita, una unità di trattamento dell'aria ad alta tecnologia per gli ambienti della Piastra neonatale: l'aria in circolo viene depurata e rimessa nell'ambiente al netto di impurità e batteri». Obiettivo dell'edizione numero 15 di Festa a Vico, acquistare un microscopio operatore: «Serve per ricostruire il palato dei bambini affetti da malformazioni congenite di labbro e palato, ci consente di rimettere i muscoli a posto con precisione millimetrica e aiutare i bimbi a crescere senza dannosi difetti di pronuncia», spiega Marcello Zamparelli, chirurgo pediatra plastico.

Vittoria Aiello con Antonino Tramontano

Vittoria Aiello con Antonino Tramontano

Gino Sorbillo, Franco Pepe, Salvatore Salvo e Francesco Salvo posano, sotto le insegne di One Pizza, per il calendario che è stato realizzato per costruire il reparto Rianimazione del Santobono 

Gino Sorbillo, Franco Pepe, Salvatore Salvo e Francesco Salvo posano, sotto le insegne di One Pizza, per il calendario che è stato realizzato per costruire il reparto Rianimazione del Santobono 

San Gennarino e il circolo degli amici del Santobono. Nel frattempo Sky, il canale dei master chef, ha regalato al Santobono otto canali per bambini, Niko Romito ha organizzato una cena al Reale, il San Pietro di Positano fa altrettanto a scadenze fisse ora con Alfonso Iaccarino ora con Valeria Piccini, l'Accademia dei maestri pasticcieri idem. I pizzaioli di Napoli invece, riuniti sotto le insegne di One Pizza ci hanno messo la faccia su un calendario, obiettivo costruire il reparto Rianimazione del Santobono (leggi Pizzaioli dal cuore d'oro, di Paolo Marchi). Il miracolo vero insomma, quello che solo san Gennarino Esposito, è che la solidarietà è diventata prassi tutto l'anno, anche quando i riflettori della Festa sono spenti. Antonino Tramontano, tuttavia, confessa: è lui il grande assente di tutte le cene. «Lo dico con rammarico, non posso fare tardi la sera perché al mattino devo alzarmi presto per lavorare. Ma una cosa in comune con i cuochi noi chirurghi ce l'abbiamo...». Cosa? Semplice: «Siamo artigiani, lavoriamo con le mani». Artigiani. Mica artisti.

Postille. Il dirigente medico l'anno prossimo andrà in pensione e il sogno di creare un ospedale a misura di bambino è realizzato solo in parte. Dunque, sotto a chi toque.