Quel che resta dei 50Best: cronaca del giorno dopo

Protagonista Bottura con Enrico, Massimiliano e Niko. Ma pure le loro splendide donne, che siano mogli o sorelle. E poi...

20-06-2018
Bacio sul palco tra Massimo Bottura e la moglie L

Bacio sul palco tra Massimo Bottura e la moglie Lara Gilmore (tutte le foto sono di The World's 50 Best Restaurants 2018)

Bilbao: finalmente splende il sole sul Guggenheim Museum, dopo due giorni di grigio e pioggia.

È fatta. Massimo è tornato primo. L'Italia è tornata prima. Ci siamo ripresi un mondiale negato. Un altro mondiale. Bravo Massimo.

Niko Romito e la sorella Cristiana

Niko Romito e la sorella Cristiana

Vincenzo Donatiello, Enrico e Silvia Crippa

Vincenzo Donatiello, Enrico e Silvia Crippa

Ma bravo Enrico, che tiene la barra e cavalca le onde col suo secondo posto tra gli Italiani. E bravo Massimiliano, che la vela la spiega e avanza ancora. E Niko, sempre Niko, fortissimamente Niko, che insieme alla sorella Cristiana continua invece la marcia verso la vetta. D'altronde, lui ai monti è abituato, altro che mare!

Massimiliano Alajmo

Massimiliano Alajmo

Ma la classifica la lascio ad altri, oggi, nel giorno dopo. I ricordi sono altri. Le frasi in testa diverse.

Coppie stellate

Coppie stellate

Innanzitutto un ricordo forte sono le donne degli chef italiani. Si parla sempre del cuoco, ed è ovvio e giusto, ma mai come ieri sera le donne sono state presenti. Lara, la signora Bottura, cui Massimo passa immediatamente il microfono prima di parlare. Ed è lei che apre i ringraziamenti con un discorso diretto e ispirato. Sembra quasi lui. Dio li fa e poi li accoppia. Enfasi, calore e orgoglio. Un vestito bellissimo e coloratissimo fatto di tanti carré, foulard di seta. Massimo è quasi rintronato dalla notizia della vincita, ma poi si riprende e rilancia i suoi storici discorsi visionari.

E dietro, a fianco, insieme a Niko sempre Cristiana, in abito corto, nero, bellissimo.

Due anime diverse, Lara e Cristiana. Grande espansività e presenza esplosiva la prima, grande attenzione e supervisione misuratissima la seconda. Due stili. Americo-emiliana la prima, montano-abruzzese la seconda. Due diverse Italie.

E poi le signore Crippa e Alajmo, anche loro super presenti nei momenti importanti. E con Crippa abbiamo festeggiato, prima e dopo la cerimonia, e girato la città vecchia di Bilbao in cerca di pintxos e cañas (birre, per intenderci) anche con Vincenzo Donatiello, fido scudiero della sala di Piazza Duomo.

Ecco cosa resta dei 50Best. Una serata molto bella. Gli italiani molto contenti. Si poteva far di più in alcuni casi?  Forse... Ma intanto ci siamo e abbiamo spazio per migliorare, dietro al re Massimo. Un pensiero comune, di tutti, è che siamo ancora pochi in quella lista. Pochi ma buoni, diranno i nostri piccoli lettori.

Massimo Bottura, Joan Roca, Mauro Colagreco

Massimo Bottura, Joan Roca, Mauro Colagreco

Josean Alija

Josean Alija

Il gruppo del Mirazur. Con Mauro Colagreco anche gli italiani Antonio Buono (napoletano. Terzo da destra) e Davide Garavaglia (milanese. Primo a sinistra), rispettivamente il co-chef e il saucier

Il gruppo del Mirazur. Con Mauro Colagreco anche gli italiani Antonio Buono (napoletano. Terzo da destra) e Davide Garavaglia (milanese. Primo a sinistra), rispettivamente il co-chef e il saucier

L'omaggio a Gualtiero Marchesi

L'omaggio a Gualtiero Marchesi

Victor Arguinzoniz di Asador Etxebarri

Victor Arguinzoniz di Asador Etxebarri

Resta il ricordo di una città piovosa ma bellissima. Di cuochi che non si sfidano ma si abbracciano. Del grandissimo Arzak seduto vicino a Victor di Etxebarri. Di Mauro Colagreco che ha fatto arrivare tutta la brigata forse sperando scalate ancor più alte. Resta, come sempre, un ricordo della splendida accoglienza dei baschi, Josean Alija del Nerua al Guggenheim in testa.

Camilla e Matteo Lunelli, di Cantine Ferrari

Camilla e Matteo Lunelli, di Cantine Ferrari

Il nostro Fulvio Marcello Zendrini con Yoji Tokuyoshi

Il nostro Fulvio Marcello Zendrini con Yoji Tokuyoshi

Resta una classifica, per quel che vale. Ma non preoccupatevi. L'anno prossimo se ne fa un'altra: hasta pronto!


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