Ciciarà, nuova antica trattoria

In centro a Milano, due giovani cuochi rileggono le tradizioni di un tempo confezionando ricette felici, dai sapori decisi

05-11-2020
Le vetrine su strada di Ciciarà in piazza Sant

Le vetrine su strada di Ciciarà in piazza Santo Stefano 8, a Milano (foto facebook)

Mangiare in centro a Milano non è mai facile, ma se ti spingi nei pressi dell’Università Statale da qualche mese è di nuovo possibile farlo grazie al team di Ciciarà. Come racconta il nome stesso, è un luogo animato, vivo, in cui chiacchierare a lungo in compagnia accompagnati dai piaceri di una buona tavola. Fratello minore dell’ormai noto Colibrì – stessa proprietà e uno staff che in parte si divide tra i due locali – Ciciarà fa parte di quella categoria di trattorie che nascono oggi sotto l’egida della “nuova cucina antica” ovvero le tradizioni di un tempo, e gli ingredienti poveri delle cucine del passato, che tornano in tavola rilette ogni volta con uno stile diverso.

I proprietari sono Giovanni e Maria Moratti e gli attori protagonisti sono gli chef Michele Mette e Aronne Giorgietti, il primo scuola Alma a Colorno e Trattoria del Nuovo Macello a Milano, il secondo Niko Romito Formazione in Abruzzo e a lungo poi sous chef di Spazio Milano. Sono impegnati a costruire una filosofia di cucina improntata al pieno gusto nel rispetto della sostenibilità. Una buona scelta di piatti, ideali da scambiarsi per provarli tutti, e un’attenzione speciale verso la carne. Scelta da piccoli allevamenti di alta qualità, strettamente controllati, la carne viene spesso e volentieri presentata nei suoi tagli meno noti, mentre le parti più pregiate e conosciute – un filetto ad esempio – costituiscono una rarità in menu.

Ed ecco quindi che i piatti prevedono spesso sapori decisi, ricette lunghe e laboriose, una cucina indubbiamente più divertente nella stagione autunnale e invernale quando si può giocare con verdure dalle texture cremose, grandi fondi, cotture lente, il vino, il tartufo, la polenta. Lo stesso discorso vale anche per il pescato, di piccola taglia e più volentieri d’acqua dolce. L’atmosfera è fortunatamente informale e dinamica: in pausa pranzo resta un sottofondo di frenesia milanese ma dipende da voi, da quanto tempo decidente di ritagliarvi seduto ad uno dei tavoloni in sharing. L’ambiente è retrò al piano strada mentre quando si scende al meno uno appare più marcato un gusto per il vintage americano anni Sessanta con le luci da tavolo da biliardo, una scritta al neon rosa di Adriano Celentano, un flipper.

Un’estetica semplice e di gusto, non finta, che rende l’ambiente accogliente e a suo modo molto milanese. I piatti forti sono indiscutibilmente primi e secondi: la pasta fatta in casa che spazia tra le regioni  - plin piemontesi o tortelli di zucca – senza contare il Tagliolino cremoso al ragù di coniglio. Tra i secondi: brasati, arrosti, stracotti che vedono protagonisti agnello, cinghiale, maiale, quaglia, lumache. Per iniziare o per concludere con mancano formaggi e salumi – accuratamente scelti – verdure in carpione o un Carpaccio all’albese. Noi ci siamo goduti un’ottima pasta mestafrancesca con ceci e bottarga che mi ha fatto ricordare la cucina di mia nonna: pasta corta cremosa, legumi e un cucchiaio per mangiarla. Sembra banale ma non lo è. Non abbiamo resistito allo stinco di pecora con polenta: cucinato come un brasato, con una carne extra morbida e grande cremosità. La conclusione è stata anch’essa all’insegna della semplicità, un senza fronzoli che appaga: torta di nocciole classica affogata in zabaione caldo appena montato.

Spaghettoni con alici e fiori di zucca (foto Passione Gourmet)

Spaghettoni con alici e fiori di zucca (foto Passione Gourmet)

Lumache all'ossolana con polenta (foto Ciciara.it)

Lumache all'ossolana con polenta (foto Ciciara.it)

Torta di nocciole e zabaione (foto Passione Gourmet)

Torta di nocciole e zabaione (foto Passione Gourmet)

I cuochi Michele Mette e Aronne Giorgietti in visita alla Fattoria Guglielminetti, sul Lago d'Orta, per selezionare la carne

I cuochi Michele Mette e Aronne Giorgietti in visita alla Fattoria Guglielminetti, sul Lago d'Orta, per selezionare la carne

Se dovessimo associare un colore a Ciciarà sarebbe un giallo cremisi, perché la sua cucina scalda e conforta, grazie a sapori pieni e a piatti che frugano nei nostri ricordi. Qualità e genuinità di una tradizione rivisitata senza guizzi, senza improvvisazione e capace di risvegliare un profondo desiderio di bontà.

Ciciarà
piazza Santo Stefano, 8
Milano
+390284178681
Prezzi medi: antipasti 12, primi 15, secondi 16, dessert 7 euro
Chiuso l'intera domenica e lunedì sera


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose