Quattro archistar per S.Pellegrino

Grandi progetti in gara per rinnovare la "casa" del gruppo in val Brembana. Che diventerà...

17-09-2016
Un composit coi quattro progetti, presentati da al

Un composit coi quattro progetti, presentati da altrettanti grandi studi di architettura internazionali per il nuovo stabilimento di S.Pellegrino, nell'omonimo Comune della Val Brembana. Solo uno di essi diventerà la "casa" dell'acqua più famosa del mondo

Galleria fotografica

Il progetto di Michele De Lucchi, l'unico italiano in gara: si basa sulla coerenza di design e materiali con il luogo e la storia. «Dobbiamo essere contemporanei, siamo uomini di oggi»
Il progetto dell’olandese MVRDV: la stella come elemento iconico
Il progetto della danese BIG (Bjarke Ingels Group): recupera l'arco come elemento chiave d'interazione tra la fabbrica, il paese e il paesaggio
Il progetto della norvegese Snøhetta: richiama tre elementi, la nuvola che diventa tetto, la verticalità della pioggia che diventa parete e il terreno come base

Fosse una favola, sarebbe comunque a lieto fine: il borgo di San Pellegrino deve la sua fama alla sua celebre sorgente, raccontata anche da Leonardo da Vinci e che a partire da fine Ottocento consentì al paesello della val Brembana di diventare un elegante centro termale, meta di un turismo raffinato e internazionale. Fu la stessa società d’imbottigliamento delle acque a farvi sorgere palazzi in splendido stile liberty: le terme, appunto, ma anche un casinò e il grand hotel… Che meraviglia! Poi però tali strutture caddero poco a poco in disuso, mentre le bottiglie diventavano sempre più patrimonio delle tavole di tutto il mondo.

E’ bello, quindi, che proprio in questi anni in cui il paese è sulla via del rilancio (il centro termale ha ripreso la propria attività il 19 dicembre 2014 scorso, utilizzando i vecchi, magnifici edifici dell'ex hotel Terme-Milano: ora fa 130mila visitatori l'anno. E il casinò è stato completamente restaurato e ampliato ed è ora utilizzato per meeting, congressi e matrimoni) anche lo stabilimento della Sanpellegrino Spa sia sul punto di mutare volto, diventando un ulteriore fiore all’occhiello.

Un'immagine storica dell'imbottigliamento a San Pellegrino

Un'immagine storica dell'imbottigliamento a San Pellegrino

E se il simbolo della società è una stella rossa (erano così contrassegnati i prodotti italiani di qualità che tra Ottocento e Novecento suscitavano ovunque ammirazione); e se la sua acqua è beniamina delle stelle della cucina, come testimonia la partnership con Identità Golose… ecco, non potevano che essere le maggiori archistar mondiale a essere coinvolte nell’ambizioso piano, che è stato presentato giovedì: quattro tra i più illustri studi di architettura del mondo hanno svelato i loro innovativi e futuristici progetti per ridisegnare la fabbrica dove viene imbottigliata la storica acqua S.Pellegrino.

Il danese BIG (Bjarke Ingels Group), l’olandese MVRDV, il norvegese Snøhetta e l’italiano Michele De Lucchi hanno raccontato le loro visioni a una autorevole giuria coordinata dal professor Luca Molinari e composta, tra gli altri, anche da Stefano Agostini, presidente e ad del Gruppo Sanpellegrino, da Giulio Cappellini, designer, architetto e fondatore di Cappellini, e da Laudomia Pucci, ceo di Emilio Pucci, griffe della moda.

I quattro studi sono infatti coinvolti nella gara di architettura su scala internazionale voluta da Sanpellegrino con lo scopo di rinnovare la propria casa a San Pellegrino Terme attraverso un design innovativo e tecnologicamente avanzato. La nuova struttura ha lo scopo di armonizzare la natura estetica dello stabilimento con il territorio circostante, prestando particolare attenzione all'immagine e ai valori del marchio S.Pellegrino che, sin dalla sua nascita nel 1899, ha sviluppato il suo impegno per l'innovazione e il progresso tecnologico.

E’ bello che la società, oggi multinazionale, voglia ora regalare un nuovo fascino la propria “casa” (l'attuale struttura è del 1960 e sconta il passare del tempo nonché logiche superate), in uno sforzo che è anche una testimonianza dello stretto legame tra S.Pellegrino e il suo terroir, il luogo dove tutto è cominciato, e serve a riportare San Pellegrino Terme agli anni d’oro della Belle Époque, quando la città era un luogo esclusivo d’incontro per l'aristocrazia europea.

I quattro studi hanno sviluppato i loro progetti cercando di coniugare le nuove tendenze dell’architettura con i valori del marchio e il contesto naturale in cui il sito produttivo è collocato. «I progetti presentati ci hanno davvero stupito – ha affermato Agostini - Tutti e quattro gli studi di architettura hanno interpretato la storia e i valori del nostro marchio talmente bene che sarà estremamente difficile determinare un vincitore. D'altra parte è per questo che abbiamo invitato a prendere parte a questa gara studi di statura internazionale; vogliamo assicurarci che la nuova casa di S.Pellegrino, destinata a diventare il fiore all’occhiello del nostro Gruppo, possa stupire i visitatori che verranno a trovarci da ogni parte del mondo».

Clément Vachon, direttore Comunicazione e International Relations per Sanpellegrino: «Siamo nati qui e ci teniamo a ribadirlo. S.Pellegrino significa oggi 1 miliardo di bottiglie vendute ogni anno in tutto il mondo, ma non dimentica il legame con la propria casa. Siamo dal 1899 una storia di successo: dopo 115, interveniamo sulla nostra sede per porla in linea con l'immagine del Gruppo».

Entro la fine di settembre l’azienda annuncerà il vincitore e le tempistiche di realizzazione. Gli aggiornamenti sulle diverse fasi del progetto saranno disponibili sul sito www.sanpellegrino.com e sui canali digital e social di S.Pellegrino.


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose


Galleria fotografica

Il progetto di Michele De Lucchi, l'unico italiano in gara: si basa sulla coerenza di design e materiali con il luogo e la storia. «Dobbiamo essere contemporanei, siamo uomini di oggi»
Il progetto dell’olandese MVRDV: la stella come elemento iconico
Il progetto della danese BIG (Bjarke Ingels Group): recupera l'arco come elemento chiave d'interazione tra la fabbrica, il paese e il paesaggio
Il progetto della norvegese Snøhetta: richiama tre elementi, la nuvola che diventa tetto, la verticalità della pioggia che diventa parete e il terreno come base
Architetto Michele De Lucchi (aMDL) è uno studio di architettura, con sede a Milano, fondato nel 1980 da Michele De Lucchi, autore di importanti oggetti di design industriale, divenuti delle vere e proprie icone e, in seguito, esposti al Moma di New York e all’interno del Vitra Museum. Lo studio, che opera a livello internazionale, si è occupato degli allestimenti museali del Neues Museum di Berlino, di progetti commissionati dal Ministero degli Affari Interni della Georgia, del rinnovo degli uffici della sede centrale di Enel e Alitalia, e della progettazione del Padiglione Zero di EXPO 2015
Il concept di De Lucchi per... risparmiare suolo
Il progetto di De Lucchi
Il progetto di De Lucchi: prevede anche spalti e una fontana con giochi d'acqua
Il progetto di MVRDV, fondato nel 1993 da Winy Maas, Jacob Van Rijs e Nathalie De Vries. Lo studio si propone come fornitore di soluzioni a problemi inerenti l’architettura contemporanea e l’urbanistica. Pluripremiato e riconosciuto a livello internazionale, presenta nel suo archivio importanti opere, tra le quali: la realizzazione del padiglione olandese per EXPO 2000 ad Hannover, il Market Hall a Rotterdam, El Mirador a Madrid, la montagna di libri di Spijkenisse, la sede centrale di DBN e il Bjørvika Barcode Masterplan ad Oslo
Il progetto di MVRDV: ha la stella di S.Pellegrino come elemento iconico
Il progetto di MVRDV
Il progetto di MVRDV