I nuovi ristoranti di Identità Golose: Piemonte

Domodossola, Cuneo, tanta Torino. Le novità della Guida 2018 in una delle regioni più ricche di storia gastronomica

30-11-2017
Paolo Meneguz, cuoco del ristorante Frè, di Monf

Paolo Meneguz, cuoco del ristorante Frè, di Monforte d'Alba (Cuneo), raccontato da Luca Iaccarino nella Guida di Identità Golose 2018

Nei prossimi giorni passeremo in rassegna tutti i ristoranti entrati per la prima volta nella Guida Identità Golose. Oggi presentiamo sette nuovi indirizzi piemontesi

ELENA - via Beltrami 13, Domodossola (Verbania), +39 0324 248534
Cristian Elena, prima il nome e poi il cognome, chef e ristoratore in una Domodossola che cerca di farsi conoscere come meta gastronomica e dove questa famiglia è anche conosciuta per quanto ha saputo fare alla guida del ristorante Biglia, divenuto poi lo Strabiglia. Il giovane Cristian, ristrutturato il posto da cima a fondo, ha ricavato in cantina uno spazio per eventi e degustazioni, nonché un bar-bistrot al piano terra, distinto per ambienti e proposte dal ristorante di cucina d'autore. Percorso in salita per questo appassionato cuoco, pieno di ostacoli perché la città in cui vive e lavora non sembra l'ideale per esprimere nuove forme di cucina e temo manchi la giusta attenzione anche da parte dei turisti, probabilmente più attenti alla natura e alle tipicità tradizionali. Leggi l'intera recensione di Paolo Marchi

FRE' DEL REVA MONFORTE - località San Sebastiano 68, Monforte d'Alba (Cuneo), +39 0173 789269
Il luogo è incantevole, incastonato tra le colline di Monforte, circondato da boschi e filari. La struttura è una vecchia tenuta di campagna, completamente restaurata e che accoglie una cantina (Réva) e un resort di lusso garbato. E lì, negli spazi in cui c'era un fabbro (il frè, in dialetto), adesso c'è il Frè, ai cui fuochi Paolo Meneguz – giovane cuoco dal curriculum di livello (molti anni nelle cucine di Ciccio SultanoNadia Santini Valeria Piccini) - batte sul ferro delle padelle e forgia una cucina di nuova tradizione piemontese. Sono tradizionali gli ingredienti e gli elementi (cipolla, aglio, tajarin e plin, nocciola,  e fassone), sono tradizionali le sensazioni di accogliente, solida e rassicurante cucina di langa, ed è invece assai poco tradizionale tutto il resto. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino 

21.9 ALLA TENUTA CARRETTA - località Carretta 4, Piobesi D'Alba (Cuneo), +39 0173 619261
Dalla splendida vista sulla costa ligure di Albissola al Roero selvaggio di Piobesi D’Alba, Flavio Costa ha portato al suo 21.9 le sue gemelle, nate per l’appunto il 21 settembre. Il luogo scelto dallo chef profuma di storia: Tenuta Carretta, dal 1467 custodisce un incantato vigneto di 35 ettari, la cui bellezza fu oggetto di contesa tra la nobiltà locale prima di finire tra i possedimenti dei Conti Roero e poi della famiglia Miroglio, specializzata nel tessile. Ristorante, enoteca, wine shop e un hotel di charme con 10 suite dedicate a ogni vino della tenura. Flavio Costa possiede una tecnica possente di anni di esperienza, che regala sicurezze all’assaggio dei piatti, ma sufficiente estro per non rendere mai nessun assaggio scontato. Leggi l'intera recensione di Camilla Rocca

L'ingresso di Carignano, Torino

L'ingresso di Carignano, Torino

BERBERE' TORINO - via Sestriere 34, Torino, + 39 011 0267530 
Il segreto firmato Berberè? "Una pizza di qualità, stagionale, facile da digerire", spiegano loro. "Frutto di continue ricerche su farine, fermentazione, metodi di cottura". Risultato, un prodotto leggero al palato e anche nello stomaco, grazie alla maturazione naturale (24 ore minimo), ma anche all'innovativo processo di fermentazione, totalmente privo di lievito. Aggiungete farine bio macinate a pietra, impasti a scelta con farro, enkir o kamut, materie prime di eccellenza in arrivo da presìdi Slow Food tipo pomodoro Fiaschetto di Torre Guaceto, acciughe di Cetara, capperi di Salina e... la ruota è fatta. Leggi l'intera recensione di Paolo Scarpellini

CARIGNANO - via Carlo Alberto 35, Torino, +39 011 5170171
A inizio 2017 una bella novità a Torino nella ristorazione alberghiera: lo storico ristorante dell’albergo Sitea scommette ulteriormente, si ripensa e si affida a Fabrizio Tesse, già stellato alla Locanda di Orta. Il locale si fa più piccolo, più moderno, più gourmet e, si affaccia autonomamente sull’elegante via Carlo Alberto, senza più bisogno di traversare la hall. Gli arredi abbandonano le boiserie per farsi candidi, i coperti pochi e ben curati. L’obiettivo è chiaro: diventare una sosta gastronomica non solo per i clienti della struttura ma per la città tutta. E grazie all’impostazione di Tesse, al lavoro del resident Marco Miglioli – di ritorno in Italia dopo anni all’estero – si può considerare raggiunto. Cucina di impostazione classica, elegante, con un occhio al Piemonte, uno alla Francia. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino

Uno dei piatti di Gaudenzio, a Torino

Uno dei piatti di Gaudenzio, a Torino

GAUDENZIO - via Gaudenzio Ferrari 2h, Torino, +39 011 8600242
Eccolo qua, il locale torinese contemporaneo, smart, cosmopolita. Una delle migliori novità degli ultimi tempi (il varo a dicembre 2015). Sopra la testa, la guglia della Mole; attorno mattoni imbiancati, legni chiari, niente tovaglie ma dettagli minimi e giusti. A far partire la cucina fu, all’apertura, Ivan Milani – poi al grattacielo Intesa San Paolo, poi non più – ma adesso marciano con sicurezza Alessio Zuccaro, ultimo d’una famiglia di cuochi, e Michela Cuccovillo, già allieva di Luigi Taglienti. I due sanno come condurre un bistrot moderno, mettendo assieme suggestioni parigine e orientali, wasabi e porcini, pompelmo e pak choy. Come loro, sa ballare Stefano Petrillo, in sala (coadiuvato da David Giovio), che ha la passione per i vini e la esprime soprattutto se lasciate a lui la scelta dei migliori abbinamenti. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino

SETTESI' - via Andrea Provana 3b, Torino, +39 334 3330101
Alessandro Giai Miniet Laura d'Aprile trasmettono pace et serenità: lui chino sui fornelli, là, dietro al pass, lei in sala sorridente e accogliente. Sono giovani ma sanno cosa vuol dire lavorare: lui è cresciuto alla corte di Davide Scabin e insieme a Laura, per anni, hanno avuto il bel Ristorante della Sacra sul picco della Sacra di San Michele, all'imbocco della val di Susa. Portare i clienti in coppa al monte non era facile, così hanno fatto come Maometto: hanno trovato questi bei locali che già erano occupati dallo stellato Vo, li hanno ristrutturati con un gusto design e minimal - tutto tinte oliva, tratti moderni, neon parallelepipedi, mattoni, ottoni, legni - e vi hanno portato una cucina nitida come gli arredi. Pochi piatti con pochi ingredienti, accostati con rigore e un tocco di estro, qualche piccolo omaggio al Maestro (il vitello tonnato è dichiaratamente scabiniano). Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino


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