Andrea Botti, BellaVita a Shanghai

Percorsi e presente del cuoco ferrarese che in poco tempo ha conquistato i favori di cinesi e italiani nel quartiere della Concessione Francese

12-01-2022
Andrea Botti, ferrarese di Comacchio, classe 1985

Andrea Botti, ferrarese di Comacchio, classe 1985, da aprile 2021 al timone di BellaVita a Shanghai, Cina

Dalla pasta al foran della nonna – ovvero la lasagna al forno come si chiama nella provincia di Ferrara -, alla pasta al foran servita al Cheval Blanc a Bernard Arnault, uno dei tre uomini più ricchi al mondo. Cosi si potrebbe compendiare la storia di Andrea Botti, chef di Migliaro (Comacchio) nato il 17 novembre del 1985, cresciuto in un ambiente di galline che scorrazzano in cortile e salumi “del maiale fatto in casa” e approdato prima al Cheval Blanc, uno dei ressort più di lusso al mondo alle Maldive, e poi al BellaVita Bistro, uno dei locali più in voga di Shanghai, Cina.

La passione per la cucina nasce subito, giovanissimo, e appunto dalla nonna, “perché i genitori lavoravano”: “i caplit in brodo (tortellini, ndr), la zuppa inglese (dolce tipico del ferrarese, ndr), la pasta al forno (le lasagne appunto come lì vengono chiamate), la ciambella ferrarese cotta sul fuoco sul parol a legna”. Da queste origini rurali e solide Andrea Botti decide che vuole fare questo mestiere, e in maniera tosta: il diploma alla scuola alberghiera a Ferrara, poi subito le stagioni, i 3 corsi di sommelier Ais e a 20 anni comincia a frequentare le cucine del mondo e stellate. Prima Miami, poi il Borgo Brufa di Torgiano (hotel 5 stelle in Umbria), poi la popolare Oca Giuliva di Ferrara (“ma l’infausto terremoto della Bassa del 2012 mi ha fatto scappare”). Segue per due anni il ristorante Ruffino di Oslo, miglior italiano di Norvegia; approda per un anno all'Antica Corona Reale a Cervere di Bra, con Giampiero Vivalda “dove preparavo rane, lumache, trippa, cardi e gobbi per gli Agnelli, Montezemolo e i calciatori della Juventus... cento posti a sedere, tutti i giorni pieno, si lavorava come delle macchine da guerra”.

Poi, dopo una esperienza di uno stellato in Lussemburgo, arriva Agli Amici di Emanuele Scarello, a Udine. E ancora al Daniel a Milano con Daniel Canzian. Poi di nuovo nei paradisi di Mauritius al Resort One & Only e dopo una chiamata di Sebastian Lefort al Cheval Blanc alle Maldive, di proprietà del gruppo LVMH. Lì come executive chef prepara la Cacio e pepe a Roger Federer (“ne andava matto, voleva sempre e solo quella”), la pasta al pesto a Pep Guardiola, e al patron Arnault appunto le lasagne sulla ricetta della nonna. E in questi tre anni tra il jet set maldiviano, tra un Al Maktoumprimo ministro di Dubai e un Al Mansour, patron arabo del Manchester City, che “voleva vedere il tavolo imbandito di tartufo bianco senza mangiarlo” Andrea, come in un romanzo di Emilio Salgari, conosce la futura moglie, Gisselle, cinese-malesiana del Borneo (di Labuan, la città in cui Sandokan approda ferito e si innamora).

Arriviamo ai giorni nostri. Il covid shakera le carte ancora, Il Cheval Blanc viene temporaneamente chiuso nell’annus horribilis del 2021 tra divieti di viaggio e impreviste mareggiate, e Andrea viene chiamato in Cina da Samuele Rossi, rovigoto patron del brand BellaVita, un gruppo di 8 tra ristoranti e gelaterie che solo in Cina genera circa 8 milioni di euro di fatturato e per il 2022 punta a sfondare quota 10 milioni. Numeri importanti. Era infatti l’aprile del 2021 e Rossi stava aprendo il suo primo ristorante nel posh district della Concessione Francese nel centro di Shanghai (su Tianping road, nome che, per uno scherzo della storia, richiama la città nel Guangxi da cui nel 1850 partì la rivolta dei TaiPing). Botti è l’uomo giusto al momento giusto. La location è una deliziosa villetta con tetto a graticcio stile mittel-europeo, terrazzo per cene en plain-air all-seasons, intavolato in porcellana e i dipinti a muro fatti arrivare da Firenze.  

Da allora il ristorante è il luogo di ritrovo di tanti italiani a Shanghai. Nel piatto il compendio di tante esperienze di chef curioso, dalle portate nobili di aragosta e tartufo d’Alba alla contadina trippa alla toscana; dalle paste fatte in casa, anche di grano duro, fino ai cappelletti in brodo; dalla torta Tenerina ferrarese alle composte di fichi e yogurt.  

Come se non bastasse, come ci conferma Samuele Rossi, “accanto ai bei risultati di questi anni per il 2022 il gruppo BellaVita ha gia in piano l’apertura di una location di pizza d’autore con lievito madre e ingredienti sfiziosi intorno a marzo, e altri due ristoranti BellaVita a Chongqing e a Chengdu verso fine anno”. La location della prima sarà in centro a Shanghai, poco a nord della centrale Nanjing road.

Al momento il gruppo BellaVita vanta 4 ristoranti tra Pechino, Shanghai e Canton, di cui il Bistro di Andrea Botti è la punta di diamante, e 4 caffetterie gelaterie (brand “Buonissimo”), tra Shanghai, Canton, Wuhan e Chengdu. 

BellaVita
318 Tianping Road, Hengshan Road, Xuhui District
Shanghai, Cina
+8602164470008
Prezzi medi: 550 rmb (75 euro circa)
Aperto 7 su 7, a pranzo a cena


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Approfondimenti golosi dalla Cina e dall'Estremo Oriente a cura del nostro inviato Claudio Grillenzoni