Barone Pizzini e l’Erbamat: vitigno rivoluzionario per il futuro delle bollicine di Franciacorta

Quest'uva è presente in zona già dal 1564. Oggi, con il cambiamento climatico, diventa fondamentale per apportare acidità e finezza al vino. Ne parliamo con Silvano Brescianini

31-07-2021
Silvano Brescianini, vice presidente esecutivo del

Silvano Brescianini, vice presidente esecutivo della cantina Barone Pizzini

Sono trascorsi più di vent’anni da quando Barone Pizzini, pioniere in Franciacorta della viticoltura biologica certificata, ha fatto da apripista alla green attitude dell’intera denominazione. Silvano Brescianini, vice presidente esecutivo della cantina di Provaglio d’Iseo, uomo di grandi visioni, ha deciso di sfidare il pianeta bollicine con l’Erbamat, uva autoctona presente in zona già dal 1564. Il nuovo disciplinare di produzione della Docg franciacortina, dalla vendemmia 2017, prevede di poter utilizzare fino ad un 10% di Erbamat nel blend che, solitamente, lascia il protagonismo assoluto a Pinot Nero e Chardonnay.

Animante Extra Brut 2018 è il primo Franciacorta Docg con Erbamat

Animante Extra Brut 2018 è il primo Franciacorta Docg con Erbamat

Intorno alla tavola di Carlo Cracco, a Milano, Brescianini ha confermato: «Le conseguenze del cambiamento climatico non possono essere ignorate. Con l’ innalzamento delle temperature estive siamo costretti a gestire vendemmie anticipate. Questo non giova ai livelli di acidità delle uve, essenziali per la spumantizzazione con metodo classico. Dalle nostre ricerche risulta che le uve di Erbamat venivano impiegate per  l‘apporto di acidità e finezza al vino. Nel 2008 con l’ agronomo Pierluigi Donna iniziammo a sperimentare l’uso di questo vitigno attraverso micro vinificazioni  avendone piantato un solo ettaro. La prima vendemmia risale al 2012 con una prevalenza di Erbamat, completato da Pinot Nero e Chardonnay. Il risultato ci convince tanto da battezzarlo Tesi 1, zero DOCG perché non poteva essere un Franciacorta. Seguono Tesi 2 e Tesi 3».

L'incontro di presentazione al ristorante dello chef Carlo Cracco a Milano

L'incontro di presentazione al ristorante dello chef Carlo Cracco a Milano

Oggi occorre soffermarsi su un dato: l’intera superficie vitata di Erbamat in Franciacorta vanta circa 15 ettari, e, Barone Pizzini ne possiede quasi 2. Una sfida raccolta da Brescianini che chiosa: «Grazie alle nostre 3 Tesi sono emerse le caratteristiche di queste uve dalla spiccata acidità, sapide, con un basso contenuto zuccherino e povere di polifenoli. La maturazione tardiva permette di ottenere un vino fresco. Il nostro spumante Animante Extra Brut 2018 è il primo Franciacorta Docg con Erbamat. Solo il 3% di questo vitigno con 3% Pinot Bianco, 17% Pinot Nero e il 77% Chardonnay. 70 mesi sui lieviti attestano che i lunghi affinamenti giovano all’equilibrio del vino. Bollicina erbacea dalla verticalità immediata dal sorso equilibrato. Le creazioni gastronomiche di Cracco esaltano i vini a base Erbamat e ci sorprende l’assaggio in purezza della base 2020 dove le note di salvia e agrumate esprimono l’unicità di questo vitigno. La sfida vera sarà attendere qualche anno per capirne l’ evoluzione in bottiglia e, magari, cercare di arricchire le cuvée franciacortine con Erbamat.

Tesi 1 di Barone Pizzini

Tesi 1 di Barone Pizzini

«L’Erbamat è un vitigno ancora da scoprire e proprio con l’ Università di Milano stiamo lavorando alla sezione clonale – afferma Brescianini-  Certo per noi aver incluso Erbamat nell’ Animante permette di guardare al futuro senza scordare il passato».