Le sfide di Lucia Barzanò di Mosnel

Nonostante la pandemia, la storica azienda franciacortina ha lanciato Riedizione 2020, una cuvée figlia di 19 anni sui lieviti

06-04-2021
Lucia Barzanò, titolare dell'azienda storica

Lucia Barzanò, titolare dell'azienda storica Mosnel di Camignone (Brescia)

Mosnel è una storica cantina franciacortina fondata nel 1836. Oggi è guidata dai fratelli Giulio e Lucia Barzanò. Custodiscono millesimi straordinari di bollicine senza tempo. Produttori di vino da ben 5 generazioni, alla fine del 2020 hanno deciso di lanciare il Millesimato Mosnel 2000 Riedizione 2020, una tiratura limitata di 440 pezzi, in formato solo magnum. Una cuvée rimasta ben 19 anni sui lieviti, un tesoro affinato nelle monumentali cantine cinquecentesche. Una sfida contro il tempo, nata nel 1982, che ha dato vita a una bollicina emozionante, con assemblaggio 60% Chardonnay, 30% Pinot Nero e 10% Pinot Bianco.

Riedizione 2020 è solo l’inizio di un progetto che ci racconta Lucia: «Per noi il tempo ha un valore imprescindibile. Il 15% dei nostri vigneti sono di Pinot Bianco, una rarità per la Franciacorta. Quest’elemento ci ha sempre fatto ragionare sullo stile dei nostri vini e la nostra sfida è quella che riportiamo sotto ogni capsula delle nostre bottiglie – dal 1836 il tempo e l’esperienza ci insegnano a trasformare le uve in emozioni. Ci proviamo ogni giorno».

La pandemia ha condizionato le cose?
Agli inizi dell’emergenza abbiamo cercato di capire quanto questo stop and go potesse far emergere progetti speciali. Questo per noi lo è. A fine 2020 lo abbiamo lanciato e subito messo in vendita sullo shop on line e nel nostro wine club. Ebbene, il prodotto è andato esaurito in poco tempo facendoci capire che magari potevamo lasciarci alle spalle un anno difficile. Purtroppo questo 2021 non ci esonera dalle preoccupazioni. Ma la nostra cantina è sempre stata operativa. La natura è meravigliosa e ci concede delle passeggiate indimenticabili tra i vigneti.

Giulio e Lucia Barzanò

Giulio e Lucia Barzanò

Nei limiti delle ristrettezze, come accogliete gli ospiti in azienda?
In effetti, già la scorsa estate, abbiamo organizzato, solo su prenotazione o invito, dei pic nic in vigna, con un cestino gourmet che offrisse una selezione di salumi e formaggi in abbinamento ideale alle nostre bollicine. Gli spazi verdi del nostro borgo permettono distanziamenti e, la natura consente un po’ quella convivialità di cui tutti abbiamo bisogno. Organizzare gite in bicicletta o a piedi nei vigneti ci ha permesso di ricreare un contatto con i nostri clienti e i tanti visitatori della Franciacorta. Io ho interrotto i miei viaggi di lavoro dedicandomi maggiormente alla mia famiglia, unica nota felice di questa pandemia. I turisti hanno visitato la nostra cantina e abbiamo cercato di organizzare degustazioni, anche per pochissime persone. Crediamo nel dialogo diretto tra produttore e consumatore, uno modo semplice per avvicinarli, sempre più, alla nostra filosofia aziendale. Questo tipo di tasting lo progettiamo tuttora online.

Cosa farà quando ci saremo lasciati alle spalle tutto questo?
Mi manca molto viaggiare e andare dai nostri clienti. Condividere i nostri progetti, e non solo attraverso lo schermo di un computer. Il mio desiderio è andare al mare e scegliere un ristorante sulla spiaggia per gustare un piatto di spaghetti alle vongole, accompagnati dal sonoro dell’acqua. Abbiamo tutti voglia di respirare aria buona e piena di energia, liberando i pensieri dalle preoccupazioni e riprendere a fare ciò che ci piace.


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