Selvatiq, oltre i distillati

Valeria Margherita Mosca di Wooding ha lanciato 3 prodotti (gin, vermouth e bitter) che mettono la natura al centro

19-03-2020
Valeria Margherita Mosca, fondatrice di Wood*Ing L

Valeria Margherita Mosca, fondatrice di Wood*Ing Lab, antesignana italiana del foraging e ideatrice con Charles Lanthier degli spirit Selvatiq

La storia delle distillazione e della liquoristica affonda le sue radici, non certo in senso metaforico, nella botanica, nella medicina, nell’alchimia. Pratiche e branche di scienza alle quali il consumatore, distratto o meno attento, non accosta sicuramente i prodotti che si ritrova a degustare, puri o miscelati a valle di un’energica shakerata. Gin, vermouth, bitter, amari, distillati di varia origine sono preparati con bacche, fiori, spezie e frutta, le cui origini, soprattutto se guarda al largo consumo e alle alte produzioni, non sono note, certificate o tracciabili.

Tutto al contrario di Selvatiq, il nuovo progetto di Valeria Margherita Mosca - biologa, chef e antesignana italiana del foraging – nato dall’incontro con Charles Lanthier, imprenditore con un consolidato background in ambito spirits.

Selvatiq parte dall’idea di sostenibilità - non un proclama ma un valore fondante – e dalla volontà di produrre spirits realizzati nella natura con l’obiettivo di salvaguardare la biodiversità. Ecco allora, già pronti per mercato, tre prodotti: gin, vermouth e bitter. E’ un altro importante capitolo della storia professionale di Valeria Mosca, fondatrice di Wood*Ing Lab, laboratorio di ricerca e sperimentazione specializzato nell’indagine e nell’impiego del cibo selvatico come risorsa alimentare e culturale, sempre alla costante ricerca di nuova applicazioni di quello che per lei è un lavoro e una grandissima, innata, passione.

Nella prima linea di Selvatiq, Beyond Gin, Beyond Vermouth e Beyond Bitter

Nella prima linea di Selvatiq, Beyond Gin, Beyond Vermouth Beyond Bitter

“Da tempo immaginavo di poter lavorare a un progetto come questo che, per certi aspetti, è un punto di arrivo, seppur in costante divenire, delle ricerche svolte nel campo del foraging e delle classificazione delle specie edibili in ambienti naturali. La passione per distillati, liquori e mixologia mi hanno portato a ideare un prodotto che potesse ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente, a utilizzare botaniche invasive. Cioè con un impatto negativo sull’ecosistema naturale, che viene così aiutato tramite la raccolta, dando vita a un nuovo prodotto”.

Un “Foraging Conservativo”, come lo definisce Valeria, che parte dall’osservazione dell’ambiente naturale, dalla conoscenza della materia prima, dalla sperimentazione – e il numero di tentativi per arrivare alla definizione del distillato finale è pure rappresentato in etichetta – per arrivare alla selezione delle botaniche e quindi alla distillazione e infusione che regalano, in questa prima tiratura, sole 5mila bottiglie da mezzo litro per tipo.

“Abbiamo deciso di anteporre il termine Beyond alle tre tipologie di spirits. Volevano sottolineare la volontà di andare oltre, di uscire dai canoni, in una logica wild e nomadic dove la ricerca nomadica delle specie da utilizzare avviene in ambiente naturale, in un microcosmo selvatico e selezionato, in cui ci muoviamo seguendo le condizioni e la necessità del luogo”.

Anche il packaging è stato studiato ad hoc nella logica di esprimere al meglio la sostenibilità del progetto: design essenziale, vetro riciclato e tappo di sughero naturale, per un basso impatto ambientale.

Il primo lotto di prodotto, disponibile in questi giorni per l’acquisto sul sito www.selvatiq.it, è frutto di una raccolta avvenuta nei mesi scorsi in Valtellina, regione alpina molto cara a Valeria Mosca, caratterizzata da una grande varietà di ambienti naturali, setacciati sia nella parte meridionale della Valle sia in zone ad altezze più elevate. Sono stati così realizzati Beyond Gin, con intensi sentori di fiori di tiglio, botanica dominante e presente insieme a ginepro, salvia, trifoglio, olmaria e rosa canina. Nel Beyond Vermouth, su base Nebbiolo come da tradizione in Valtellina e con l’uso di miele di acacia nostrano in luogo dello zucchero, prevalgono i freschi sapori di gemme di pino silvestre e l’abete rosso mentre il Beyond Bitter è caratterizzato dalla forte aromaticità della gramigna, proverbiale infestante di prati e colture, abbinata al mallo di noce e alle foglie di rovo.

La suggestione di poter provare e gustare un prodotto come Selvatiq deriva anche dalla sua esclusività.

“I nostri spirts non saranno mai uguali e standardizzati – prosegue Valeria Mosca – perché ogni produzione sarà figlia di un luogo differente di raccolta. Dopo la Valtellina siamo passati al Mincio in provincia di Mantova, dove il fiume confluisce nel Po. Lì abbiamo già raccolto le nuove botaniche, fra le quali spicca il fiore di Loto, pianta affascinante ma particolarmente invasiva e infestante, che toglie ossigeno alla fauna acquatica e per questo ne compromette l’ecosistema”.

Non sarà questa l’unica novità del progetto Selvatiq. Presto, prima dell’estate, la gamma di prodotti si arricchirà con una bevanda analcolica, un prodotto più cheap rispetto ai distillati, che avrà come materia prima gli scarti della pulizia delle foreste – sempre in ottica conservativa - e sarà rivolto a una fascia di consumatori più vasta, alla ricerca di prodotti naturali, sostenibili e soprattutto buoni. Non resta che attendere e assaggiare.


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