Glenmorangie Spìos, il whisky invecchiato in ex botti di whiskey

Ciò che occorre sapere sulla nuova Private Edition della distilleria scozzese, maturata nei legni arrivati dagli Usa

29-04-2018
Spìos, nona Private Edition di Glenmorangie.

Spìos, nona Private Edition di Glenmorangie. È un whisky scozzese invecchiato e maturato in botti che hanno precedentemente contenuto whiskey (con le "e" in più) di segale, selezionate e importate dagli Stati Uniti

Porta il nome gaelico Spìos, che significa spezia e si pronuncia spee-oss, la nona Private Edition di Glenmorangie, distilleria fondata a Tain - sulla costa meridionale del Dornoch Firth nella parte nord-orientale della Scozia - da William Matheson nel 1843, dal 2004 proprietà del gruppo LVMH e universalmente riconosciuta per la produzione di spiriti morbidi e delicati, con spiccate ed eleganti note floreali e fruttate, e per la consolidata esperienza nella gestione dell’affinamento in botti, tanto da aver brevettato un processo chiamato extra maturazione attraverso il quale il whisky riposa prima in barili che hanno contenuto bourbon e poi viene trasferito in ex botti di vino - Sherry, Madeira, Porto, Sauternes, Margaux - nelle quali trascorre ulteriore tempo e acquisisce nuove sfumature di gusto che lo rendono unico e distintivo.

Glenmorangie, la distilleria fondata a Tain - sulla costa meridionale del Dornoch Firth nella parte nord-orientale della Scozia

Glenmorangie, la distilleria fondata a Tain - sulla costa meridionale del Dornoch Firth nella parte nord-orientale della Scozia

E se l’edizione privata numero otto Bacalta, presentata lo scorso anno, era nata dalla volontà di realizzare un perfetto whisky col retrogusto dei più dolci e pregiati vini di Madeira, Spìos è stato invece concepito dall’estro innovativo di Bill Lumsden, direttore della distillazione e della creazione del whisky Glenmorangie, per rendere omaggio all’eleganza dei rye wiskey americani e richiamarne, valorizzandole, le tipiche note speziate grazie al primo single malt completamente invecchiato e maturato (non si tratta quindi di extra maturazione in questo caso) in botti che hanno precedentemente contenuto whiskey di segale, accuratamente selezionate e importate dagli Stati Uniti.

Tanta innovazione quindi, a volte anche spiazzante e magari poco gradita a qualche purista, ma anche tanta originalità e intelligenza nei whisky creati da Glenmorangie, come ha ben sottolineato Andrea Grignaffini che, affiancato dalla brand manager spirits Moët Hennessy Italia Carola Braggio, ha condotto la degustazione, tenutasi presso The Doping Club del milanese The Yard Hotel. Ha visto Spìos protagonista assieme ad altre due etichette della distilleria di Tain: The Original e Nectar d'Or.

Tre whisky differenti con caratteristiche gusto-olfattive peculiari legate all’utilizzo del legno, alle modalità di invecchiamento e ai suoi tempi, ma comunque legati da un unico filo conduttore: il fondamentale apporto delle acque pure, calcaree e ricche di minerali che approvvigionano l’impianto dopo essere sgorgate dalla vicina fonte di Tarlogie; la forma e dimensione degli alambicchi forgiati a mano da esperti artigiani (i primi ad essere installati, dalla tipica conformazione a collo di cigno, sembra provenissero da una distilleria di gin) che con un’altezza di oltre cinque metri sono i più alti di Scozia e permettendo un prolungato contatto tra rame e vapore ingentiliscono il distillato; il clima mite di quella zona dell’Highland, mai troppo caldo e mai troppo freddo, ideale per i processi di maturazione.

Apertura di degustazione affidata quindi al classico Glenmorangie The Original, invecchiato dieci anni in botti di quercia bianca americana, metà delle quali di primo passaggio e metà di secondo, che hanno precedentemente custodito bourbon e che sono state selezionate sia per tipo di legno che per forma. Un whisky semplice, di colore oro chiaro, non particolarmente complesso o sfaccettato e caratterizzato da gradevoli note di pasticceria e frutta candita, che costituisce un approccio didattico alla filosofia di una distilleria che in centosettantacinque anni ha visto l’alternarsi di soli otto mastri distillatori, custodi e testimoni della sua storia e delle sue tradizioni.

Sicuramente più profondo e complesso già al naso il Glenmorangie Nectar d’Or il quale, appartenendo alle etichette che beneficiano del processo di extra maturazione, dopo la classica permanenza in ex botti di bourbon per dieci anni, sosta per ulteriori due in barriques che hanno precedentemente contenuto vino Sauternes. Ne deriva un whisky goloso e opulento, che rilascia intriganti note di frutta tropicale, spezie dolci e legno nobile per chiudere poi con un finale molto persistente e piacevolmente fumé. Da provare in food pairing, magari con formaggi a muffa nobile o crostacei nappati.

Chiusura doverosamente affidata a Glenmorangie Spìos, completamente invecchiato e maturato in ex botti di whiskey di segale e unico dei tre whisky in degustazione ad esser presentato in un abbinamento che potesse esaltarne le caratteristiche gusto-olfattive improntate su note fragranti e spiccatamente erbacee; gusto di spezie sia dolci che piccanti; finale lungo e quasi balsamico.

La scelta è così ricaduta su un cioccolato prodotto da Bodrato a partire da uno speciale cacao proveniente da una selezione di fave coltivate nel dipartimento di Meta in Colombia, come ha spiegato Fabio Bergaglio, proprietario dell’azienda di Novi Ligure (Al): «Quando ci è stato proposto di creare un cioccolato che potesse abbinarsi a Spìos, abbiamo subito pensato a questo cioccolato fondente 78% - caratterizzato da note di nocciola e di mascarpone, da un’acidità contenuta e da una leggera tannicità, che richiama il seme da cui proviene - al quale abbiamo poi aggiunto del peperoncino calabrese che, con la sua moderata piccantezza, potesse creare un abbinamento armonico». Missione compiuta.


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo