Com'è stato il primo Valtellina Wine Festival a Chiavenna

Un bilancio della manifestazione che ha avuto come protagonista il Nebbiolo delle Alpi. Con molti graditi ospiti

02-11-2017
Il Palazzo Vertemate Franchi di Chiavenna, centro

Il Palazzo Vertemate Franchi di Chiavenna, centro della prima edizione del Valtellina Wine Festival

Un grande vino, si riconosce anche perché non ha paura degli altri. Anzi, li chiama al suo cospetto per misurarsi e crescere insieme. È quanto accaduto al primo Valtellina Wine Festival, che a Chiavenna lo scorso settembre ha mandato un messaggio chiarissimo e coinvolgente. Certo, quest’area è rimasta il focus dell’evento con i rossi protagonisti, quella che sa richiamare a sé e invita a cimentarsi in una competizione per valorizzare il bello della produzione vinicola italiana.

Per questo motivo  in una logica di confronto e ibridazione, sono state invitate trenta prestigiose cantine ospiti rappresentative della storia e della contemporaneità del sistema qualità e di alta reputazione dell’enologia italiana. Ospite d’onore il Consorzio Franciacorta.  

Nei suoi palazzi storici e al cospetto delle sue montagne, la Valtellina lo scorso settembre, da una parte ha voluto offrire un altro panorama, così legato a quello che la avvolge: la biodiversità dei propri vini ricchi di personalità, di freschezza e di originale finezza, imprimendo valore al Nebbiolo delle Alpi. Vini complessi, non complicati, ha ricordato l’ideatore Giacomo Mojoli, che aprono strade verso la conoscenza dell’ampiezza di questo tesoro italiano.

Aprono, appunto. Allora ecco, nella due giorni, degustazioni come quella a Palazzo Pestalozzi nell’evento organizzato dal Consorzio di tutela dei vini di Valtellina con il patrocinio del Comune di Chiavenna. Dal Nord al Sud, incursioni in ogni angolo del Paese che sa offrire un grande rosso, con le sue emozioni, le sue sfide con un territorio anche difficile, la ricerca di un innesto sulla vita culturale, non sempre scontata. Naturalmente, ad aprire le danze lo Sforzato, padrone di casa.

Una contaminazione per ricordarsi come la grandezza di ciascuno non oscuri, bensì alimenti l’altro. E per dirla con un’immagine di Mojoli: «È come se a un evento della Confindustria della provincia di Sondrio intervenissero Tim Cook (Apple), Bill Gates (Microsoft), Elon Musk (Tesla), Mark Zuckerberg (Facebook), Larry Page e Sergey Brin (Google), Matthias Muller (Volkswagen)».

Questo viaggio in tutt’Italia per specchiare nei grandi rossi l’identità di un Paese, ma anche il gusto dei consumatori, turistico compresi, si è poi materializzato nella due giorni con ben 100 etichette valtellinesi in degustazione. Tutti a esplorare i crotti e gli angoli più suggestivi di Chiavenna, tra polenta taragna, pizzoccheri e bisciole, nel segno di un grande rosso, a scelta. 


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