Nel segno dell'anguilla, un libro su un simbolo del nostro tempo

Lo svedese Patrik Svensson ha scritto un romanzo/saggio che riassume bene significati e traiettorie dell'enigmatico pesce

15-11-2021

Pubblichiamo colpevolmente con due anni di ritardo dall’uscita la recensione di “Nel segno dell’anguilla” (Ugo Guanda editore, 290 pagine, clicca qui). Dobbiamo ringraziare per la segnalazione Per-Anders Jörgensen, fotografo svedese, fondatore di Fool magazine: il giornalista e scrittore suo conterraneo Patrik Svensson (Malmö, classe 1972) ha scritto un piccolo gioiello.

“The book of eels” ha come oggetto il pesce più affascinante, misterioso e “perturbante” che popola da tempo immemore le nostre acque e le nostre tavole. L’autore conosce bene l’oggetto dell’indagine perché vive nella cosiddetta “costa delle anguille”, nel sud del paese.

Il racconto intervalla saggiamente due registri: il romanzo di formazione e il saggio storico-scientifico. Il primo sviluppa la storia, probabilmente autobiografica, di un padre che educa il figlio attraverso la pesca del pesce, che a quelle latitudini avviene quasi sempre tra luglio e agosto. Silenzi pazienti, alternati a raccomandazioni precise sugli stratagemmi che nessuna scuola o libro di istruzioni può insegnare.

È per tradizione orale e sul campo che si impara infatti a preparare le lenze, a fabbricare una nassa, a leggere il mare interpretando le correnti e i movimenti, a spellare il pescato e renderlo appetibile. Tutti compiti per uomini testardi e pazienti, a caccia di esemplari enigmatici e per molti sgradevoli. Pagine scritte (e tradotte) molto bene, che raccontano di atmosfere e pratiche sempre più sfocate: il WWF segnala da tempo il rischio di estinzione dell’anguilla, scoraggiandone la pesca scriteriata e anche l’impiego in cucina. Un vero simbolo dell'emergenza ambientale che stiamo attraversando. 

È forse però l’ampia parte storico-scientifica a tenerci ancora più incollati alle pagine del libro. Svensson descrive benissimo i misteri che hanno mosso le osservazioni empiriche plurimillenarie di filosofi e scienziati illustri: Aristotele sosteneva che nascessero dal fango; un giovanissimo Sigmund Freud spese anni chiuso in un laboratorio di Trieste, cercando (invano) di trovare un esemplare dotato di testicoli per risolvere una volta per tutte il mistero sui suoi meccanismi di riproduzione. L’autore ipotizza addirittura che la nascita della psicoanalisi si deve in parte a quella frustrante esperienza dell’apprendista viennese in Italia.

E poi ci sono i lati affascinanti, figli di tutte le ambiguità dell’anguilla: è un anfibio? È ermafrodita? È un serpente di mare un pesce d’acqua dolce o salata? È vero che si riproduce nel Mare dei Sargassi e poi s'imbarca in un lunghissimo viaggio che la conduce in tutte le acque del mondo? È vero che può vivere nello stesso luogo fino a 100 anni? «In ogni epoca», scrive l’autore, «sono esistite persone che hanno accolto questo mistero, che ne sono state attratte e hanno scelto di restargli fedeli». Un libro da divorare.