Le lenta scomparsa dei cibi che amiamo

"Bread, Wine, Chocolate", lo straordinario viaggio dell'indo-americana Simran Sethi in difesa di ci˛ che mangiamo

28-06-2017

L'edizione originale di "Bread, Wine, Chocolate. La lenta scomparsa dei cibi che più amiamo" della giornalista e scrittrice indo-americana Simran Sethi, tradotto in Italia da Slow Food Editore, 425 pagine, prefazione di Carlo Petrini (19,50 euro, 16,58 se acquistato online)

Slow Food Editore ha pubblicato da poche settimane l’edizione italiana di “Bread, Wine, Chocolate”. Sottotitolo: “La lenta scomparsa dei cibi che più amiamo”. L’autrice è Simran Sethi, giornalista e insegnante indo-americana con un curriculum importante: ha scritto per SmithsonianGuardian, Washington Post, è stata corrispondente per Nbc, Cnbc, Msnbc, insegna a Oakland, Melbourne, St. Agustin e ha tenuto lezione sui temi della sostenibilità e del social change anche ad Harvard, Columbia University, Cornell. Per Vanity Fair è "messaggero ambientale"; mentre per MarieClaire è una delle 8 donne che possono salvare il pianeta.

Sethi è specializzata da tempo su un tema che negli Stati Uniti ricorre molto più che da noi: quali effetti ha la globalizzazione sulle nostre abitudini commestibili? Cosa mangiamo veramente oggi? Nel tempo, avremo da guadagnarci o da perderci in termini di gusto e salute?

La seconda che hai detto, e non è un ragionamento figlio di un’irrazionale nostalgia. Consideriamo ad esempio alcuni dati importanti che l’autrice semina qua e là nel libro: secondo la Fao, «Il 95% delle calorie del mondo proviene da 30 specie – principalmente granturco, frumento, riso, olio di palma e soia. E coltiviamo circa 150 delle 30mila specie di piante commestibili». Oppure: «Più del 90 per cento di tutti gli yogurt e i gelati è stato confezionato con il latte di un’unica razza di mucche». E le altre specie, piante e razze bovine? Destinate all’estinzione. «E se tutti mangiamo la stessa mela o banana, non solo perdiamo diversità genetica, ma parte di ciò che fa di noi quello che siamo»

Simran Sethi. L'autrice tornerà a parlare del suo libro in Italia all'UlisseFest di Bergamo, domenica 2 luglio, ore 11, Palazzo Mascheroni

Simran Sethi. L'autrice tornerà a parlare del suo libro in Italia all'UlisseFest di Bergamo, domenica 2 luglio, ore 11, Palazzo Mascheroni

Per questo Sethi ha cominciato a girare il mondo. Lo ha fatto per 4 anni, a caccia delle origini di una serie di generi alimentari importanti: il vino, il cioccolato, il caffè, la birra, il pane, «tutti cibi in pericolo». Si è recata nei luoghi che custodivano le chiavi del futuro del cibo». Per poterlo fare, «Ho lasciato un posto di lavoro da cui non potevo licenziarmi, ho venduto la casa, ceduto l’auto e iniziato un viaggio per capire in che modo salvare i sapori che amiamo».

Zaino in spalla e taccuino in mano, è corsa a intervistare 200 scienziati, agricoltori, cuochi, fornai, viticoltori, esperti di cioccolato da 6 continenti, «conservazionisti, guide religiose, avvocati ed esperti di ogni genere per conoscere la storia intima dei nostri cibi e i modi migliori per salvarli – e gustarli».

I frutti sono tutti in questo libro appassionato che si divora anche per il registro felice, a metà tra il saggio scientifico (impressionante la mole di dati raccolti) e il romanzo itinerante. Oltretutto ogni capitolo comprende un’analisi dei 5 sensi e una serie di accorgimenti che ci orientano nell’esperienza dell’assaggio. Perché «Il gusto», spiega l’autrice, «ci porterà a trasformare il cibo. Assaggiando come non abbiamo mai fatto prima – chiedendoci cosa sia buono – possiamo cambiare ciò che si coltiva e si vende. È il primo passo per salvare ciò che amiamo».


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