ULTIM'ORA - “NO alla chiusura anticipata, lockdown cammuffato”. E dal Governo giungono rassicurazioni

Ferma presa di posizione degli Ambasciatori del Gusto dopo le indiscrezioni degli ultimi giorni. Il premier Giuseppe Conte avrebbe però escluso un provvedimento di questo tipo

05-10-2020

“No alla chiusura anticipata dei ristoranti”. L’associazione italiana Ambasciatori del Gusto risponde con forza alle anticipazioni diffuse nelle ultime ore circa un nuovo coprifuoco a cui sarebbero sottoposti. Misura giudicata inutile, incoerente e discriminatoria.

I ristoranti non sono la causa della movida incontrollata. Imporre una loro chiusura anticipata non porta ad alcun risultato concreto in termini di lotta agli assembramenti che di fatto si verificano fuori dai locali. Se l’intenzione del Governo è quella di mettere in atto un piano di prevenzione - spiegano gli Ambasciatori - questo deve svolgersi dove il pericolo sanitario c’è veramente e quindi in primis lungo le strade e nelle piazze dove si verificano assembramenti e dove purtroppo non ci sono controlli. Va difeso il servizio al tavolo, che prevede il rispetto di tutta una serie di standard qualitativi.

I ristoranti infatti si sono adoperati per mesi al fine di adottare le misure di sicurezza richieste dalle nuove norme (Fase Ripartenza) dettate dallo stesso Governo. Imporre ora una chiusura anticipata significherebbe rendere vano tutto quello che è stato fatto e gravare pesantemente su una categoria che con fatica e sacrificio sta cercando di ripartire.

Lo scenario economico non può che essere drammatico e preoccupante: se un ristorante deve chiudere alle 23, quel ristorante non aprirà nemmeno.

 

«Chiediamo che la norma escluda tutti i locali dove viene offerto un servizio al tavolo che implica un obbligo di controllo per il gestore e uno standard qualitativo già in atto. Se ciò non accade il settore della ristorazione italiano morirà»

«Di fatto è mettere in ginocchio un’intera categoria attivando un lockdown camuffato» dichiara Cristina Bowerman, presidente degli Ambasciatori del Gusto che a nome di tutti gli associati aggiunge: «È impensabile e discriminatorio. Il comparto della ristorazione è il primo ad essersi attivato per garantire il rispetto delle regole che oggi invochiamo a gran voce. Chiediamo che la norma escluda tutti i locali dove viene offerto un servizio al tavolo che implica un obbligo di controllo per il gestore e uno standard qualitativo già in atto. Se ciò non accade il settore della ristorazione italiano morirà. Peraltro ci chiediamo: quali misure di supporto all’occupazione sono previste? Che ne sarà della norma che ci sollevava dai pagamenti degli F24 per 4 mesi a fronte del ri-arruolamento del personale? È palese che alla chiusura del locale farà seguito una nuova cassa integrazione».

Poco dopo la presa di posizione degli Ambasciatori del Gusto, da Palazzo Chigi giungono parole rassicuranti. «Non c’è nessuna intenzione da parte del Governo di chiudere ristoranti, bar e locali né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco». Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte - cui sono attribuite le parole che vi abbiamo riportato - esclude una misura tanto drastica. La precisazione arriva al termine di un giro di contatti che il premier ha avuto a partire da ieri, primo fra tutti con il governatore della Liguria Giovanni Toti che gli ha anticipato la contrarietà a procedere a una chiusura «che penalizza il settore».


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