Pizzaioli dal cuore d'oro

Da Starita ai Salvo, nove stelle campane per un calendario in favore del Santobono. Capito a metà

16-12-2016
Non poteva mancare un selfie a fine presentazione,

Non poteva mancare un selfie a fine presentazione, giovedì 15 dicembre al Museo di Capodimonte a Napoli, del calendario prodotto da nove pizzaioli campani, otto napoletani e un casertano, per raccogliere fondi a favore del reparto di rianimazione per bambini dell'ospedale Santobono. Lo scatta Emanuela Capuano, che coordinare il progetto Re-Life del Santobono.

Capodimonte a Napoli è una reggia, un osservatorio astronomico, le sue porcellane, il museo e tanto altro ancora. Ed è nel museo che giovedì 15 dicembre si sono ritrovati Antonio Starita, Enzo Coccia, Guglielmo Vuolo, Attilio Bachetti, Franco Pepe, Gino Sorbillo, nonché i tre fratelli Salvo ossia Francesco, Ciro e Salvatore. Sono pizzaioli e otto di loro sono napoletani, il nono casertano, Franco Pepe. Si trovano legati tra loro nel gruppo di ONE PIZZA che suona come un capolavoro per tutti, la pizza, e tutti a esaltarla secondo sapienze e tecniche personali.

Ben sapendo che la pizza è un formidabile gioiello di cultura popolare, hanno scelto questo spazio carico di arte e di storia per dare ancora più forza alla loro iniziativa, un’azione a fin di bene che è stata capita solo in parte visto la scarsità di pubblico presente. Questo anche se i maligni pensano che c’è chi l’abbia capita troppo bene e proprio per questo è rimasto alla finestra.

E dire che a inizio novembre questi grandi pizzaioli avevano deciso di ritrovarsi per parlare e dare vita a qualcosa assieme per raccogliere fondi a favore del progetto Re-Life, coordinato da Emanuela Capuano, che immagino sia stato

scelto come nome perché suona un po’ come relive in inglese, rivivere. Si tratta infatti di finanziare la ristrutturazione del reparto di rianimazione per bambini del Santobono di Napoli, quindi letti, uno per bimbo, e hanno deciso di farlo attraverso un calendario forte dei testi e delle immagini del fotografo Salvio Parisi.

Ne sono state tirate mille copie che, in attesa di un modo più pratico per chi non vive in Campania, sono in vendita nelle otto pizzerie che si sono unite attorno a questa iniziativa. Questo il loro elenco: Starita di Antonio Starita (suggerimento: perché non mettere un salvadanaio anche nell locale aperto a Milano?); La Notizia di Enzo Coccia; Guglielmo Vuolo a Eccellenze Campane; Attilio Bachetti da Attilio alla Pignasecca; Franco Pepe di Pepe in Grani a Caiazzo (Caserta); Gino Sorbillo in via dei Tribunali a Napoli (ma vale per lui quanto scritto per Starita: ha insegne pure lui a Milano); Ciro Salvo a 50 Kalò e i suoi fratelli Francesco e Salvatore da Salvo a San Giorgio a Cremano.

Trascrivo dal comunicato stampa: «ONE PIZZA: un’idea, un gruppo, uno spirito. Uniti nell’amore per il nostro lavoro. Ci lega la storia, la gioia e la voglia di vivere il nostro territorio e la nostra tradizione, che difendiamo e tramandiamo ai nostri figli. Corriamo in giro per il mondo con in mano una valigia e dentro una sola cosa: la pizza napoletana».

Peccato per la sala quasi vuota a Capodimonte. Come mi hanno ricordato alcuni dei presenti, è sempre facile sgomitare per esserci a un pranzo offerto, per non mancare a una degustazione gratuita, per omaggiare lo sponsor generoso, per prenotare un regalo o per compiacere il potente di turno. Giovedì invece si trattava di dare la massima visibilità a un progetto a tutta generosità, di scriverne senza avere in cambio un regalo, di cogliere al volo la possibilità di fare informazione e basta. La ventina di blogger, appassionati e giornalisti presenti hanno ricevuto copia del calendario ma quasi nessuno di loro si è sentito in dovere di lasciare qualcosa per il Santobono. Si tratta di offerte libere, ma dignità vorrebbe di non scendere sotto ai 10 euro. Sempre si conosca il significato di questa parola, dignità.


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