Ichikawa lascia, l'Iyo di Milano alla coppia Biassoni-Okada

Cambi al primo ristorante internazionale stellato. Che propone sempre gran qualità, lo mostra la nostra fotogallery

12-04-2017
Lo staff dell'Iyo alla fine di una nostra rec

Lo staff dell'Iyo alla fine di una nostra recente cena: Michele BiassoniClaudia Del Frate, Haruo Ichikawa e Masaki Okada (foto Tanio Liotta)

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Lo staff dell'Iyo "orfano" di Haruo Ichikawa: da sinistra Masaki Okada, Matteo Ghiringhelli, Claudia Del Frate e Michele Biassoni
La nostra cena nelle foto di Tanio Liotta: appetizer
Alice Temaki: alice marinata nell'aceto di riso e yuzu, ricotta di bufala al wasabi fresco, spinacino novello, polvere di kombu e tobiko
Bufferfly Ebi: gambero viola di Sant'Antioco scottato in padella, carote multicolore marinate nel dashi e aceto di riso, estrazione di carota gialla, zenzero e sancho fresco, cappero di pantelleria candito

Identità Golose stima moltissimo Claudio Liu, patron dell’Iyo, e la sorella Giulia, artefice di quell’altra splendente gemma gastronomica, ancora troppo poco celebrata, che è il Gong. Sono milanesi Doc, perché della migliore milanesità – e pensiamo alla città “buona”, quella che accoglie e dà spazio a chi ha idee, passione e voglia di fare - hanno i tratti, se non somatici, certamente caratteriali: sono volitivi, preparati, abili, intelligenti, pragmatici, con un plus di cordialità e gentilezza che magari allignano meno in città, ma sono invece tratti peculiari dei due.

I Liu, con tre insegne – le citate più il Ba Asian Mood – sono il punto di riferimento per la Milano della ristorazione multietnica; incarnano il dinamismo e l’apertura odierne di una metropoli che dà segni chiari d’essersi svegliata dal provincialismo che l’aveva caratterizzata a lungo, e si apre al mondo senza paure e paraocchi.

Ichikawa a Identità Expo. Alla sua destra Masaki Okada

Ichikawa a Identità Expo. Alla sua destra Masaki Okada

Sono, innanzitutto, fecondi imprenditori del food di qualità, tanti nostri connazionali avrebbero da imparare dalla loro case history. Non ci sorprende dunque che Claudio non si sia fatto cogliere impreparato, ora che lo chef dell’Iyo, Haruo Ichikawa, protagonista in cucina di quella cavalcata che ha portato il ristorante a essere il primo di cucina internazionale a ricevere la stella in Italia, ha deciso di concedersi un po’ di riposo. Passati ormai i sessant’anni, ha bisogno di rifiatare. Una perdita che sarà compensata dalla presenza dell’ottimo Michele Biassoni a capo della cucina, con il ritorno di Masaki Okada al banco del sushi.

A comunicare il passaggio di consegne sono stati gli stessi protagonisti: Ichikawa dunque lascia la postazione fissa al banco del sushi. Gli ultimi due anni hanno visto una graduale e studiata diminuzione delle sue presenze attive, in favore della formazione di una brigata autonoma e capace di mantenere l'altissimo livello della proposta che caratterizza il ristorante Iyo.

Biassoni e Claudio Liu

Biassoni e Claudio Liu

Spiega il comunicato: “Dopo un periodo di transizione e dopo una fase di preparazione interna al ristorante, Ichikawa, in accordo con il titolare Claudio Liu, si è preso una pausa dalla ristorazione, mantenendo il suo solido legame con Claudio con cui resta viva l’idea di lavorare su nuovi progetti comuni nel prossimo futuro. Resta stabile e ben consolidata la figura dello chef Michele Biassoni, che da ormai due anni dirige magistralmente la cucina e coordina in modo impeccabile l’interazione tra quest’ultima e il sushi banco (…). Negli ultimi mesi, dopo un periodo di assenza, il sushi banco di Iyo ha ritrovato anche l’affezionato sushi man Masaki Okada, reinseritosi nel naturale percorso di evoluzione del ristorante e della brigata”.

«La collaborazione con il Maestro Ichikawa ha felicemente contribuito alla storia e alla crescita del mio ristorante - è il commento di Claudio Liu – Con lui spesso ragioniamo su progetti futuri. Lo ringrazio per tutto ciò che ha insegnato alla nostra squadra ed è anche grazie a lui se oggi so di poter andare avanti contando su figure professionali di grande spessore e creatività, come Michele, Masaki e l'intera brigata».

La presenza in cucina di figure internazionali, tra Italia e Giappone, rappresenta l'elemento imprescindibile e di continuità che caratterizza lo stile culinario di Iyo, che ha fatto di questo connubio il "marchio di fabbrica" grazie al quale la sua proposta gastronomica è sempre originale, creativa e sempre proiettata verso il futuro.

Il ristorante è stato completamente rinnovato nel design e nel comfort nell’autunno del 2016 a seguito dell’intervento dell’architetto Carlo Samarati, e può contare su un team che comprende anche il sommelier Matteo Ghiringhelli, autore di una carta dei vini che conta circa ottocento referenze e una carta dei sake in continua crescita.

Nella fotogallery di Tanio Liotta una nostra recentissima cena all’Iyo. Gran qualità, ça va sans dire.


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La nostra cena nelle foto di Tanio Liotta: appetizer
Alice Temaki: alice marinata nell'aceto di riso e yuzu, ricotta di bufala al wasabi fresco, spinacino novello, polvere di kombu e tobiko
Bufferfly Ebi: gambero viola di Sant'Antioco scottato in padella, carote multicolore marinate nel dashi e aceto di riso, estrazione di carota gialla, zenzero e sancho fresco, cappero di pantelleria candito
Ika somen: crudo di calamaro sfrangiato, caviale Kaluga Amur, verdure croccanti, uovo di quaglia e salsa soba dashi
Tartare 2.0: tonno rosso, topinambur, pistacchio di Bronte e pomodoro
Mi-so sbagliato: zuppa di crostacei e miso rossa, asparago di mare, tofu e nocciola tonda gentile
Gunkan 1: zucchina scottata e tartare di gamberi
Gunkan 2, ovvero Sake granchio: salmone, granchio reale, maionese e tobiko 
Gunkan 3, ovvero Sake ikura: salmone e uova di salmone 
Gunkan 4, ovvero Rose: ricciola, scampo, avocado, tobiko, maionese e salsa piccante 
Gunkan 5, ovvero Toro out: ventresca di tonno con caviale “Kaluga Amur”