I ristoratori italiani di questi tempi sono alla continua ricerca della soluzione scacciacrisi, dell’idea che in qualche modo sia capace di risollevare le sorti di una professione alle prese con un periodo ormai lungo di depressione economica. C’è chi inaugura locali dalle formule più disparate (fast food di qualità, bistrò) e chi si apre a nuove esperienze (catering, banchettistica), per poter “mantenere” il ristorante gourmet. E chi, invece, coglie l’occasione per dare una svolta decisiva alla propria vita, è il caso di dire, aprendo un ristorante in una delle nuove mecche del consumo sparse in giro per il Mondo.
Alcuni scelgono la rotta del Sudamerica, altri rimangono in Europa e, ancora, c’è chi si spinge fin verso l’Estremo Oriente. A dire il vero in molti lo hanno già fatto negli anni passati, con alterne fortune (
Umberto Bombana, altro bergamasco, ha tre stelle Michelin a Hong Kong), ma di questi tempi non c’è troppo da andare per il sottile, se si accende la lampadina giusta si parte senza esitazioni, mettendo in conto una percentuale di rischio fallimento. Ed è quello che è successo negli ultimi mesi a
Ezio Gritti, bergamasco purosangue, affezionato al suo ristorante
Osteria di Via Solata (una stella Michelin) posizionato nel cuore di Bergamo Alta, ma deciso ora a vivere nuove avventure in giro per il mondo.
Il
Via Solata è sempre stato uno dei gioiellini del mangiar bene in città e un indirizzo che ha sempre avuto nella costante ricerca di qualità da parte del patron la sua cifra stilistica, però il cuoco originario della val Seriana (esperienza da vendere e grande padronanza delle tecniche di cottura unita a una passione neanche troppo nascosta per la cacciagione e i volatili), nei prossimi mesi inaugurerà il suo nuovo ristorante a qualche migliaia di chilometri di distanza, nell’isola di Bali. Sia ben chiaro, l’
Osteria di Bergamo continuerà a esistere, nelle mani della brigata che ormai da tempo accompagna
Gritti in cucina, ma il cuoco dal mese di luglio trascorrerà molto del suo tempo nel paesino di Seminyak, sotto il sole equatoriale, tra i cinquanta coperti de
Il Sole-Italian Restaurant.

Parfait ai petali di rosa, lamponi e pepe, piatto preparato da Gritti al Festival Bernard Loiseau di Mauritius
Un mese e mezzo fa il cuoco aveva già avuto un divertente anticipo delle future scorribande esotiche partecipando all’edizione del prestigioso
Festival Bernard Loiseau a Mauritius, unico italiano invitato, ma il progetto balinese ormai in dirittura d’arrivo va ben oltre.
Gritti porterà la sua cucina e i piatti della tradizione lombarda (come i casoncelli e ravioli di zucca) e mediterranea all’attenzione di una clientela elitaria, internazionale e vacanziera. Con l’opportunità di farsi notare nei prossimi mesi da un’audience di tutto rispetto visto che proprio l’isola di Bali ospiterà a settembre l’edizione di
Miss Universo e, un paio di mesi più tardi, il G20.
C’è da scommettere che il cuoco, la cui naturale e istintiva curiosità è ben nota, riuscirà in breve a mescolare sapientemente la classicità del Bel Paese con la materia prima locale. Una prima ispezione e un viaggio recente lo hanno visto entusiasmarsi di fronte alla qualità del pescato, ma anche della frutta, della verdura e delle spezie presenti sull’isola.