26-02-2014

101 istantanee di Identità Dieci/1

I momenti più emozionanti del congresso, raccontati da chi l'ha vissuto (prima parte)

Dalle oltre 100 istantantee di Identità Milano, e

Dalle oltre 100 istantantee di Identità Milano, emerge su tutti un nome: Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto (Siracusa), la persona più citata da giovani cuochi e giornalisti come incontro più interessante dell'intera 3 giorni. Un giusto omaggio a chi non ha mai saltato un'edizione, dissertando di pasticceria, pane, pasta, pizza... (foto Brambilla/Serrani)

Abbiamo chiesto a chi era presente alla decima edizione di Identità Milano di ricordare in una frase il momento che è rimasto più impresso nella 3 giorni. Poteva essere qualsiasi cosa: una lezione, un incontro, una frase, un piatto. Ne è venuto fuori un mosaico di oltre 100 istantanee che pubblichiamo in 4 puntate, a partire da oggi. Momenti da ricordare.

Mi ha emozionato la lezione di Cracco. Fu il primo a salire sul palco quando tutto iniziò nel 2005 e vederlo adesso così maturato, mi ha fatto pensare quanto sia cresciuta la sua cucina, ma anche quanto siamo cresciuti noi di Identità
(Luisa Acciarri Marchi, Identità Golose)

L'abbraccio con Faith Willinger, Corrado Assenza e Fulvio Pierangelini
(Max e Raf Alajmo, Le Calandre a Rubano, Padova)

L'emozione e l'entusiasmo dei fratelli Costardi; il garbo e l'eleganza di Nadia Santini e una frase di Alessandro Pipero: «M'annoio quando sto in ferie, m'annoio il giorno di riposo». Il potere di una passione, il senso di una vita
(Maria Andreucci, Italian Cooking Adventures)

I tanti abbracci dei giovani cuochi. Energia fresca allo stato puro
(Corrado Assenza, Caffè Sicilia a Noto, Ragusa)

Il piacere del rumore dei marroni su cui Piège cuoceva la selvaggina, la presentazione di Dacosta avanguardista, la timidezza di Klugmann e il granchio cocotier di Mauro Uliassi. Il mio ingresso nelle Soste e la spilla di topolino di Paolo Marchi
(Enrico Bartolini, Devero di Cavenago Brianza)

Heinz Beck, cuoco dell'anno 2014

Heinz Beck, cuoco dell'anno 2014

 Oltre al premio che ho ricevuto da Paolo, il ricordo più bello che conservo di questa edizione è la tavola rotonda di Tinto e Fede attorno alla quale ci siamo riuniti: chef e amici per dialogare insieme della rivalutazione del Made in Italy e del futuro della cucina italiana
(Heinz Beck, La Pergola di Roma)

Il momento sul palco con tutti a festeggiare i 10 anni di Identità
(Andrea Besuschio, Pasticceria Besuschio ad Abbiategrasso, Milano)

La lezione di Gastón Acurio: ha fatto vedere che un grande cuoco può usare la sua immagine per migliorare la società. Senza retorica o fini commerciali
(Luciana Bianchi, World's 50 best blog)

La meravigliosa sensibilità verso il cibo da parte di tutto lo staff del congresso, dal primo all'ingresso all'ultimo sul palco
(Beniamino Bilali, pizzaolo)

Ogni volta che incrocio, saluto e scambio due parole con Corrado Assenza a Identità Golose capisco perché questo lavoro ha senso
(Gianluca Biscalchin, giornalista/Illustratore)

Jean-François Piège. È come una Porsche: perfezione nella semplicità. Tradizione e futuro
(Christoph Bob, Monastero di Santa Rosa a Conca dei Marini, Salerno)

Il momento di festa per i 10 anni. Sono entrato e ho visto tutti emozionati, Paolo che tentava di sdrammatizzare, Zanatta e De Cesare in disparte un po' più timidi (il primo si abbuffava di torta), Giulia fra il riso e la lacrimuccia. Mi sono ricordato di bellissimi finali sul palco di tanti anni fa per le Tre Forchette. Ho pensato che Identità fosse un patrimonio di tutti e sono andato via felice
(Marco Bolasco, Giunti)

La contaminazione positiva nelle cucine di preparazione, la condivisione tra persone di diversa provenienza e cultura, di diverso ruolo, di diversa importanza. Tutti pronti a fare in modo che ciascuno lavorasse bene
(Renato Bosco, Saporè a San Martino Buonalbergo, Verona)

Massimo Bottura e le sue girls

Massimo Bottura e le sue girls

Il sorriso e la gentilezza dei ragazzi e delle ragazze di MagentaBureau: fa la differenza. Il numero infinito dei giovani presenti: pazzesco
(Massimo Bottura, Osteria Francescana a Modena)

L'incontro con Enrico Bartolini. Non mi aspettavo una persona di tale sensibilità, cultura e dolcezza. Davvero intrigata: devo andare a sedermi alla sua tavola!
(Cristina Bowerman, Glass Hostaria a Roma)

Osservare come tutto il mondo culinario, chef e affini, si sentisse in un grande salotto, a disquisire di cultura alimentare. Come i grandi scrittori e pittori
(Francesca Brambilla e Serena Serrani, fotografe)

Rush hours, not just happy hours
(Stefano Callegari, 00100 a Roma)

L'umiltà di Roberto Petza: durante il pranzo con gli altri chef sardi, serviva a tavola e si preoccupava che ogni ospite avesse le posate
(Giorgia Cannarella, Dissapore)

Toccante la lezione di Davide Scabin. Se cucinare è un atto d'amore #foodforfighting ne è l'espressione più autentica
(Valeria Carbone, Identità Golose)

Niko Romito e la sua arte sublime di trasformare anche l’ingrediente più umile - la testa di uno scampo - in un super piatto
(Lisa Casali, Ecocucina)

Simone Salvini: sta facendo ricerca d’avanguardia su materia, preparazioni ed elaborazioni della cucina del futuro. Alta cucina
(Alberto Cauzzi, Passione Gourmet)

Antonia Klugmann, tra i volti più freschi della decima edizione

Antonia Klugmann, tra i volti più freschi della decima edizione

Una ragazza di 34 anni che porta l'acqua a ebollizione, immerge la pasta, lavora la purea di castagne e fa in modo che il pepe, la nigella, il ginepro e l'anice stellato sprigionino tutte le loro note aromatiche. Si chiama Antonia Klugmann
(Annalisa Cavaleri, Paginafood)

Come al solito, la gestione dell'organizzazione non mi consente di godermi quasi nulla del congresso. Ma una cosa la ricordo con grande piacere, il regalo che mi ha fatto Paolo (Marchi, ndr). Per due motivi: perché è stata una vera sorpresa e perché arriva da una persona che non ama celebrare e celebrarsi. Mi ha colpito e commosso
(Claudio Ceroni, MagentaBureau)

Le fermentazioni di Henrik Yde e Massimiliano Alajmo con la sua Fluidità. Mi hanno fatto uscire con ancora più voglia sperimentare e di guardare la realtà da prospettive sempre diverse
(Daniela Cicioni, cuoca vegana)

Ho avuto l'onore di presentare Dossier Dessert e seguire l'intervento di un grande come Corrado Assenza, direttamente sul palco e davanti a una platea stracolma. Un cambiamento di prospettiva che mi ha anche permesso di capire quale immane lavoro ci sia dietro a un congresso di questa portata
(Rossella ContatoPasticceria Internazionale)

Incontrare vecchi amici, ma soprattutto Stefano Bonilli. Era da un po' che non gli parlavo
(Igles Corelli, Atman, Pistoia)

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