47 Circus Roof Garden, una terrazza di cose buone su Roma

Scoprire l’elegante cucina mediterranea di Antonio Gentile, alla guida dello scenografico ristorante dell’hotel FortySeven

12-10-2020
La terrazza del ristorante 47 Circus Roof Garden,

La terrazza del ristorante 47 Circus Roof Garden, nell'Hotel FortySeven di via Petroselli, Roma

La ricerca, da parte dei clienti, di spazi all’aperto sembra essere una delle poche certezze per i ristoratori in questo strano periodo post lockdown. Tra regole e disposizioni da seguire e le preoccupazioni, legate all’emergenza sanitaria, di chi vuol trascorrere una serata al ristorante, anche la capitale sta vivendo un momento particolare caratterizzato dalla (quasi) totale impossibilità di prevedere i comportamenti degli appassionati. Tra le carte vincenti da poter giocare c’è sicuramente quella legata alla disponibilità di uno spazio all’aperto: terrazze e dehors sono diventate il nuovo riferimento poiché rappresentano luoghi sicuri nell’immaginario collettivo.

Se poi a questo spazio esterno è associata una vista unica su un angolo estremamente significativo di Roma, quello situato tra la Bocca della Verità e il Foro Boario, una sorta di cartolina in movimento che unisce al fascino della storia i suoni della moderna quotidianità, diviene più semplice riuscire ad intrigare chi vuol trascorrere fuori casa una delle tante serate contraddistinte dal bel tempo. Il 47 Circus Roof Garden, ristorante del Boutique Hotel FortySeven di via Petroselli, risponde all’identikit appena descritto, con la sua bellissima terrazza, punto di vista privilegiato per il tramonto che colora il Tevere e il Circo Massimo.

Aperitivo, cena e dopocena: i tre differenti momenti di ogni serata hanno la forma degli arredi essenziali ma ricercati, l’odore salmastro portato dal ponentino, le cromie del nero e del grigio, ma anche una mise en place curata nel dettaglio, distribuita sui 40 coperti disponibili. Qui esprime il suo talento Antonio Gentile, nato a Ercolano, classe ’86, resident chef con esperienze al Faro di Capo d’orso, da Imàgo, in costiera al ristorante Furore, quindi da Heinz Beck a Londra e a Roma ed infine al Red Fish di Ostia. La cucina di Gentile è focalizzata sull’esaltazione delle materie prime, rispettando la loro identità, “perché il cibo, come gli elementi della natura, non si può stravolgere”, facendo grande attenzione alla provenienza degli ingredienti, e puntando sulla componente campana quale filo conduttore dei sapori. Una cucina, quella della sua terra d’origine, caratterizzata da grandi intensità e contrasti, che Antonio propone attraverso una chiave di lettura personale, fatti di equilibri e armonia gustativa.

Antonio Gentile

Antonio Gentile

Spaghettone al ragù di gallinella, peperoni arrosto, maggiorana e salicornia

Spaghettone al ragù di gallinella, peperoni arrosto, maggiorana e salicornia

Oltre ai piatti alla carta, lo chef propone anche due percorsi di degustazione: "Ispirazione", con 4 portate per 60 euro e "Degustazione", con 6 portate a 80 euro, con i quali Gentile esprime la sua visione della cucina: “Non sono un estremista nei gusti, voglio solo che i miei piatti siano riconoscibili e equilibrati. Tutti gli ingredienti che uso devono essere protagonisti per cui quando penso a un piatto voglio che ogni ingrediente ne risulti esaltato. Nella mia cucina gioco a rileggere un po’ i piatti della tradizione, soprattutto quelli che mi porto dietro dalle mie origini”.

La prova d’assaggio
Cinque proposte per ogni portata, un puntuale focus su carne e pesce senza tralasciare il vegetale, una forte passione per la pasta che si esprime attraverso una piacevole alternanza di formati: la carta strutturata da Antonio Gentile per l’autunno è versatile, agile ma al tempo stesso completa. La nostra cena è aperta dall’immancabile “Benvenuto dello chef”, una serie di golosi bocconi tutti meritevoli di menzione, in particolare la Polpetta di genovese e provolone del monaco e la Mozzarella in carrozza con prosciutto d'anatra, una sorta di street food in abito da sera. Il mare ed i suoi prodotti sono i protagonisti della successiva fase della cena, quella dedicata agli antipasti: prima giunge al tavolo la Tagliatella di calamaro con tapioca e estratto di insalata di pomodori, che consente di apprezzare la qualità della materia prima; quindi proviamo il Tataki di ricciola marinata, funghi porcini e nocciola, combinazione avvolgente al palato con un insieme di sapori in perfetta armonia; infine la Seppia arrosto, pesto di olive e prezzemolo, limone e crema di impepata di cozze, che sorprende per l’equilibrio della crema che diviene elemento di raccordo del piatto.

Tortelli di genovese di manzo, finocchi e provolone del monaco

Tortelli di genovese di manzo, finocchi e provolone del monaco

I primi sono uno dei punti di forza di Antonio Gentile, che conferma le aspettative con lo Spaghettone al ragù di gallinella, peperoni arrosto, maggiorana e salicornia, altro piatto di incredibile eleganza, una sequenza di avvolgenti forchettate che confortano il palato, e con gli oramai iconici Tortelli di genovese di manzo, finocchi e provolone del monaco, uno dei piatti signature dello chef. La successiva proposta ha un’anima nostalgica che sa di buono: la Spigola al sale, ragù di patate, carciofi e salsa allo zafferano ci riporta agli anni ’80, al servizio al tavolo, ai piatti della domenica, e con la sua cottura perfetta completa questo momento di prezioso amarcord. La chiusura, affidata naturalmente ai dessert, mette in luce buona tecnica e un piacevole gioco di contrasti, prima con la Pesca sciroppata, gelato alla mandorla e pistacchio, poi con la deliziosa Piccola pasticceria.

Una cena ricca di spunti di interesse, che ha messo in luce il talento e le capacità tecniche di Antonio Gentile, ma anche gli interessanti progressi nella personale chiave di lettura dell’alta cucina, grazie ad una proposta gastronomica che diviene anno dopo anno sempre più consapevole e riconoscibile.


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